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<title>Jackson Blog</title><link>/blog/</link>
<description>Jackson Blog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Giocare con i livelli di Photoshop]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>SOVRAPPOSIZIONI E LIVELLI</b></p>
<p>Photoshop, come tutti i programmi professionali per l&rsquo;elaborazione di immagini, consente di gestire le immagini &ldquo;multilivello&rdquo;. Oggi vi spiegheremo alcune funzioni che potranno agevolarvi mentre elaborate delle immagini.</p>
<p>Un immagine &egrave; composta da pi&ugrave; strati sovrapposti, come pi&ugrave; fogli lucidi. Questo &egrave; utile soprattutto per gestire composizioni, scritte, trasparenze, effetti speciali, sfumature, ecc. L&rsquo;esempio pi&ugrave; semplice &egrave; la sovrapposizione di due immagini di uguale dimensione, che potremo mettere in trasparenza:</p>
<p>&bull;	Aprire una delle due immagini;</p>
<p>&bull;	Scegliere <b>SELEZIONE &rarr; Tutto</b>;</p>
<p>&bull;	Scegliere <b>MODIFICA &rarr; Copia</b>;</p>
<p>&bull;	Aprire la seconda immagine;</p>
<p>&bull;	Scegliere <b>MODIFICA &rarr; Incolla</b>.</p>
<p>Nella finestrina dei livelli (se non fosse visibile scegliere <b>FINESTRA &rarr; Livelli</b>) saranno visibili le miniature delle due immagini: una sta sullo sfondo, l&rsquo;altra viene chiama automaticamente <b>Livello 1</b>. &Egrave; possibile &ldquo;spegnere&rdquo; un temporaneamente un livello cliccando sull&rsquo;icona con l&rsquo;occhio all&rsquo;immediata sinistra della miniatura del livello stesso.</p>
<p>E per creare la trasparenza? Semplice, basta selezionare il <b>Livello 1</b> cliccandoci sopra nella finestrina dei livelli, quindi nella casella <b>Opacit&agrave;</b> impostare un valore intermedio, ad esempio 50%.</p>
<p><i>Fig. 1 - La semplice sovrapposizione tra due immagini,in trasparenza, &egrave; un punto di partenza per molte elaborazioni.</i></p>
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img width="400" height="283" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - giocare con i livelli/1.jpg" alt="" />&nbsp; <br />
<p><i><br /></i></p>
<p><b>SELEZIONI E LIVELLI</b></p>
<p>&Egrave; possibile creare con facilit&agrave; immagini multilivello, semplicemente selezionando e trascinando da altre immagini. Ecco una semplice procedura che spiega il trucco:</p>
<p>&bull;	Aprire un&rsquo;immagine da usare come sfondo;</p>
<p>&bull;	Aprire una seconda immagine da cui ritagliare un dettaglio da trascinare sulla prima;</p>
<p>&bull;	Selezionare un dettaglio con lo strumento <b>Selezione</b> (il primo in alto a sinistra sulla barra degli strumenti);</p>
<p>&bull;	<b>SELEZIONE &rarr; Sfuma</b>, impostare un numero di pixel da 16 a 64 pixel, secondo la dimensione del dettaglio;</p>
<p>&bull;	Clic sullo strumento <b>Sposta</b>;</p>
<p>&bull;	Trascinare la selezione sfumata sulla prima immagine, quella che deve fungere da sfondo (le due immagini devono essere visibili contemporaneamente in Photoshop, almeno in parte);</p>
<p>&bull;	A questo punto &egrave; possibile trascinare ulteriormente la selezione per posizionarla dove meglio si desidera.</p>
<p>Notare che, nella finestrina dei livelli, abbiamo appena creato un <b>Livello 1</b>. Ripetendo l&rsquo;operazione possiamo creare tanti dettagli sfumati che navigano liberamente sull&rsquo;immagine di sfondo, ognuno dei quali costituisce un livello a s&eacute; stante.</p>
<p><i>Fig.2 - copia/incolla, sfumatura, e la composizione &egrave; servita!</i></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img width="400" height="299" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - giocare con i livelli/2.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><b>TRASCINARE LO SFONDO</b></p>
<p>I livelli, essendo strati del tutto indipendenti, possono essere spostati in qualunque posizione nell&rsquo;immagine. Lo strumento adatto &egrave; Sposta, il primo della seconda colonna sulla barra degli strumenti.</p>
<p>Prendiamo ad esempio l&rsquo;immagine creata nel trucco precedente: con lo strumento <b>Sposta</b> possiamo portare a spasso l&rsquo;immagine incollata (il <b>Livello 1</b>).</p>
<p>E come facciamo per spostare lo sfondo? Si tratta di un livello un po&rsquo; particolare, e se proviamo a spostarlo la risposta di Photoshop sar&agrave; che &ldquo;&hellip;il livello &egrave; bloccato&rdquo;. Per rimediare dobbiamo trasformarlo in un livello come tutti gli altri: scegliamo <b>LIVELLO &rarr; Nuovo Livello &rarr; dallo sfondo</b> e il gioco &egrave; fatto! Ora possiamo trascinare lo sfondo (che prende il nome di <b>Livello 0</b>) e lasciare posto ad un nuovo &ldquo;sfondo&rdquo; del tutto trasparente. La trasparenza &egrave; convenzionalmente simboleggiata da una scacchiera bianca e grigia. </p>
<p><i>Fig. 3 - Trascinare il livello di sfondo richiede un piccolo trucchetto.</i></p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img width="400" height="325" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - giocare con i livelli/3.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><b>TRASCINARE I LIVELLI</b></p>
<p>Ma qual &egrave; il livello che si muove quando trasciniamo con lo strumento <b>Sposta</b>? A volte &egrave; frustrante vedere che si cerca di spostare un livello e se ne muove un altro!</p>
<p>Il trucco consiste nell&rsquo;utilizzare due strumenti: la finestrina dei livelli e la casella <b>Selezione livello automatica</b> che si trova sulla barra delle opzioni. Funziona cos&igrave;:</p>
<p>&bull;	se &egrave; presente il segno di spunta sulla casella <b>Selezione livello automatica</b>, il livello che si sposta &egrave; quello sotto il puntatore del mouse; sarebbe l&rsquo;opzione ideale da tenere sempre selezionata, ma bisogna tener conto del fatto che a volte i livelli si acchiappano con molta difficolt&agrave; (specialmente le scritte) e inaspettatamente se ne muove un altro;</p>
<p>&bull;	se non &egrave; presente il segno di spunta sulla casella <b>Selezione livello automatica</b>, il livello che si sposta &egrave; quello selezionato nella finestrina dei livelli; questo rallenta molto il lavoro, dato che ci costringe a saltare di qua e di la con il mouse, ma ci permette di avere la sicurezza assoluta del livello che andremo a muovere, senza pericolo di confonderlo con nessun altro.</p>
<p><b>SELEZIONARE E TRASCINARE VELOCEMENTE I LIVELLI</b></p>
<p>Se si preferisce tenere non selezionata la casella <b>Selezione livello automatica</b>, esiste un trucco per selezionare (e poi spostare) molto velocemente un livello. Si clicca con il pulsante destro sull&rsquo;immagine in corrispondenza della parte da spostare: appare un piccolo menu dal quale si sceglie il livello, quindi si prende lo strumento <b>Sposta</b> e si trascina.</p>
<p>Esiste un ulteriore trucchetto per prendere lo strumento sposta! Indipendentemente dallo strumento corrente, premendo il tasto <b>Ctrl</b> (e tenendolo premuto) si attiva lo strumento <b>Sposta</b> temporaneamente: si trascina e poi si rilascia il tasto <b>Ctrl</b> in modo da riprendere lo strumento originario.</p>
<p><b>SPOSTARE CON PRECISIONE I LIVELLI</b></p>
<b></b>
<p>A volte non &egrave; la velocit&agrave; quella che serve, ma la precisione. Una volta che il livello &egrave; stato selezionato &egrave; possibile usare la tastiera per effettuare spostamenti di un pixel alla volta:</p>
&bull;	selezionare un livello con un clic destro del mouse (e scegliendolo dal menu) oppure dalla finestrina dei livelli; &bull;	premere le frecce di direzione per spostarlo un pixel alla volta; &bull;	premere il tasto <b>Maiusc</b> e le frecce di direzione per spostare di 10 pixel alla volta.
<p>Facendo tesoro del trucco precedente, possiamo anche premere <b>Ctrl</b> in qualunque momento e contemporaneamente le frecce di direzione. In questo modo realizziamo spostamenti di precisione senza dover neanche lasciare lo strumento corrente per andare a prendere <b>Sposta</b>.</p>
<p><b>ALTERARE L&rsquo;ORDINE DI SOVRAPPOSIZIONE</b></p>
<p>Dato che un&rsquo;immagine multilivello &egrave; composta da pi&ugrave; strati, &egrave; importante poter gestire l&rsquo;ordine di sovrapposizione degli stessi.</p>
<p>Tutto si compie dalla finestrina dei livelli: semplicemente si prende un livello e lo si trascina pi&ugrave; in alto o pi&ugrave; in basso nella lista. Nessun livello pu&ograve; essere trascinato pi&ugrave; in basso dello sfondo, e lo sfondo stesso non pu&ograve; essere trascinato altrove.</p>
<p>Per smuovere lo sfondo basta scegliere <b>LIVELLO &rarr; Nuovo Livello dallo sfondo</b> per trasformarlo in un livello come gli altri e ottenere uno sfondo completamente trasparente.</p>
<p><i>Fig.4 - Per spostare un livello pi&ugrave; in alto o pi&ugrave; in basso, si usa la finestrina dei livelli.</i></p>
&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img width="400" height="285" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - giocare con i livelli/4.jpg" alt="" /><br /><br /> By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a97/giocare-con-i-livelli-di-photoshop.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=97</guid>
	<dc:date>2009-03-18T16:56:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gestire i temi in Word]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quando si vuole presentare un documento in formato ricco di gradevoli aspetti estetici, è necessario curare con molta attenzione tutte le formattazioni del testo e l'impaginazione.</p>
<p>Questo richiede un grande lavoro e, ogni volta che si decide di modificarne l'aspetto, occorre rivedere gran parte del lavoro estetico dedicato alla presentabilità del documento.</p>
<p>Un modo per ridurre fortemente questo lavoro di revisione si basa sull'utilizzo intenso degli stili di carattere e di paragrafo (<b>Formato &#8594; Stile</b>). Questa scelta, tuttavia, richiede una certa competenza da parte dell'autore del testo e un notevole rigore nella produzione del documento.</p>
<p>Un altro metodo molto più semplice e di forte impatto consiste nell'utilizzare il comando <b>Formato &#8594; Tema</b>. Questo comando fa apparire la finestra di dialogo della figura 1 in cui appare un lungo elenco di <b>Temi</b>, ognuno dei quali associato a particolari colori di sfondo e altri elementi di formattazione che caratterizzano fortemente l'impatto visivo di un documento.</p>
<p><i>Fig. 1 - Scelta di un tema di presentazione di un documento.</i></p>
<p><img width="530" height="429" alt="" src="/blog/public/Image/andrea reina/Word - curare i temi/1.jpg" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p>La scelta del tema non modifica il contenuto del documento, ma ne influenza notevolmente l'impatto visivo. Per esempio, scegliendo il tema <b>Sovrapponi</b> piuttosto che il tema <b>Giapponese</b> lo stesso documento appare a video nelle forme molto differenti mostrate nelle figure 2 e 3.</p>
<p><i>Fig. 2 - Documento corredato con il tema Sovrapponi.</i></p>
<p> <img width="530" height="339" src="/blog/public/Image/andrea reina/Word - curare i temi/2.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><i>Fig. 3 - Lo stesso documento corredato con il tema Giapponese.</i></p>
<img width="530" height="338" src="/blog/public/Image/andrea reina/Word - curare i temi/3.jpg" alt="" />
<p> </p>
<p><i><br /></i></p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a96/gestire-i-temi-in-word.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=96</guid>
	<dc:date>2009-02-11T10:27:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Inserire un oggetto all’interno di una tabella Excel]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Impara a mixare le capacità dei programmi del tuo Pc. Ogni programma è in grado di produrre un particolare risultato: ad esempio Word è l’ideale per scrivere testi, Excel per lavorare con tabelle, PowerPoint per generare diapositive, ecc. Quando all’interno di un programma occorre utilizzare prodotti di un altro programma spesso si può utilizzare il classico copia-e-incolla.</p>
<p>Esistono tuttavia particolari programmi, solitamente forniti come accessori dei programmi principali, che non sono in grado di produrre risultati “autonomi”, ma che riescono a produrre servizi ad altri programmi. Per esempio, <b>WordArt</b> è uno di questi programmi: non è possibile generare con WordArt un titolo d’effetto a sé stante, ma è possibile inserire i prodotti di WordArt all’interno di testi di Word, di tabelle di Excel, di diapositive di PowerPoint, ecc.</p>
<p>L’inserimento di un titolo d’effetto con WordArt è un tipico caso di <b>inserimento di un oggetto</b> (l’ “oggetto” è il titolo d’effetto). Questi programmi che producono oggetti per altri programmi possono essere di varia provenienza. Per esempio:</p>
<p>•	programmi forniti con Office stesso;</p> <p>•	programmi forniti con altri programmi;</p> <p>•	programmi autosufficienti utilizzati come produttori di oggetti.</p>
<p>Per vedere l’elenco completo dei programmi in grado di inserire oggetti occorre attivare il comando <b>INSERISCI &#8594; Oggetto</b> che fa apparire un elenco analogo a quello mostrato in figura 1.</p>
<p><i>Fig. 1 - Elenco dei programmi in grado di inserire oggetti all’interno di un altro programma.      <br /></i></p>
<p>               <img width="446" height="318" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - inserire un oggetto/1.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p>Una volta scelto il tipo di oggetto da inserire il controllo passa al nuovo programma. Per esempio, per inserire un oggetto tipo WordArt occorre lavorare con WordArt fino ad aver definito il titolo d’effetto desiderato. Al termine occorre dare il comando di inserimento dell’oggetto all’interno della tabella di Excel. Si ottiene così un titolo d’effetto sovrapposto alle celle senza appartenere a nessuna di esse (figura 2).</p>
<p><i>Fig. 2 - Oggetto WordArt inserito all’interno di una tabella Excel.</i></p>
<p>            <img width="500" height="221" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - inserire un oggetto/2.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p>Una volta creato il nuovo oggetto se ne possono fare più copie, anche in altri file o in altri programmi (per esempio si può trasportare in Word un titolo WordArt creato in Excel). L’oggetto così creato ora “appartiene” ad Excel, quindi può essere visualizzato anche su un computer su cui è installato Excel, ma non è presente WordArt. Se si desidera modificare l’oggetto inserito occorre fare un doppio clic sinistro sull’oggetto stesso. Il controllo passerà temporaneamente al programma che ha generato l’oggetto (programma che ovviamente deve essere installato sul computer in uso).</p>
<p>Quanto detto con l’esempio WordArt può facilmente essere riprodotto anche con gli altri oggetti inseribili. Ovviamente occorrerà, di volta in volta, utilizzare specifici comandi per la produzione di ogni genere di oggetto desiderato.</p>
<br /> <br />  By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a95/inserire-un-oggetto-allinterno-di-una-tabella-excel.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=95</guid>
	<dc:date>2009-01-15T10:00:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Realizzare con Word titoli a impatto visivo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi non ha mai voluto aggiungere un pizzico di originalità ai propri testi word. Per produrre titoli di giornalini, grafica pubblicitaria e per altri utilizzi di tipo creativo, Word propone il programma accessorio WordArt, in grado di generare titoli di grande impatto visivo. Cliccando sul pulsante <b>Inserisci WordArt</b> della barra del <b>Disegno</b> appare una vasta gamma di modelli.</p>
<p><i>Fig. 1 - Finestra per scelta WordArt</i>.</p>
<p>                                 <img width="425" height="364" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - titoli a impatto/1.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>Facendo clic sulla casella scelta e premendo <b>OK</b>, si apre la finestra per inserire il testo: da questa posizione è possibile scegliere carattere e dimensione.</p>
<p><i>Fig. 2 - Finestra per inserimento testo WordArt.</i></p>
<p>                    <img width="506" height="343" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - titoli a impatto/2.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p>Premendo <b>OK</b>, appare la scritta di WordArt che può essere trattata come un’immagine. Si consiglia di applicare subito il <b>Layout incorniciato</b>, comando che si trova alla voce <b>Formato WordArt</b> del menu <b>FORMATO</b>. </p>
<p>Quando è selezionata, si può spostare la WordArt all’interno del documento, ridimensionarla agendo sui cerchi di selezione, inclinarla utilizzando, quando presente, il rombo giallo, ruotarla con l’aiuto del cerchietto verde.</p>
<p><i>Fig. 3 - WordArt modificata con strumenti di selezione</i></p>
<p>                                                         <img width="224" height="193" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - titoli a impatto/3.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><i><br /></i>  </p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a91/realizzare-dei-titoli-a-impatto-visivo-con-word.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=91</guid>
	<dc:date>2008-12-16T06:44:05+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Incorniciare le proprie immagini con Paintshop Pro (Seconda Parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>REPERIRE SET DI CORNICI</b></p>
<p>Proseguiamo il nostro viaggio all’interno del mondo delle cornici PaintShop.</p>
<p>Se si desiderasse avere un set di cornici già realizzate più corposo, non resta che andare sul sito della Jasc, <u>www.jasc.com/extras.asp</u>, annullare lo scaricamento di Paint Shop Pro che si avvia in automatico, cliccare su <b>Picture frames</b> e attendere pazientemente l'arrivo di 30 MB di cornici.</p>
<p>Appena lanciata l'installazione del file <b>pfr700ea.exe</b> si dovrà indicare, cliccando sul bottone <b>Browse</b>, la cartella dove si trovano le nostre cornici, che è c:\programmi\jasc software inc\paint shop pro\fotogrammi nel caso della versione italiana. Le cornici sono delle più varie e più di 40, quindi vale la pena di attendere il tempo di scaricamento per poi potersi sbizzarrire. Ve ne sono di tutti i colori e di ogni forma; le sagome geometriche più strane danno a volte risultati inaspettati.</p>
<p><b>LE CORNICI E GLI EFFETTI 3D</b></p>
<p>Una cornice, di quelle vere, è in genere in rilievo rispetto alla tela o alla fotografia. Con Paint Shop Pro è possibile simulare questo effetto; si possono raggiungere risultati moto convincenti, tanto che molti si avvicineranno alla parete increduli per controllare come sotto il vetro di una cornice a giorno possa stare un bordo tridimensionale!</p>
<p>Prendiamo ad esempio una cornice creata da un’immagine nuova, seguendo i semplici passi già visti:</p>
•	<b>FILE &#8594; Nuovo</b>, impostando <b>Colore di sfondo</b> come <b>Trasparente</b> e <b>Tipo di immagine</b> come <b>16 milioni di colori</b>; •	Impostare 800 come <b>Larghezza</b> e come <b>Altezza</b>; •	Scegliere un colore di primo piano; •	Cliccare sul pennello e dipingere la cornice.
<p>Ora passiamo all’effetto 3D più semplice e sfruttato, una bella ombra:</p>
•	<b>EFFETTI &#8594; Effetti 3D &#8594; Sfalsa ombra</b>; •	Impostare 25 sia come <b>Scostamento verticale</b>  che come <b>Orizzontale</b>; •	Portare l’<b>Opacità</b> al 100% e la <b>Sfocatura</b> a 40; •	Per verificare l’effetto in anteprima, trascinare più volte verso il basso a destra in una delle due finestre, fino a arrivare all’angolo in alto a sinistra della cornice; •	Un clic su <b>Ok</b> e l’ombra è applicata.
<p>Ora la cornice va salvata in formato Paint Shop Pro, con estensione “.pfr” e nella cartella c:\programmi\jasc software inc\paint shop pro\fotogrammi. A questo punto, scegliendo <b>IMMAGINE &#8594; Cornice immagine</b> e andando a scegliere la cornice, vedremo anche la nostra in lista.</p>
<p>Ed ecco il trucco all’opera: l’immagine incorniciata apparirà nella parte trasparente della cornice; la parte relativa all’ombra, semitrasparente, si sovrapporrà all’immagine stessa.</p>
<p><i>Fig .1 – Un effetto tridimensionale rende la cornice molto realistica.</i></p>
<p><img width="530" height="491" src="/blog/public/Image/andrea reina/paintshop -cornici seconda parte/Fig.1.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><b>ALTRE OPZIONI PER L’OMBRA DI UNA CORNICE</b></p>
<p>Se l’effetto predicente non soddisfa, premere <b>Ctrl+Z</b> per annullare l’operazione; se inoltre non siamo più in grado di ottenere un’ombra come si deve perché si è pasticciato nelle impostazioni, è possibile aprire la finestrina <b>Sfalsa ombra</b> e cliccare sul bottone <b>Ripristina</b>, si trova alla destra del pulsante di help simboleggiato da un punto interrogativo. In questo modo si ripristinano le impostazioni predefinite.</p>
<p>È anche possibile ripetere il comando <b>Sfalsa ombra</b>, impostando –25 per entrambi gli scostamenti orizzontale e verticale, in modo da ottenere una improbabile ombra sui quattro lati. Nonostante lo scarso realismo dell’effetto, può tornare utile in alcuni casi per ottenere una separazione netta tra cornice e immagine.</p>
<p><b>RICAVARE CORNICI DA IMMAGINI ESISTENTI</b></p>
<p>Disegnare con il pennello o altri strumenti per disegnare cornici non riesce certo a coprire le esigenze di tutti gli utenti. Inoltre non è facilissimo maneggiare il mouse come se fosse un vero e proprio pennello.</p>
<p>Quindi, in molti casi, la soluzione rimane quella di utilizzare immagini già esistenti, sia che le troviamo nel nostro archivio sia che le fotografiamo con il proposito di realizzarci una bella cornice. Chi ci vieta, infatti, di fotografare un muro coperto dall'edera, una porta antica, un mare al tramonto? E perché non prendere in considerazione l'idea di fotografare (o acquisire tramite scanner appoggiandola sopra, se possibile) una vera cornice di qualche altro quadro? In ogni caso, possiamo adattarla al formato di Paint Shop Pro, vediamo come:</p>
•	caricare l'immagine con <b>FILE Apri</b>; •	<b>SELEZIONE &#8594; Seleziona tutto</b>; •	<b>MODIFICA &#8594; Copia</b>; •	<b>MODIFICA &#8594; Incolla &#8594; Come nuova immagine</b>, in questo modo ci assicuriamo di ottenere un'immagine con sfondo trasparente, normalmente le immagini hanno il colore di sfondo uniforme di Paint Shop Pro; •	clic sullo strumento Selezione rettangolare, il sesto dall'alto nella barra degli strumenti; •	tracciare una selezione che racchiuda tutta la parte da "sfondare", attraverso la quale apparirà l'immagine, oppure cancellare la parte centrale con lo strumento <b>Gomma</b>; •	premere il tasto <b>Canc</b>; •	salvare l'immagine <b>File &#8594; Salva con nome</b> in formato Paint Shop Pro ed estensione ".pfr" nella cartella c:\programmi\jasc software inc\paint shop pro 7\fotogrammi.
<p>Giunti a questo punto, possiamo andare allora a scegliere la nostra nuova cornice con <b>IMMAGINE &#8594; Cornice &#8594; immagine</b> e applicarla all'immagine che vogliamo.</p>
<p>Bisogna fare attenzione al fatto che l'immagine non contenga che un solo livello, e dotato di trasparenza. La trasparenza si vede dalla scacchiera bianca e grigia. Si controlla lo stato dei livelli dalla <b>Tavolozza livelli</b>, che si apre semplicemente passandoci sopra il mouse (se non comparisse, attivarla da <b>VISUALIZZA &#8594; Barre degli strumenti</b>).</p>
<p>Se fosse presente più di un livello, si può scegliere <b>LIVELLI &#8594; Unisci &#8594; Unisci visibili</b> per appiattire su un solo livello e non perdere la trasparenza.</p>
<p><i>Fig. 2  - È un’idea interessante realizzare cornici prendendo spunto da immagini esistenti scattate da noi stessi.</i></p>
<p><img width="530" height="439" src="/blog/public/Image/andrea reina/paintshop -cornici seconda parte/Fig.2.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><i><br /></i></p>
<br /> <br />  by: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a93/incorniciare-le-proprie-immagini-con-paintshop-pro-seconda-parte.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=93</guid>
	<dc:date>2008-11-12T08:19:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Incorniciare le proprie immagini con Paintshop (Prima Parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>CORNICI PER FOTO D’AUTORE</b></p>
<p>Talvolta capita che alcune fotografie ci piacciano così tanto da portarci a “infiocchettarle” , magari con una bella cornice. Ci sono molteplici modi per incorniciare un immagine: vediamone alcuni.</p>
<p>Vediamo per prima cosa come aggiungere una semplice cornice a una qualunque immagine:</p>
<p>•	Aprire l’immagine;</p>
<p>•	Clic sulla casella del colore di sfondo (è il rettangolino in alto a destra nella tavolozza dei colori), scegliere il colore nero;</p>
<p>•	<b>IMMAGINE &#8594; Aggiungi &#8594; bordatura</b>;</p>
<p>•	Segno di spunta su <b>Simmetriche</b>, digitare 100 in una delle caselle, clic su <b>Ok</b>;</p>
<p>•	Clic sullo strumento <b>Forme predefinite</b> (il penultimo dal basso nella barra degli strumenti);</p>
<p>•	Clic sul triangolino nero della casella <b>Stili</b> (nella tavolozza Colori), scegliere la prima icona a destra (<b>Nessuno</b>);</p>
<p>•	Clic sul triangolino nero della casella <b>Trame</b> (nella tavolozza Colori), scegliere la prima icona a sinistra (<b>Pieno</b>), quindi clic sulla casella <b>Stile</b> e scegliere il bianco;</p>
<p>•	Aprire la tavolozza <b>Opzioni strumenti</b>, scegliere la forma rettangolare, togliere il segno di spunta da <b>Mantieni stile</b> e <b>Crea come vettore</b>, metterlo su <b>Antialias</b>, impostare a 5 <b>Larghezza linea</b>;</p>
<p>•	Tracciare un rettangolo che cada nel mezzo del bordo nero su ogni lato, come in figura;</p>
<p>•	Eventualmente cancellare (ad esempio dipingendolo di nero con il pennello) un tratto di riga bianca e, tramite lo strumento <b>Testo</b>, scrivere una nota di Copyright.</p>
<p><i>Fig. 1 - Anche una semplice cornice può veramente valorizzare una foto</i>.</p>
<p>                       <img src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop - cornici prima parte/1.jpg" style="width: 500px; height: 383px;" alt="" /></p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>APPLICARE UNA CORNICE A PIÙ DI UN’IMMAGINE</b></p>
<p>Volendo, una particolare cornice può essere attribuita a più immagini in modo semplice e veloce.</p>
<p>L’operazione di creazione di una cornice, come l’abbiamo vista al trucco precedente, andrebbe compiuta a mano su ogni immagine a cui si vuole aggiungere una cornice. Nel caso tutte le immagini siano delle stesse dimensioni, per semplificare e velocizzare l’operazione, è possibile creare un’immagine bianca dotata di cornice da usare come modello:</p>
<p>•	<b>FILE &#8594; Nuovo</b>, immettere le dimensioni in pixel delle immagini a cui si aggiunge la cornice, <b>Colore di sfondo</b> bianco o trasparente, clic su <b>Ok</b>;</p>
<p>•	Creare la cornice come visto precedentemente;</p>
<p>•	Salvare il modello con un nome riconoscibile;</p>
<p>•	Aprire un’immagine da incorniciare;</p>
<p>•	<b>SELEZIONE &#8594; Seleziona tutto &#8594; MODIFICA &#8594; Copia</b>;</p>
<p>•	Attivare l’immagine modello;</p>
<p>•	<b>MODIFICA &#8594; Incolla &#8594; Come nuovo livello</b>, così l’immagine dovrebbe piazzarsi automaticamente al centro, altrimenti trascinarla a posto.</p>
<p>Ora non ci resta che salvare l’immagine incorniciata con un altro nome per non alterare il modello.</p>
<p><i>Fig. 2 - Per applicare una cornice identica a tante immagini, non è necessario effettuare manualmente la procedura su tutte, basta creare un modello</i>.</p>
<p>                    <img width="530" height="398" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop - cornici prima parte/2.jpg" alt="" />      <br /></p>
<p><br /></p>
<p><b>CORNICI IN AUTOMATICO</b></p>
<p>Se invece non si ha voglia di sforzarsi troppo, si può provare a creare una cornice automaticamente.</p>
<p>Apriamo un’immagine e scegliamo IMMAGINE &#8594; Cornice immagine. Si accederà ad una creazione guidata che porta per mano a realizzare la cornice in due semplici passi. Come prima cosa abbiamo la scelta del tipo di cornice da una lista, che mostra sulla destra un’anteprima in miniatura.</p>
<p>Clicchiamo su <b>Avanti</b> per arrivare alla seconda schermata, dove dobbiamo scegliere tra una cornice interna all’immagine e una esterna. Quella interna si sovrappone alla parte più vicina al bordo dell’immagine, non alterando le dimensioni complessive. Quella esterna lascia visibile l’intera immagine originale, ma ne aumenta le dimensioni. Cliccando su <b>Fine</b>, si genera il risultato finale. Non ci resta che salvare con un diverso nome l’immagine incorniciata (<b>FILE Salva con nome</b>).</p>
<p>In realtà, anche una cornice esterna può comunque coprire parte dell’immagine, se non è rettangolare. Per sincerarcene possiamo fare una prova con il tipo di cornice <b>Moderna</b>: essendo ovale, deve necessariamente coprire gli angoli per evitare zone del colore di sfondo all’interno della cornice. Tramite un'ulteriore scelta, l’esterno della cornice ovale (dato che un immagine è comunque rettangolare!) viene riempito con un colore a piacere o con pura trasparenza.</p>
<p>Queste cornici hanno la particolarità di poter essere applicare a immagini di qualunque proporzione. Anche immagini molto strette o molto larghe possono essere incorniciate, Paint Shop Pro si occupa di distorcere come necessario le cornici in modo da adattarle a qualunque forma. Il bordo della cornice sarà ridotto di conseguenza: nel caso di un’immagine bassa e larga, avremo un bordo di cornice spesso ai lati e molto sottile in alto e in basso.</p>
<p><i>Fig. 3 - Paint Shop Pro dispone di un set di cornici già pronte</i>.</p>
<p>                  <img width="530" height="429" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop - cornici prima parte/3.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>CORNICI PERSONALIZZATE</b></p>
<p>Se invece non si mai convinti di aver personalizzato un immagine abbastanza, questo punto pone un interessante soluzione al problema.</p>
<p>Per creare una cornice personalizzata creiamo una nuova immagine con <b>FILE Nuovo</b>.</p>
<p>Impostiamo 800 pixel sia come larghezza che come altezza. Assicuriamoci anche che la casella <b>Colore di sfondo</b> sia impostata su <b>Trasparente</b>, e che il <b>Tipo di immagine</b> sia su <b>16.7 milioni di colori</b>. La trasparenza dello sfondo è essenziale, in quanto è attraverso di essa che apparirà l’immagine da incorniciare. I 16.7 milioni di colori sono un requisito di Paint Shop Pro per effettuare l’operazione.</p>
Scegliamo un colore come primo piano, cliccando sul quadratino di destra nella parte alta della <b>Tavolozza colori</b>. Quindi clicchiamo sullo strumento <b>Pennello</b>, il decimo dall’alto nella barra degli strumenti. Prima di cominciare a dipingere, passiamo il mouse sulla <b>Tavolozza opzioni strumenti</b> (se non compare da nessuna parte va attivata da <b>VISUALIZZA &#8594; Barre degli strumenti</b>) in modo da farla apparire per assisterci nell’operazione.
<p>Impostiamo una dimensione di 100 pixel (adeguata ad un’immagine di 800x800 pixel), e cominciamo a dipingere lungo i bordi dell’immagine, fino a realizzare una cornice molto soft e ondeggiante come quella in figura. La gran parte dell’immagine dovrebbe rimanere del tutto trasparente, in quanto sarà l’area dove andrà ad infilarsi l’immagine da incorniciare. La trasparenza è simboleggiata dalla scacchiera bianca e grigia di sfondo.</p>
<p>Il più è fatto! Ma ora viene il bello, dato che dobbiamo salvare l’immagine in un formato speciale di Paint Shop Pro adatto alla generazione di cornici. Scegliamo <b>FILE &#8594; Salva</b> e impostiamo nella casella <b>Salva come</b> il tipo <b>Immagine di Paint Shop Pro</b>. Attribuiamo all’immagine un nome qualunque, ma mettiamo come estensione “.pfr”: un esempio di nome completo potrebbe essere <b>cornice3.pfr</b>. L’estensione “.pfr” è essenziale affinché Paint Shop Pro la possa riconoscere come cornice.</p>
<p>Prima di salvarla apriamo la casella <b>Salva in</b> e cerchiamo la cartella c:\programmi\jasc software inc\paint shop pro\fotogrammi. È in questa cartella che normalmente vanno salvate le cornici. In ogni caso è possibile cambiarla scegliendo <b>IMMAGINE &#8594; Cornice immagine</b> e cliccando su <b>Modifica percorsi</b>. È possibile specificare fino a tre diverse cartelle dove Paint Shop Pro deve cercare per costruire l’indice celle cornici da mostrare nella casella della creazione guidata.</p>
<p><i>Fig. 4 - Non è difficile realizzare cornici personalizzate e applicarle a qualunque immagine</i>.</p>
<p>                  <img width="530" height="442" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop - cornici prima parte/4.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<br /><br />  By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a90/incorniciare-le-proprie-immagini-con-paintshop-prima-parte.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=90</guid>
	<dc:date>2008-10-13T05:24:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Convertire con Excel celle separate in una cella unica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Partendo dal presupposto che in Excel è sempre più facile unire informazioni separate piuttosto che separare informazioni unite, ecco qui un trucco per modificare rapidamente l’organizzazione delle celle all’interno di una cartella di lavoro.</p>
<p>Per esempio, unire in una sola cella i dati (nome, cognome o altro) presenti in più celle è un’operazione non immediata, ma all’altezza di un utente di media competenza. Se invece in una sola cella si trova scritto un indirizzo completo, per ottenere i dati separati (nome, cognome, città, telefono, ecc.) conviene solitamente ridigitare a mano i singoli dati.</p>
<p>E’ ovvio che la ridigitazione a mano è possibile se il numero di indirizzi è molto limitato, ma quando occorre trattare migliaia di dati le difficoltà divengono rapidamente insormontabili. Per questa ragione, quando si progetta una tabella di DataBase è sempre preferibile separare i dati immessi, aumentando il numero dei relativi campi, piuttosto che ridurre il numero di campi e scrivere più dati, all’interno di ognuno di essi.</p>
<p>Supponendo di aver progettato correttamente l’inserimento dei dati iniziali, possediamo un elenco di nomi e di cognomi separati fra di loro (figura 1) e vogliamo ottenere un elenco di celle contenenti ognuna sia il nome sia il cognome.</p>
<p><i>Fig. 1 - DataBase con nomi e cognomi inizialmente separati fra di loro.</i></p>
<p><i><img width="284" height="280" align="absmiddle" alt="" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/1(1).jpg" /><br /></i></p>
<p><br /></p>
<p>Per realizzare questo obiettivo occorre:</p>
<p>•	costruire una colonna aggiuntiva, chiamata per esempio <b>Nome e cognome</b>, e attivare nella prima cella la funzione <b>Concatena</b> (<b>INSERISCI &#8594; Funzione</b>, selezionare la categoria <b>Testo</b> e scegliere la funzione <b>Concatena</b> – figura 2);</p>
<p>•	nella casella di dialogo della funzione <b>Concatena</b> (figura 3) scrivere le coordinate del primo nome come <b>Testo1</b> (nell’esempio di figura la cella B2), digitare uno spazio come <b>Testo2</b> (in modo da evitare che nome e cognome costituiscano una sola parola), scrivere le coordinate del primo cognome come <b>Testo3</b> (nell’esempio di figura la cella A2);</p>
<p>•	dopo aver dato l’<b>OK</b>, usare il quadratino di riempimento per copiare la funzione <b>Concatena</b> in tutte le altre celle sottostanti (figura 4). </p>
<p><i>Fig. 2 - Inserimento della funzione di testo Concatena</i>.</p>
<p> <img width="500" height="332" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/2.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><i>Fig. 3 - Finestra di dialogo della funzione Concatena</i>.</p>
<img width="500" height="325" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/3.jpg" alt="" />
<p><br /></p>
<p><i>Fig. 4 - Copia della funzione Concatena in tutte le celle del DataBase</i>.</p>
<p><img width="500" height="370" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/4.jpg" alt="" /><br /></p>
<p><br /></p>
<p>A questo punto si è ottenuto, nella colonna di servizio così generata, un elenco di nomi e cognomi, separati da uno spazio. Si può osservare come, in modo analogo, si potrebbero ottenere indirizzi completi, con i campi separati da virgole, altri simboli o intere parole scelte a piacere.</p>
<p>Nonostante l’apparenza, il lavoro non è ancora finito. Infatti in colonna C non è presente in realtà l’elenco dei nomi e cognomi, ma il risultato di una funzione di testo applicata ai dati delle colonne A e B. Se ora decidessimo di cancellare i dati iniziali, eliminando le colonne A e B, il risultato di colonna C diventerebbe illeggibile in quanto facente riferimento a dati non più esistenti (figura 5).</p>
<p><i>Fig. 5 - Risultato ottenuto eliminando i dati iniziali della funzione Concatena</i>.</p>
<p><img width="361" height="181" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/5.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>Occorre allora fare in modo che, prima di eliminare i dati in colonna A e B, in colonna C vengano memorizzati i <b>risultati</b> della funzione Concatena e non la funzione stessa. Per questo secondo lavoro occorre:</p>
<p>•	selezionare i dati di colonna C (oppure l’intera colonna stessa);</p>
<p>•	copiare la selezione negli Appunti (<b>Ctrl-C</b>);</p>
<p>•	attivare il comando <b>MODIFICA &#8594; Incolla speciale</b></p>
<p>•	scegliere <b>Valori</b> nella zona <b>Incolla</b> (figura 6).</p>
<p><i>Fig. 6 - Copia dei risultati della funzione Concatena, al posto della funzione stessa</i>.</p>
<p>       <img width="377" height="297" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/6.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>A questo punto in colonna C, al posto della funzione <b>Concatena</b>, vengono sostituiti i <b>Valori</b>, cioè i risultati, ottenuti utilizzando la funzione stessa. In altre parole, in colonna C si trovano i nomi e i cognomi nella stessa forma in cui si troverebbero se fossero stati digitati manualmente nella medesima cella.</p>
<p>Se ora si eliminano le colonne A e B si ottiene un normale elenco di nomi e cognomi separati da uno spazio (figura 7).</p>
<p><i>Fig. 7 - Risultato ottenuto con il comando Incolla speciale e l’eliminazione dei dati originali</i>.</p>
<p>                <img width="302" height="239" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - unire celle divise in unica cella/7.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><u>Nota bene: il comando <b>Incolla speciale</b> può essere applicato anche in una colonna diversa da quella in cui si trova la funzione <b>Concatena</b></u>.</p>
<br /> <br />  By:Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a89/convertire-con-excel-celle-separate-in-una-cella-unica.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=89</guid>
	<dc:date>2008-09-10T14:28:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Modificare il cielo delle foto con Photoshop]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>COME CAMBIARE IL CIELO</b></p>
<p>Al posto di un’immagine con un bel cielo blu uniforme, a volte ci piacerebbe avere un po’ di nuvole qua e là. Clicchiamo sulla <b>Bacchetta magica</b>, il secondo strumento dall’alto sulla seconda colonna della barra degli strumenti, clicchiamo quindi in un punto del cielo: magicamente una gran parte del cielo sarà selezionata in un sol colpo.</p>
<p>Per selezionare tutto il resto, basteranno altri colpi ben piazzati nelle aree ancora non selezionate, badando bene a tenere premuto il tasto <b>Maiusc</b> durante tutti i colpi successivi al primo. Il tasto <b>Maiusc</b> consente di aggiungere aree a selezioni già esistenti.</p>
<p> </p>
Se la selezione dovesse invadere aree che non siano il cielo, scegliamo <b>Ctrl+Z</b>, diminuiamo il valore della <b>Tolleranza</b> sulla barra delle opzioni e ritentiamo il colpo.
<p> </p>
<p>Una volta che tutto il cielo è stato catturato con precisione, possiamo passare ai trucchi veri e propri! Ad esempio, potremmo scegliere <b>SELEZIONE &#8594; sfuma</b>, impostando 1 oppure 2 come valore; in questo modo ammorbidiamo il confine tra cielo e il resto dell’immagine. Poi scegliamo <b>FILTRO &#8594; Rendering &#8594; Nuvole</b>. Dato che le nuvole in bianco e nero non ci piacciono, scegliamo subito <b>MODIFICA &#8594; Dissolvi &#8594; nuvole</b> impostando <b>Scolora</b> come <b>Metodo</b>. Et voilà! Questo sì che è la vera magia, altro che bacchetta magica!</p>
<p><i>Fig. 1 - Con Photoshop, usando la bacchetta magica, si può sostituire un cielo uniforme con una certa facilità.</i>  <br /></p>
<p>               <img width="500" height="375" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - modificare il cielo/1.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>
<p><b>COME TRASFORMARE UN CIELO AL TRAMONTO</b></p>
<p>E per mettere un bel tramonto in una foto con un cielo insignificante come facciamo? Semplice, basta avere una seconda immagine con un tramonto vero, anche scattata in tutta un’altra situazione.</p>
<p>Come prima cosa si apre la prima immagine (quella senza tramonto) e si seleziona tutto il cielo con la bacchetta magica, come abbiamo visto al trucco precedente.</p>
<p>Quindi si apre la seconda immagine (quella con il tramonto) e si sceglie <b>SELEZIONE &#8594; Tutto</b>, poi <b>MODIFICA &#8594; Copia</b>.</p>
<p>Ora si torna alla prima immagine, si sceglie <b>MODIFICA &#8594; Incolla &#8594; dentro</b> e il tramonto è servito!</p>
<p>Il problema più comune è il fastidioso alone che a volte sta sul confine tra il cielo finto e il resto dell’immagine. Per ovviare a questo, subito dopo il comando <b>SELEZIONE &#8594; Sfuma</b> effettuato dopo la selezione con la bacchetta magica, si sceglie <b>SELEZIONE &#8594; Modifica &#8594; Espandi</b>, impostando un valore di 2 o 3.</p>
<p>A questo punto si procede con <b>Incolla &#8594; dentro</b> e la situazione dovrebbe migliorare notevolmente.</p>
<p><i>Fig. 2 - Anche un tramonto può essere “truccato”, prendendolo in prestito da un’altra immagine.</i></p>
<p><i>        <img width="530" height="398" src="/blog/public/Image/andrea reina/photoshop - modificare il cielo/2.jpg" alt="" /><br /></i></p>

<br> </br>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a88/modificare-il-cielo-delle-foto-con-photoshop.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=88</guid>
	<dc:date>2008-08-27T13:23:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Impaginare in word sfruttando i comandi di interruzione]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Conoscere i corretti metodi d’impaginazione può ad esempio favorire chi è intenzionato a far comparire un paragrafo all'inizio di una nuova pagina, o di una nuova colonna</p>
<p>Capita spesso di trovare documenti scritti da persone inesperte che, di fronte  all'esigenza di interrompere forzatamente una pagina, introducono lunghe sequenze di 'P rovesciate' (cioè il carattere nascosto che Word introduce ogni volta che si batte il tasto <b>Invio</b>).</p>
<p>A parte la scarsa eleganza del metodo, in questo modo si ottiene un documento impaginato in forma statica che, ogni volta che viene modificato aggiungendo o eliminando una sola riga, risulta impresentabile sotto il profilo dell'impaginazione.</p>
<p>Per evitare questi effetti dannosi, clicca il comando <b>INSERISCI &#8594;Interruzione</b>; apparirà la finestra di dialogo mostrata nella figura 1.</p>
<p>Le principali opzioni disponibili in questa finestra sono:</p>
<p>•	<b>interruzione di pagina</b>: provoca un salto forzato alla nuova pagina nel punto di inserimento dell'interruzione;</p>
<p>•	<b>interruzione di colonna</b>: se il documento è impaginato su più colonne provoca il salto forzato del testo all'inizio della colonna successiva (figura 2);</p>
<p>•	<b>interruzione di testo</b>: viene introdotta un rimando alla riga successiva, mantenendo l'unitarietà del paragrafo in oggetto (un effetto analogo si può ottenere anche con la combinazione di tasti <b>Maiusc-Invio</b>);</p>
<p>•	<b>interruzione di sezione pagina successiva</b>: viene creata una nuova sezione del documento e introdotta un'interruzione forzata di pagina;</p>
<p>•	<b>interruzione di sezione continua</b>: viene creata una nuova sezione del documento all'interno della stessa pagina.</p>
<p>Questa opzione è utile, per esempio, quando si vuole scrivere un testo su più colonne, mantenendo il suo titolo a tutta pagina (la sezione del titolo dovrà essere impaginata su una sola colonna, mentre la sezione del testo apparirà su più colonne) </p>
<p><i>Fig.1 - Inserimento di un'interruzione forzata.</i></p>
                                                          <img width="226" height="238" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - impaginazione paragrafi/1.jpg" alt="" />
<p><i><br /></i></p>
<p><i>Fig. 2 - Interruzioni forzate di colonna.</i></p>
<p>                   <img width="475" height="487" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - impaginazione paragrafi/2.jpg" alt="" /></p>
<p><i><br /></i></p>

<br></br>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a87/impaginare-un-testo-word-sfruttando-i-comandi-di-interruzione.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=87</guid>
	<dc:date>2008-07-10T12:23:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Excel: costruire un istogramma sovrapponendo delle immagini]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Per rendere più accattivante il messaggio comunicato con un istogramma si può ricorrere a numerosi artifizi grafici che ne abbelliscono l’estetica e ne migliorano l’effetto comunicativo. Uno di questi artifizi consiste nel sostituire i rettangoli usati come barre dell’istogramma con disegni ripetuti che ne semplificano la lettura.</p>
<p>Per realizzare l’obiettivo occorre disporre su un file grafico, per esempio in formato .JPG, dell’immagine necessaria. Si consiglia di utilizzare im magini molto semplici per evitare di confondere il risultato con effetti non desiderati.</p>
<p>Per costruire un istogramma di questo tipo vediamo un esempio. Sia dato l’istogramma di figura 1; vogliamo modificarlo per sostituire alcune immagini al posto dei rettangoli.</p>
<p>Fig. 1 - Istogramma in formato tradizionale.</p>
<img alt="" style="width: 501px; height: 375px;" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - costruire un istogramma/1.jpg" />
<p> </p>
<p>Per farlo occorre inizialmente selezionare uno dei rettangoli, per esempio il primo. Per farlo cliccare su un rettangolo qualsiasi (vengono selezionati tutti i rettangoli) e poi cliccare sul rettangolo scelto (viene selezionato il solo rettangolo desiderato). Ovviamente, se si vuole attribuire la stessa immagine a tutti i rettangoli è inutile selezionarne uno solo.</p>
<p>A questo punto occorre attivare il comando <b>FORMATO &#8594; Dato selezionato</b> e aprire la scheda <b>Motivo</b> (figura 2).</p>
<p>Fig. 2 - Scelta del motivo da attribuire ai rettangoli che costituiscono l’istogramma.</p>
<p><img width="500" height="434" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - costruire un istogramma/2.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>Premuto il pulsante <b>Riempimento</b>, occorre selezionare la scheda <b>Immagine</b> e premere il pulsante <b>Seleziona immagine</b> (figura 3).</p>
<p>Fig. 3 - Selezione dell’immagine da inserire al posto dei rettangoli.</p>
<p><img width="500" height="403" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - costruire un istogramma/3.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>A questo punto occorre cercare sul disco il file contenente l’immagine prescelta e completare i dati richiesti nella finestra di dialogo di figura 4. Nella maggior parte dei casi conviene utilizzare l’opzione <b>In pila e proporzionato</b>.</p>
<p>Fig. 4 - Parametri da attribuire all’immagine selezionata.</p>
                      <img width="382" height="357" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - costruire un istogramma/4.jpg" alt="" />
<p><br /></p>
<p>Dopo aver ripetuto le azioni precedenti anche per gli altri rettangoli si può finalmente osservare il risultato finale (figura 5).</p>
<p>Fig. 5 - Istogramma costruito con sovrapposizioni di immagini.</p>
<p><img width="500" height="551" src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - costruire un istogramma/5.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<br> </br>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a86/excel-costruire-un-istogramma-sovrapponendo-delle-immagini.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=86</guid>
	<dc:date>2008-06-18T11:20:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Scopri le utilities di Paint Shop Pro (Seconda parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>CORREGGERE LE FOTO SBIADITE</b></p>
<p>Una foto è sbiadita anche quando il problema non è il contrasto, ma i colori poco vivi. Ricorriamo allora alla quarta icona da sinistra della barra <b>Fotoritocco</b>. Si apre la finestra di dialogo <b>Aumento automatico della saturazione</b>, nella quale è possibile regolare la quantità di colore aggiunto dalla sezione <b>Polarizzazione</b> e l’intensità dell’effetto dalla sezione <b>Intensità</b>. Selezionando la casella <b>Toni della carnagione</b> si proteggono da strani colori il viso e il corpo dei soggetti.</p>
<p>Fig.1 - L’aumento della saturazione ravviva i colori.</p>
<img width="500" height="398" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop seconda parte/01_12.jpg" alt="" />
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>ELIMINARE I GRAFFI IN AUTOMATICO</b></p>
<p>Una foto acquisita tramite uno scanner può presentare delle imperfezioni: vuoi perché è vecchia e graffiata, vuoi perché il piano di scansione era pieno di peli… il risultato è che dovremmo ritoccare a mano un’infinità di aree. Ecco che tramite l’ottava icona da sinistra della barra <b>Fotoritocco</b> possiamo fare qualcosa! Si apre la finestra <b>Rimozione automatica di piccoli graffi</b>. Dalla finestra si può scegliere se rimuovere i graffi chiari o quelli scuri, l’intensità di applicazione dell’effetto.</p>
<p>Per limitare l’effetto della correzione ad una zona ben definita, si può effettuare una selezione di un’area specifica prima di applicare il filtro: clic sullo strumento <b>Selezione</b>, il sesto dall’alto nella barra degli strumenti, racchiudere in una selezione l’area da correggere, quindi applicare il filtro <b>Rimozione automatica di piccoli graffi</b>. In questo modo potremo salvare il resto dell’immagine dal degrado: il filtro rimuove i graffi, ma rischierebbe di danneggiare altri piccoli dettagli importanti.</p>
<p>Se non fosse agevole racchiudere in un’area i soli graffi, possiamo giocare con i <b>Limiti di contrasto locale</b>. Si pongono dapprima i triangolini agli estremi della linea: se i graffi (guardando l’anteprima) se ne vanno, ma l’immagine si degrada e perde di dettaglio, è possibile alzare progressivamente il limite inferiore e abbassare quello superiore. Per tentativi, si può trovare una posizione nella quale i graffi si attenuano e si minimizza il danno al resto dell’immagine.</p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>COLORI VIVI E SATURI</b></p>
<p>Un’ulteriore possibilità di correzione è rappresentato da <b>Correggi scolorimento</b>, la decima icona da sinistra sulla barra <b>Fotoritocco</b>. Si tratta di una combinazione fra la correzione di contrasto e l’incremento della saturazione. In questo modo si ottengono risultati a dir poco sorprendenti anche con foto che si credevano da buttare.</p>
<p>Fig.2 - La funzione Correggi  scolorimento corregge sia il contrasto che la saturazione.</p>
<p><img width="500" height="375" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop seconda parte/01_13.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>CORREGGERE IL COLORE</b></p>
<p>Il prossimo strumento è veramente geniale. Si tratta di una correzione di colore manuale, non semplicissima da fare, ma che può dare risultati eccellenti laddove gli strumenti automatici non sono stati sufficienti. Ad esempio, potrebbe capitare di scattare foto alla luce diretta del sole al tramonto, e di ottenere un colorito della pelle decisamente alterato; anche tutto il resto tenderebbe al rosso-arancio, anche con <b>Bilancia colore automaticamente</b> non si otterrebbero risultati.</p>
<p>Scegliendo invece l’undicesima icona da sinistra nella barra <b>Fotoritocco</b>, lo strumento <b>Correzione manuale del colore</b>, è possibile scegliere un’area dell’immagine dal colore noto, e usare questo colore come riferimento per la correzione di tutto il resto. Ad esempio, si sceglie una parte del viso rossastra, quindi si indica il colore rosato che dovrebbe avere in luce normale, a questo punto Paint Shop Pro modifica in automatico tutto il resto dell’immagine riportando il tutto alla regola.</p>
<p>Nell’esempio in figura la correzione si effettuerebbe mettendo il segno di spunta su <b>Selezione libera</b>, quindi selezionando tutto il viso (o anche solo una parte di colore uniforme) nel riquadro di sinistra trascinando il mouse. Ora, nella lista <b>Categoria cromatica</b>, scorriamo verso il basso e scegliamo <b>Toni della pelle</b>. Dalla casella <b>Imposta colori</b> scegliamo ciò che si addice al soggetto in questione secondo la sua razza, quindi clicchiamo sull’occhio per vedere il risultato in anteprima.</p>
<p>Per ottenere un risultato ottimale bisognerà effettuare probabilmente più di un tentativo; in genere si preferisce mettere il segno di spunta su <b>Mantieni luminanza</b> (per evitare effetti troppo chiari o troppo scuri) e non metterlo invece su <b>Mantieni saturazione</b> (dato che vogliamo che questa vari per ottenere una correzione efficace del colore). Per la pelle dell’italiano medio, in genere funzionano bene i colori <b>Generic, CaucNormLT</b>, o anche <b>CaucOlive</b> in caso di carnagione olivastra.</p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>POLVERE, SALE E… PEPE!</b></p>
Un problema simile ai graffi e ai peli è la polvere sul piano di scansione. Ecco che appaiono delle macchioline scure, più evidenti se si acquisiscono immagini piccole in alta risoluzione. Il filtro <b>Sale e pepe</b> ci viene incontro, è il tredicesimo da sinistra della barra Fotoritocco. L’importante è scegliere bene il parametro <b>Dimensione grano</b>, che deve essere impostato alla dimensione media della polvere. Si consiglia di provare valori bassi e di aumentarli via via, fino a ottenere il risultato.
<p>Fig.3 - La correzione Sale e pepe riduce i piccoli difetti di dovuti alla polvere.</p>
<p><img width="500" height="387" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop seconda parte/01_14.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>IL FORMATO JPEG E LA QUALITÀ DELL’IMMAGINE</b></p>
<p>Il formato più diffuso per le immagini, che vangano da uno scanner o da una fotocamera digitale, è il JPEG. Il perché è presto detto: si tratta di un formato compresso. Significa che la stessa immagine salvata in formato TIFF, ad esempio, sarebbe 10 o 20 volte più grande in termini di dimensione del file!</p>
<p>Come sempre, c’è il rovescio della medaglia: se è vero che il formato JPEG consente di risparmiare moltissimo spazio, è altrettanto vero che l’immagine viene alterata, degradando leggermente la qualità.</p>
<p>Quando si salva in formato JPEG, si deve scegliere un “fattore di compressione”: se questo fattore è alto, otterremo un file molto ridotto ma anche una cattiva qualità; se il fattore è basso, non si ridurranno di molto le dimensioni ma la qualità sarà pressoché intatta.</p>
<p>Con Paint Shop Pro, quando si salva un’immagine, si sceglie <b>FILE &#8594; Salva con nome</b>, quindi si imposta il formato <b>Compatibile JPEG – JFIF</b> nella casella <b>Salva come</b>. Ora si clicca sul pulsante <b>Opzioni</b>, e si sceglie il fattore di compressione. Per decidere il valore ottimale, è possibile cliccare sul pulsante <b>Ottimizza</b>, che ci mostra sia la qualità dell’immagine che verrà salvata (nel riquadro sulla destra), sia le dimensioni dei file non compresso (a sinistra) e dopo la compressione (a destra). Proviamo a impostare il valore 10, nell’esempio in figura il file passa da 7 MB a 300 KB, la qualità sembra inalterata. Impostando invece 90, si passa da 7 MB a soli 50 KB, ma la qualità del risultato è pessima.</p>
<p>Può capitare che ci si trovi in possesso di un’immagine (ad esempio scaricata da Internet) con evidenti segni di un’eccessiva compressione JPEG; i sintomi sono un’evidente quadrettatura nelle zone di colore sfumato o quasi uniforme. È possibile ovviare in parte a questo problema, tramite la sesta icona da sinistra della barra <b>Fotoritocco</b>, si tratta dello strumento <b>Rimuovi artefatto JPEG</b>. Si tratta di impostare l’intensità dell’effetto e la qualità a cui si desidererebbe ritornare; con qualche tentativo, dando un’occhiata all’anteprima, si riesce a scegliere i parametri corretti per un buon risultato. Ovviamente non ci si devono aspettare dei miracoli: Paint Shop Pro non può certo ricreare dal nulla dei dettagli che sono andati completamente perduti.</p>
<p>Fig.4 - La compressione Jpeg riduce la dimensione del file, ma anche la qualità dell’immagine.</p>
<p><img width="500" height="487" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop seconda parte/01_15.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>L’EFFETTO MOIRÉ E LE FOTO DELLA TV</b></p>
<p>Le fotografie non sono sempre scattate in condizioni ottimali, spesso anche gli originali lasciano a desiderare. Due casi limite sono le scansioni di fogli di giornale o riviste, caratterizzati dal classico “retino” (piccoli puntini dei colori fondamentali raggruppati in formazioni regolari) e le foto fatte alla TV o a un monitor.</p>
<p>Nel primo caso, il difetto che appare in fase di scansione è il cosiddetto “Effetto Moirè”; si tratta di geometrie regolari che vengono amplificate ed esagerate a causa della non corrispondenza della puntinatura dell’immagine stampata con quella del sensore dello scanner. Possono venir fuori raggiere, cerchi, linee oblique, grana molto regolare ed evidente e altri strani effetti. Nell’esempio in figura è evidente nella zona del cielo il ripetersi di una scacchiera di diverse tonalità di azzurro.</p>
<p>Possiamo cercare di risolvere questo difetto tramite la settima icona da sinistra della barra <b>Fotoritocco</b>, lo strumento <b>Rimuovi &#8594; effetto moirè</b>. Si tratta di impostare il parametro <b>Ottimizzazione</b>, da aumentare progressivamente fino all’eliminazione totale del motivo geometrico indesiderato. Se sono ancora visibili bande di colore, si dovrà regolare anche il secondo parametro.</p>
<p>Dato che l’immagine apparirà senza il motivo moirè ma forse un po’ sfocata, si può provare a giocare un po’ con il contrasto (terza icona da sinistra nella barra <b>Fotoritocco</b>) o con la nitidezza (nona da sinistra), senza esagerare.</p>
<p>Per le foto scattate alla TV, abbiamo invece un problema dovuto al fatto che l’immagine non è stabile e continua, ma viene tracciata sullo schermo da un pennello elettronico a righe alternate. Prima disegna tutte le righe dispari, poi effettua una seconda passata per le righe pari. Questo metodo è detto “interallacciato”, e può dar luogo al fatto che nello scatto appaiano solo le righe pari o solo quelle dispari!</p>
<p>Si può allora ricorrere alla quinta icona da sinistra nella barra Fotoritocco, e cercare di eliminare l’interallacciamento ricostruendo le linee mancanti. Si deve decidere, per tentativi, se mantenere le linee pari o quelle dispari; in alcuni casi sarà necessario applicare la correzione due volte, una per le righe pari e una per le dispari.</p>
<p>Fig.5 - L’effetto Moiré, presente nelle foto scattate a una TV, si può ridurre con un filtro apposito.</p>
<img width="500" height="375" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop seconda parte/01_16.jpg" alt="" />
<p> </p>
<p> </p>
<p><br /></p>
By:Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a85/scopri-le-utilities-di-paint-shop-pro-seconda-parte.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=85</guid>
	<dc:date>2008-05-15T18:37:47+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Scopri le utilities di Paint Shop Pro (Prima parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>AGGIUSTARE GLI OCCHI ROSSI</b></p>
<p>Il flash è in pratica l’unica possibilità di ottenere fotografia a distanza ravvicinata e in condizioni di scarsa luminosità. Il rovescio della medaglia è il tristemente noto “effetto occhi rossi”.</p>
<p>Questo fenomeno avviene per un motivo molto semplice: quando c’è poca luce la pupilla è dilatata e lascia passare molta luce fino alla retina; questa, essendo irrorata da vasi sanguigni, riflette luce rossa.</p>
<p>La soluzione che adottano la maggior parte delle fotocamere è un pre-flash, che ha l’unico scopo di far chiudere la pupilla di chi guarda per un attimo, permettendo al successivo flash principale di colpire il soggetto evitando il fastidioso effetto.</p>
<p>
<purtroppo il="" guarda="" non="" soggetto="" se="" specialmente="" funziona=""></purtroppo>
</p>
<p>Il rimedio, con Paint Shop Pro, è molto semplice. Seguiamo questa procedura:</p>
<p>•	clic sulla lente d’ingrandimento sulla barra degli strumenti</p>
<p>•	clic sull’immagine per portare il volto a tutto schermo, inquadrando gli occhi e poco più (clic sinistro per ingrandire, clic destro per zoomare all’indietro)</p>
<p>•	scegliere EFFETTI Fotoritocco Correzione effetto occhi rossi</p>
<p>•	se, nella finestrina che appare, non è visibile in anteprima la zona degli occhi, è necessari cliccare sulla piccola crocetta che sta fra le due lenti d’ingrandimento, alla base delle due anteprime; cliccando. Tenendo premuto e trascinando è possibile inquadrare la zona desiderata</p>
<p>•	ora clic e trascinare nella finestra di anteprima di sinistra, a partire dal centro esatto di una pupilla rossa, fino a includere anche l’iride (ma non il bianco dell’occhio attorno o le palpebre!)</p>
<p>•	se la selezione non è giusta, è possibile correggerla facilmente trascinando i quadratini sui lati e sui vertici, oppure trascinarla altrove</p>
<p>•	per cancellare un selezione in più basta premere Annulla correzione occhio una o più volte</p>
<p>•	nella casella Tonalità scegliere il colore originale degli occhi del soggetto</p>
<p>•	nella casella Colore scegliere a vista la particolare intensità del colore prescelto.</p>
<p>Nella finestra di destra è possibile osservare il risultato in anteprima. Ovviamente, anche nel caso di foto senza il problema degli occhi rossi, è possibile divertirsi a cambiare a volontà il colore degli occhi di amici, familiari e animali domestici!</p>
<p>Fig.1 - La correzione degli occhi rossi è un gioco da ragazzi per chi sa usare Paint Shop Pro.</p>
<p><b><img src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/1.jpg" style="width: 495px; height: 360px;" alt="" /><br /></b></p>
<p> </p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>TENTARE DI RECUPERARE LE FOTO SFOCATE O MOSSE</b></p>
<p>Esistono dei trucchetti che possono “ingannare” l’occhio di chi guarda e fargli credere che una foto non sia così sfocata. Essenzialmente possiamo fare due cose:</p>
<p>•	ridurre la dimensione dell’immagine (si intende quella reale in pixel ma anche quella di stampa</p>
<p>•	aumentare il micro-contrasto locale in modo da dare l’illusione di dettaglio.</p>
<p>La prima operazione si effettua semplicemente tramite IMMAGINE &#8594;Ridimensiona, clic su Percentuale di originale e scegliere un valore dal 50% al 20%, dipende dai casi. Per la stampa, le dimensioni si decidono da FILE &#8594; Imposta &#8594; pagina, immettendo un valore percentuale nella casella Ridimensionamento.</p>
<p>La seconda si effettua con EFFETTI Messa a fuoco Maschera di contrasto. Nella finestrina si sceglie un valore per Raggio e Intensità, visualizzando via via l’anteprima premendo l’icona con l’occhio e stando attenti a non esagerare. Se la sfocatura non è eccessiva, questi due accorgimenti, da soli o combinati, possono salvare un’immagine altrimenti da buttare.</p>
<p>Fig.2 - Le immagini non molto sfocate o mosse possono essere salvate se stampate più piccole e se viene usato l’effetto Maschera di Contrasto.</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/2.jpg" style="width: 499px; height: 394px;" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>METODO ALTERNATIVO PER LE FOTO SFOCATE</b></p>
<p>La foto sfocata…il più comune degli errori e il più difficile da correggere. Se la foto è decisamente sfocata, non c’è niente da fare: non è possibile reinventarsi dettagli che non ci sono in primo luogo. Se invece lo è solo un po’, si può cercare di rimediare tramite la nona icona da sinistra della barra Fotoritocco. L’unico parametro è l’Intensità dell’effetto, allo scopo di aumentare il contrasto in alcune zone per dare un’illusione di nitidezza.</p>
<p><b>RADDRIZZARE LE FOTO INCLINATE</b></p>
<p>Cosa c’è di peggio di un mare in salita o di un campanile che sembra la torre di Pisa? Il trucco per raddrizzarli c’è ed è presto detto:</p>
<p>•	aprire l’immagine</p>
<p>•	LIVELLI Innalza a livello (questo escamotage è necessario perché lo sfondo non è ruotabile, solo un livello sovrapposto allo sfondo lo è)</p>
<p>•	SELEZIONE Seleziona tutto</p>
<p>•	clic sullo strumento Deformazione, il terzo dall’alto nella barra degli strumenti</p>
<p>•	all’interno dell’immagine (non ai bordi) appaiono due quadratini uniti da un segmento, uno perfettamente centrale e uno un po’ sulla destra: trascinare quello sulla destra fino ad ottenere la rotazione desiderata</p>
<p>•	doppio clic all’interno dell’immagine per confermare la rotazione</p>
<p>•	clic sullo strumento Ritaglio, il quarto dall’alto nella barra degli strumenti</p>
<p>•	tracciare un rettangolo che includa tutta l’immagine meno i bordi triangolari venuti fuori dalla rotazione</p>
<p>•	regolare il rettangolo trascinando i lati come necessario per un ritaglio esatto</p>
<p>•	doppio clic nel rettangolo per effettuare il ritaglio</p>
<p>Nel caso la rotazione o non fosse soddisfacente, non si consiglia di ruotare di nuovo. È decisamente preferibile premere Ctrl+Z o scegliere MODIFICA Annulla e effettuare la rotazione da capo.</p>
<p>Il motivo è che ogni trasformazione applicata all’immagine la degrada qualitativamente, in maggiore o minore misura.</p>
<p>Fig.3 - Un’immagine storta è veramente brutta da vedersi, correggerla è veramente semplice.</p>
<img alt="" style="width: 498px; height: 360px;" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/3.jpg" />
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>LE DOMINANTI DI COLORE</b></p>
<p>Gli strumenti semplificati dedicati all’elaborazione delle immagini risiedono tutti in una toolbar apposita.</p>
<p>Si apre tramite VISUALIZZA Barre degli strumenti, mettendo la spunta su Barra degli strumenti Fotoritocco.</p>
<p>Una delle correzioni più utili è quella per le dominanti di colore. Una dominante è una tonalità di colore non desiderata, come ad esempio il colore giallastro delle foto scattate con luce artificiale e senza flash, oppure il colore bluastro di una foto scattata al sole con il “bilanciamento del bianco” della macchina fotografica regolata per una lampadina ad incandescenza. Una volta aperta l’immagine da correggere, l’icona da scegliere è la seconda da sinistra della barra Fotoritocco.</p>
<p>Nella finestra di dialogo Bilanciamento automatico del colore ci troviamo di fronte a due riquadri che mostrano un dettaglio dell’immagine: a sinistra l’originale, a destra dopo la correzione. Per visualizzare una parte più ampia, cliccare sul pulsantino a forma di lente d'ingrandimento vicino al riquadro di sinistra. La lente più a destra ingrandisce ulteriormente. Per visualizzare una diversa zona dell’immagine basta cliccare sul pulsantino centrale a forma di croce e trascinare il mouse.</p>
<p>Nella parte centrale della finestra di dialogo appaiono una casella e una barra: si tratta della regolazione della Temperatura dell’illuminante. Tale temperatura convenzionale si misura in “gradi Kelvin” (da cui la “K” accanto ai vari numeri da 6500° K fino a 9300° K). Una lampadina ad incandescenza ha una bassa temperatura, attorno ai 6500° K, mentre una luce molto “fredda”, più di quella solare, ha una temperatura attorno ai 9300° K.</p>
<p>Se, ad esempio, abbiamo scattato una foto alla luce di una normale lampadina senza usare il flash, possiamo correggere la dominante giallastra semplicemente trascinando la barra più a destra, verso i 9300° K. In questo modo la luce della scena apparirà più fredda.</p>
<p>Una volta individuata la giusta tonalità della luce è possibile regolare la forza dell’effetto di correzione tramite la casella Intensità. Aumentando il valore oltre 30 si riescono a correggere anche dominanti molto forti.</p>
<p>Viceversa, avendo un’immagine scattata in esterni con la macchina regolata per scattare in interni, potremmo avere il problema opposto! Ma a volte anche situazioni di luminosità estrema, come paesaggi innevati d’alta montagna, possono conferire all’immagine una tonalità bluastra indesiderata. Si corregge portando la barra verso sinistra, finché non si può osservare una colorazione il più possibile aderente alla realtà secondo il giudizio del nostro occhio.</p>
<p>Fig.4 - Con Paint Shop Pro è possibile correggere facilmente le dominanti di colore.</p>
<img alt="" style="width: 499px; height: 372px;" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/4.jpg" />
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>REGOLARE IL CONTRASTO</b></p>
<p>A volte le foto sono sbiadite, nel senso che l’immagine è poco contrastata. Ci viene incontro la terza icona da sinistra, Aumenta contrasto automaticamente sempre nella barra degli strumenti Fotoritocco. È effettuare la correzione del contrasto schiarendo o scurendo l’immagine dalla sezione Polarizzazione, modulando l’intensità dell’effetto tramite la sezioni Intensità, regolando il contrasto dalla sezione Aspetto. Con un clic sull’occhio si vede l’anteprima sull’immagine grande.</p>
<p><b>REGOLARE CON L’ISTOGRAMMA</b></p>
<b></b>
<p>Le regolazioni di luminosità e contrasto sono, tutto sommato, degli strumenti abbastanza primitivi. Si ottengono risultati assai migliori e più ragionati tramite l’uso dell’istogramma dei livelli di luminosità. Si accede a questa complessa funzione tramite COLORI Funzioni istogramma Regola con istogramma. Anche in questo caso si consiglia di cliccare sulla piccola freccia verso il basso all’immediata sinistra del bottone con l’occhio per fissare l’anteprima.</p>
<p>L’istogramma rappresenta in orizzontale i livelli di luminosità: a sinistra i toni scuri (c’è un triangolino nero), al centro i toni medi (c’è un triangolino grigio), a destra i toni chiari (c’è un triangolino bianco. L’istogramma è tanto più alto quanti più punti ci sono nell’immagine per quello specifico livello di luminosità. Nell’esempio in figura vediamo che ci sono pochissimi toni scuri, un po’ di toni medi e chiari, nessun tono veramente chiaro.</p>
<p>Dato che non c’è nessun tono veramente chiaro, quella parte della gamma tonale è sprecata! Il risultato è che le parti che dovrebbero essere bianche nell’immagine in realtà si vedono come grigie. Quello che dobbiamo fare è correggere l’immagine in modo che i bianchi siano veramente bianchi; basta trascinare il triangolino bianco di destra verso sinistra, fino a quando l’istogramma si alza. Si noti che sono aumentati luminosità e contrasto nell’immagine.</p>
<p>Abbiamo effettuato l’operazione con precisione estrema, senza provare a caso ma ottimizzando l’istogramma a ragion veduta! In altri casi può darsi che anche il triangolino nero vada spostato verso destra, in caso di assenza di toni scuri nell’immagine. Se il triangolino bianco o nero vengono spostati più in là, oltrepassando gli ultimi toni chiari o i primi toni scuri, escluderemo una parte di toni dalla visualizzazione esasperando il contrasto.</p>
<p>Fig.5 - La regolazione tramite istogramma è complessa ma estremamente efficace.</p>
<img src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/5.jpg" style="width: 499px; height: 378px;" alt="" />
<p> </p>
<p><br /></p>
<p><b>GAMMA E MEZZITONI</b></p>
<p>Nella regolazione tramite istogramma, il triangolino centrale grigio ha una particolare funzione: trascinandolo verso destra si dà predominanza ai toni scuri, dato che ne espandiamo la gamma, mentre se andiamo verso sinistra privilegeremo i toni chiari. Anche in questo caso non abbiamo escluso nessun tono, ma abbiamo semplicemente compresso una zona ed espanso un’altra. Il triangolino centrale è associato ad un numero, detto Gamma; alzando il valore di Gamma si schiarisce, abbassandolo si scurisce.</p>
<p>Sulla destra i Mezzitoni, regolati da una barra che modifica la curva di contrasto. Portando il cursore della barra verso l’alto si dà prevalenza ai mezzitoni, penalizzando i toni estremi; il risultato è una diminuzione del contrasto. Portandolo verso il basso si penalizzano i toni medi dando prevalenza a quelli estremi, incrementando così il contrasto. Se perdiamo il controllo e tutto sembra perduto, basta fare clic sul bottone in basso a destra con una freccia e una doppia “x”.</p>
<p>Ricapitolando, si dovrebbero regolare i triangolini nero e bianco per utilizzare tutta la gamma disponibile, portandoli alle estremità dell'istogramma; quindi usare il triangolino grigio (Gamma) in modo da regolare la luminosità; infine la barra dei Mezzitoni per regolare il contrasto. In questo modo è possibile ottimizzare luminosità e contrasto in maniera ragionata e consapevole, senza appiattire o esasperare l’immagine.</p>
<p>Fig.6 - La regolazione dei mezzitoni scurisce e schiarisce.</p>
<p><img width="499" height="412" src="/blog/public/Image/andrea reina/paint shop prima parte/6.jpg" alt="" /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<br /> <br /> By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a84/scopri-le-utilities-di-paint-shop-pro.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=84</guid>
	<dc:date>2008-04-07T18:13:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Word: personalizza l'ambiente usando righello e riga di stato]]></title>
	<description><![CDATA[<p><b>DEFINIRE RAPIDAMENTE I MARGINI DI UN PARAGRAFO</b></p>
<p>Impaginare al meglio i propri testi word è un dovere, oltre ad essere un ottima via per presentarsi nel migliore dei modi.</p>
<p>Il metodo tradizionale per stabilire le dimensioni dei margini e dei rientri di un paragrafo consiste nell'utilizzare il menu FORMATO &#8594; Paragrafo e nel definire le dimensioni prescelte tramite la finestra di dialogo mostrata in figura 3.1 .</p>
<p>Fig. 3.1</p>
<p> <img width="402" height="471" alt="" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_01.jpg" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>SCEGLIERE MARGINI E RIENTRI DI UN PARAGRAFO</b></p>
<p>Esiste tuttavia anche un metodo più semplice e immediato per ottenere lo steso scopo descritto in precedenza: utilizzando il Righello di Word. Per attivare questo strumento occorre il comando VISUALIZZA &#8594; Righello (figura 3.2) che, tramite un commutatore, permette di mostrare o nascondere il Righello.</p>
<p>Fig. 3.2</p>
<p> <img width="199" height="356" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_02.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>VISUALIZZAZIONE DEL RIGHELLO WORD</b></p>
Una volta che il Righello è visibile sotto le barre degli strumenti, oltre a un elenco di numeri che stabiliscono in centimetri la posizione del testo nella pagina stampata, appaiono anche alcuni triangolini e altri simboli (figura 3.3).
<p>Fig. 3.3</p>
<p><img width="216" height="121" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_03.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>IL RIGHELLO E I TRIANGOLINI DI RIDIMENSIONAMENTO</b></p>
<p>Grazie a questi triangolini risulta molto semplice stabilire i rientri di un paragrafo. Per farlo è sufficiente trascinare con il mouse un triangolino nella posizione richiesta e ottenere l'effetto desiderato.</p>
<p>Si possono per esempio ottenere facilmente paragrafi con le seguenti proprietà: </p>
<p>•	paragrafo con rientro sinistro di 2 centimetri (figura 3.4)</p>
<p>•	paragrafo con rientro sinistro di 2 centimetri e prima riga rientrante di un centimetro ulteriore (figura 3.5)</p>
<p>•	paragrafo con rientro sinistro di 2 centimetri e prima riga rientrante di un centimetro ulteriore, con rientro destro a 8 centimetri dal bordo sinistro (figura 3.6)</p>
<p>Fig. 3.4 - Paragrafo con rientro sinistro di 2 centimetri</p>
<p><img width="286" height="178" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_04.jpg" alt="" /><br /></p>
<p> </p>
<p><br /></p>
<p> </p>
<p>Fig. 3.5 - Paragrafo con rientro prima riga rientrante di un centimetro</p>
<p><img width="426" height="146" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_05.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>Fig. 3.6 - Regolazione del rientro destro</p>
<p><img width="365" height="298" src="/blog/public/Image/andrea reina/word - rientri e allineature/3_06.jpg" alt="" /></p>
<p><br /></p>

<p>   
</p>

By: Andrea Reina
]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a83/word-personalizza-lambiente-usando-il-righello-e-la-riga-di-stato.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=83</guid>
	<dc:date>2008-03-12T17:46:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ordinare un elenco in modo "casuale" con Excel]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Quando ci si trova a redigere una cartella di Excel, spesso capita di ordinare un DataBase secondo un determinato criterio.</p>
<p>Per esempio, se si tratta di un elenco di indirizzi, solitamente si desidera ordinare i record per cognome e, a parità di cognome, utilizzando il nome come chiave secondaria.</p>
<p>In alcuni casi tuttavia, per esempio se si desidera costruire una DataBase di esempio da utilizzare per mostrare i criteri di ordinamento, è necessario mettere il DataBase “in disordine”. Si richiede cioè di ordinare i record con un ordine totalmente casuale.</p>
<p> </p>
<p>Viene allora in soccorso la funzione CASUALE() che, come dice il nome, è in grado di generare numeri casuali (o pseudo-casuali, per essere precisi). Le fasi del lavoro sono:</p>
<p>•	costruire una colonna di servizio aggiuntiva, chiamata, per esempio, CASUALE</p>
<p>•	inserire nella prima cella di record di questa colonna la funzione CASUALE (INSERISCI &#8594; Funzione, selezionare la categoria Matematiche e trig. e scegliere la funzione CASUALE – figura 3.18)</p>
<p>•	dare l’OK due volte. Nella cella appare un numero casuale compreso fra zero e uno</p>
<p>•	con il quadratino di riempimento, oppure con il comando MODIFICA &#8594;Riempimento &#8594;In basso, copiare la funzione CASUALE in tutti gli altri record (figura 3.19)</p>
<br /> <br />
<p>Fig. 3.18 Costruzione della funzione CASUALE</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - riordinare le celle/F3-18.jpg" style="width: 518px; height: 376px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>Fig. 3.19 Generazione di numeri casuali associati ai record di dati</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - riordinare le celle/F3-19.jpg" style="width: 521px; height: 232px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p>A questo punto si può creare un ordinamento dei record, utilizzando la colonna di servizio CASUALE come chiave di ordinamento, nel modo seguente: </p>
<p>•	selezionare una cella qualsiasi del DataBase</p>
<p>•	scegliere il comando DATI &#8594;Ordina</p>
<p>•	nella finestra di dialogo che appare scegliere, come chiave di ordinamento, la colonna CASUALE (figura 3.20)</p>
<p>•	una volta dato l’OK, i record verranno ordinati in modo casuale</p>
<p>	 </p>
<p>•	eliminare la colonna temporanea di servizio CASUALE</p>
<p>Fig. 3.20 Ordinamento di record utilizzando la colonna di valori casuali come chiave di ordinamento</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/excel - riordinare le celle/F3-21.jpg" style="width: 478px; height: 357px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a82/ordinare-un-elenco-di-dati-in-modo-casuale-con-excel.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=82</guid>
	<dc:date>2008-02-07T17:30:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Impara a conoscere alcuni strumenti di Photoshop]]></title>
	<description><![CDATA[<p><i>Eccoti una serie di consigli su come migliorare la qualità delle tue immagini</i></p>
<br /> <br />
<p><b>RAVVIVARE COLORI E CONTRASTO DELLE IMMAGINI</b></p>
<p>C’è ancora chi ricorre a al vecchio comando “Luminosità/Contrasto”… bah, roba vecchia! È molto più efficiente il comando IMMAGINE “Regolazioni Livelli”.</p>
<p>E se volessimo fare tutto questo automaticamente? Possiamo sempre provare IMMAGINE &#8594; Regolazioni Livelli &#8594; automatici, che in molti casi è sufficiente per svolgere il lavoro di ottimizzazione di colore e contrasto come visto precedentemente. A volte funziona meglio IMMAGINE &#8594; Regolazioni &#8594; Colore automatico che si concentra più sulla correzione del colore, oppure IMMAGINE &#8594; Regolazioni &#8594; Contrasto automatico che regola esclusivamente il contrasto.</p>
<p>Fig. 01_01.jpg Portare i triangolini nero e bianco ai margini del grafico di IMMAGINE Regolazioni Livelli è un metodo molto efficace per ravvivare colore e contrasto delle immagini un po’ smorte.</p>
<p><img src="../../../public/Image/andrea%20reina/trucchi%20per%20photoshop/trucchi%201.jpg" style="width: 518px; height: 411px;" alt="" /></p>
<p><b>CORREZIONI SELETTIVE DI COLORE E CONTRASTO</b></p>
<p>Come si corregge, con un metodo simile a quello visto nel trucco precedente, un’immagine che ha zone in forte ombra e zone in luce? Il trucco per recuperare un’immagine del genere, e renderla più leggibile, non è per niente difficile con Photoshop. Basta usare il potente strumento Lazo e seguire questa procedura: <p>•	premere “F” sulla tastiera per mettere l’immagine a tutto schermo</p> <p>•	clic per un secondo sullo strumento Lazo (la seconda icona dall’alto nella colonna sinistra della barra degli strumenti)</p> <p>•	scegliere il Lazo Poligonale</p> <p>•	attraverso clic successivi, racchiudere con una linea spezzata approssimativa la parte di immagine in ombra; chiudere la selezione portandosi al punto di partenza oppure con un doppio clic</p> <p>•	SELEZIONE &#8594; Sfuma, impostiamo un valore da 16 a 64 pixel (dipende dalla dimensione dell’immagine, sarà necessario fare qualche tentativo per trovare il valore migliore) e clic su Ok</p> <p>•	IMMAGINE &#8594; Regolazioni &#8594; Livelli e procedere come al trucco precedente, oppure tentare direttamente IMMAGINE &#8594; Regolazioni &#8594; Livelli automatici.</p> <p>•	SELEZIONE &#8594; Inversa, per selezionare tutto il resto dell’immagine, la parte in luce</p> <p>•	di nuovo IMMAGINE &#8594; Regolazioni &#8594; Livelli per ottimizzare anche questa parte</p>
<p>fig. 01_02.jpg Realizzando una selezione sfumata della parte in ombra, è possibile ridurre il forte contrasto presente nell’immagine rendendola più leggibile.</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/trucchi per photoshop/trucchi 2.jpg" style="width: 532px; height: 422px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>ELIMINARE POLVERE E GRAFFI</b></p>
<p>Abbiamo appena fatto la scansione di una vecchia foto della nonna, un po’ graffiata. Oppure ci siamo accorti che prima della scansione non è stato accuratamente spolverato il piano di vetro dello scanner. In entrambi i casi ci troviamo con un’immagine densa di piccoli difetti, spesso facili da correggere. Il trucco sta nell’usare lo strumento Timbro Clone: <p>•	clic sullo strumento Timbro Clone, il quinto dall’alto nella colonna di sinistra della barra degli strumenti, oppure premiamo “s” sulla tastiera come scorciatoia</p> <p>•	nella barra delle opzioni, subito sotto i menu, aprire la casella Pennello (clic sulla dimensione del pennello o sul triangolino nero all’immediata destra)</p> <p>•	scegliamo una dimensione abbastanza piccola del pennello, dipende dalla dimensione dei graffi e della polvere; cominciare da un valore come 16, portare il puntatore del mouse sull’immagine e verificare la dimensione del pennello stesso</p> <p>•	ora, mentre si tiene premuto il tasto Alt, clic su una zona vicina al graffio o alla polvere e che abbia uguale o simile colore e luminosità</p> <p>•	rilasciare il tasto Alt e trascinare sul graffio o sulla polvere, fino a mascherarlo completamente</p>
<p>Il trucco è tutto nel seguire la crocetta che appare accanto al puntatore del mouse mentre si dipinge! Corrisponde all’area su cui si è cliccato tenendo premuto Alt, ed è quella che ricopre la polvere o il graffio! È importante anche la scelta della dimensione corretta del pennello e nel cliccare (quando si tiene premuto Alt) su una zona di colore e luminosità molto simili, in modo da rendere la correzione del tutto invisibile.</p>
<p>Fig.01_03.jpg Il Timbro Clone è un pennello che dipinge un pezzo dell’immagine su un’altra area della stessa o addirittura su un’altra immagine, rendendo possibile mascherare graffi, polvere e altre magagne.</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/trucchi per photoshop/trucchi 3.jpg" style="width: 513px; height: 390px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>RITAGLIARE DETTAGLI DA UNA FOTO</b></p>
<p>Quando si scatta una foto si inquadrano spesso aree più ampie di quello che avremmo voluto, per distrazione o perché lo zoom della nostra fotocamera non è abbastanza potente. È possibile rimediare a questo ritagliando una parte dell’immagine stessa, esattamente come faremmo con stampe e forbici.</p>
<p>Il trucco sta nel sapere usare lo strumento Taglierina di Photoshop che ci consente anche di alterare le proporzioni o addirittura di raddrizzare un’immagine. Vediamo come si procede: <p>•	clic sullo strumento Taglierina, il terzo dall’alto nella colonna di sinistra della barra degli strumenti, oppure premiamo “c” sulla tastiera come scorciatoia</p> <p>•	trasciniamo il mouse sull’immagine in modo da racchiudere approssimativamente la parte da ritagliare</p> <p>•	trasciniamo i quadratini sui lati e sui vertici del rettangolo fino ad ottenere l’inquadratura desiderata</p> <p>•	doppio clic all’interno della selezione oppure premere Invio per ritagliare l’immagine</p>
<p>E se l’immagine fosse anche stata scattata storta? Basta sapere che, mentre si sta regolando la dimensione del ritaglio, è possibile portare il puntatore del mouse al di fuori della selezione e notare che questo diventa una doppia freccia ricurva. Trascinando è possibile ruotare la selezione fino ad ottenerla allineata alla linea dell’orizzonte, della stanza o degli edifici. Effettuando il ritaglio, l’inquadratura verrà immediatamente raddrizzata!</p>
<p>Fig. 01_04.jpg Lo strumento Taglierina consente di ritagliare e raddrizzare le immagini.</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/trucchi per photoshop/Trucchi 4.jpg" style="width: 513px; height: 369px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>CORREGGERE LE FOTO GIALLE O BLU</b></p>
<p>Chi non si è mai trovato con un’immagine tutta gialla perché ha scattato senza flash in luce artificiale? All’opposto, con alcuni modelli di fotocamere, potrebbe anche succedere di aver impostato un filtro per la luce artificiale, esserselo dimenticato attivo e aver scattato in luce solare; il risultato è un’immagine molto bluastra. A volte, anche una foto fatta subito prima del tramonto ha una luce eccessivamente tendente all’arancio.</p>
<p>In tutti i casi è possibile fare qualcosa per riportare l’immagine ai suoi colori naturali. Qual è il trucco? In prima battuta proviamo il comando IMMAGINE Regolazioni Colore automatico. In alcuni casi è sufficiente questa magica operazione per risolvere il problema.</p>
<p>Se questo non fosse sufficiente, è necessario operare in maniera manuale, trattiamo qui il caso di un immagine giallo/rossastra: <p>•	IMMAGINE Regolazioni Bilanciamento colore</p> <p>•	Regolare il cursore Cyan/Rosso in direzione del Cyan quanto basta, regolare il Giallo/Blu verso il blu</p> <p>•     Clic su Luci nella sezione Bilanciamento tono e regolare come sopra se necessario, idem per Ombre </p>
<p>Bisogna tenere conto che in genere è necessaria una regolazione anche notevole dei mezzitoni, mentre si devono alterare molto meno le regolazioni di luci ed ombre.</p>
<p>01_05.jpg. È possibile salvare abbastanza facilmente le immagini che abbiano un colore dominante, come quelle scattate senza flash in luce artificiale.</p>
<p><img src="/blog/public/Image/andrea reina/trucchi per photoshop/Trucchi 5.jpg" style="width: 498px; height: 415px;" alt="" /></p>
<p><br /></p>
<p><b>RADDRIZZARE CON LE LINEE GUIDA</b></p>
<p>In fase di ripresa a volte non ci accorgiamo di piccole o grandi inclinazioni della fotocamera; anche pochi gradi compromettono la fotografia, specialmente se vi sono dei precisi riferimenti orizzontali o verticali come il mare, l’orizzonte in generale, palazzi, pali, ecc.</p>
<p>Il rimedio è un po’ complesso ma istruttivo, prendiamo l’esempio classico di un orizzonte inclinato: 
<p>•	VISUALIZZA &#8594; Righelli</p> 
<p>•	Trascinare dal righello orizzontale verso l’immagine, in modo da creare una linea guida</p>
<p>•	Clic sullo strumento Sposta, il primo della seconda colonna nella barra degli strumenti</p>
<p>•	Portare la linea guida in corrispondenza dell’orizzonte, in modo che ci serva da riferimento per la successiva rotazione</p>
<p>•	Premere il tasto “F” in modo da attivare la modalità a tutto schermo e avere spazio attorno all’immagine</p>
<p>•	SELEZIONE &#8594; Tutto </p>
<p>•	MODIFICA &#8594; Trasformazione &#8594;libera</p>
<p>•	Portiamo il mouse un po’ fuori dell’immagine, il puntatore dovrebbe diventare una doppia freccia ricurva</p> 
<p>•	Trascinare nello spazio attorno all’immagine finché non si riesce a portare l’orizzonte parallelo alla linea guida precedentemente impostata</p> 
<p>•	Doppio clic all’interno dell’immagine per ribadire la rotazione</p> <p>•	Clic sullo strumento Taglierina, il terzo dall’alto nella prima colonna della barra degli strumenti</p>
<p>•	Tracciare un rettangolo che racchiuda l’immagine ruotata, escludendo i triangoli del colore di sfondo che inevitabilmente vengono fuori sui quattro lati</p>
<p>•	Regolare il rettangolo trascinando i quadratini sui lati e sugli spigoli</p>
<p>•	Doppio clic all’interno dell’immagine per ribadire la rotazione.</p>
By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a81/trucchi-per-photoshop.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=81</guid>
	<dc:date>2008-01-14T16:55:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Scrivere "con stile" in Microsoft Word]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="left"><font size="2"><img style="WIDTH: 157px; HEIGHT: 279px" height="279" hspace="10" src="/blog/public/Image/20071130/apertura2.jpg" width="157" align="right" vspace="10" alt="" />Se utilizzate MS Word per comporre i vostri file di testo non dovete preoccuparvi, perché Word mette a disposizione oltre 100 differenti tipi di stile, che vi aiuteranno a migliorare l’aspetto dei vostri documenti. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La sfida</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nonostante la presenza di un così elevato numero di stili, normalmente ne viene utilizzato solo un numero limitato. Gli utenti, spesso, sono confusi dalla molteplicità delle scelte disponibili, a tal punto da utilizzare altri strumenti per formattare il proprio testo. Questo tuttavia non è certamente il metodo più veloce per formattare il testo; soprattutto se si tratta di documenti lunghi, l’utilizzo degli stili è in grado di ottimizzare il vostro lavoro. Il menu a tendina dello Stile si trova in alto a sinistra in ogni documento Nuovo, solitamente vicino ai menu Tipo di carattere e Dimensione carattere. La maggior parte delle opzioni disponibili sono autoesplicative e possono essere applicate immediatamente. Esistono Stili che possono essere applicati a paragrafi, caratteri, elenchi, tabelle. La diversa formattazione all’interno di un testo risulta utile per aiutare chi legge a “navigare” all’interno del testo. Chi abbia mai ricevuto una lunga e-mail di solo testo ha certamente ben presente quanto sia faticoso leggere un’interminabile sequenza di parole. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Controllare i menu</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">L’utilizzo del menu Stili è strettamente collegato al modo in cui preferite realizzare i vostri documenti. È possibile, infatti, definire il tipo di formattazione prima di cominciare a scrivere. Questo metodo è da preferire nel caso in cui si debba scrivere, per esempio, una sceneggiatura, dove si passa continuamente dal dialogo alle indicazioni di scena, per aiutare chi legge a non confondersi. In questo modo (utilizzando anche i tasti scorciatoia) è possibile risparmiare un bel po’ di tempo. In altri casi tuttavia può risultare più vantaggioso applicare gli stili solo in un secondo momento, quando il testo viene riletto e revisionato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Questione di stile</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se dopo aver applicato un particolare tipo di formattazione decidete che non è esattamente quello che desideravate, guardate il punto 4 del nostro progetto per scoprire come modificare automaticamente tutto il paragrafo. Il progetto che trovate in queste pagine, spiega come creare un nuovo stile, basandosi su uno già esistente. A meno che non siate del tutto sicuri che desiderate modificare il tipo di carattere che utilizzate di default come Normale (es. Arial al posto di Times New Roman), vi consigliamo di salvare con un nuovo nome il file modificato per evitare di sovrascrivere il modello originale. Se desiderate avere accesso a tutti i Template presenti in Word, selezionate, all’interno della finestra di dialogo Nuovo Stile, il bottone Formato. Si apre un menu a tendina in cui è possibile scegliere tra tabulazioni, cornici, bordi ecc. Buon lavoro! </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Scopri il tuo stile</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Modificare uno stile già esistente può rappresentare il modo più semplice per trovare il proprio stile. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" src="/blog/public/Image/20071130/stile 1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite un documento di Word dove si trova un lungo testo che non presenta alcun tipo di formattazione. Selezionate il primo paragrafo. Con il mouse posizionatevi sul menu Stile e nell’elenco che appare selezionate Titolo 1. Il testo selezionato verrà formattato come Titolo 1. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071130/stile 2.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lo stile applicato di default è definito Normale. Spostandosi con il cursore sul secondo paragrafo (che non è stato formattato), è possibile vedere nella barra degli strumenti i diversi stili applicati. Si passa, per esempio, da Arial (Titolo 1) a Times New Roman se il testo non è formattato (Normale). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071130/stile 3.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionare Stili e formattazione dal menu Formato. Nella finestra che appare sul lato destro dello schermo viene evidenziato il tipo di formattazione utilizzato. Aprire il relativo menu a tendina cliccando sulla freccina in corrispondenza di Titolo 1 e selezionare Modifica. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071130/stile 4.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella finestra Modifica stile è possibile cambiare il tipo di font, la sua dimensione, l’allineamento e altro ancora, selezionando le scelte effettuate utilizzando i rispettivi menu a tendina. È possibile inoltre vedere un’anteprima del risultato nell’apposita finestra. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071130/stile 5.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se la soluzione che avete scelto vi soddisfa particolarmente, basterà digitare in corrispondenza del Nome una definizione adatta, spuntare la casella Aggiungi al modello e clic su OK per confermare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071130/stile 6.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nel pannello Stili e formattazione è presente anche il bottone Nuovo stile. La procedura per la creazione di un nuovo stile è analoga a quella riportata nei punti 4 e 5.</font> </p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a79/scrivere-con-stile.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=79</guid>
	<dc:date>2007-12-12T09:55:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Strumenti di precisione per Excel]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="267" src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/apertura2.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se non siete sempre soddisfatti dei risultati ottenuti dalle vostre operazioni di copia e incolla, vi suggeriamo di prendere in considerazione l&rsquo;utilizzo della funzione Incolla speciale che permette di risolvere anche le esigenze pi&ugrave; difficili. </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le operazioni di Taglia e Incolla sono ben note a chi lavora con i programmi di Office, soprattutto se si utilizzano i tasti scorciatoia. L&rsquo;utilizzo dei tasti scorciatoia, in effetti, aiuta a risparmiare tempo, tuttavia non consente alcun tipo di flessibilit&agrave;, rispetto al modo in cui i dati vengono copiati e incollati. Se si effettua, per esempio, un semplice copia e incolla di un elenco di formule apparir&agrave; un messaggio di errore, indicato dalla scritta #RIF! Per evitare questo problema, dunque, &egrave; necessario utilizzare la funzione Incolla speciale. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Soluzioni per tutti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">La funzione Incolla speciale permette di risolvere velocemente e in modo automatico tanti piccoli problemi, che emergono nel lavoro di tutti i giorni. In queste pagine vi segnaliamo come risolvere alcune situazioni comuni, all&rsquo;interno di Word ed Excel. Uno dei trucchetti pi&ugrave; interessante &egrave; quello mostrato nello step 2. Se la vostra agenda settimanale, per esempio, &egrave; organizzata in modo tale che i giorni siano posti in verticale ma desiderate, invece, per comodit&agrave; visualizzarli in orizzontale, ecco che il nostro Incolla speciale vi viene in aiuto. Tra le varie opzioni, infatti, &egrave; presenta anche la voce Trasponi che consentente di trasformare elenchi verticali in elenchi orizzontali e viceversa. Una volta ottenuto il risultato desiderato baster&agrave;, se necessario, adeguare la dimensione delle celle. I vantaggi offerti da questa funzione non sono limitati all&rsquo;utilizzo di Excel, ma consentono, per esempio, di incollare all&rsquo;interno di un documento di Word anche grafici ed elementi di vario tipo. Allo stesso modo &egrave; possibile copiare del testo da Word in Excel, mantenendo le sue caratteristiche di formattazione e di lunghezza, senza essere compresso in una singola cella. </font></p>
<p align="justify"><font size="2">TASTI SCORCIATOIA </font></p>
<p align="justify">
<table cellspacing="1" cellpadding="1" width="200" border="1">
    <tbody>
        <tr>
            <td><font size="2">copia </font></td>
            <td><font size="2">Crtl + C </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font size="2">taglia </font></td>
            <td><font size="2">Crtl + X </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font size="2">incolla </font></td>
            <td><font size="2">Crtl + V </font></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>6 trucchi per ottimizzare il lavoro</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Vediamo insieme sei modi diversi di utilizzare la funzione Incolla Speciale in Word ed Excel. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step1.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite un file di Excel contenente, per esempio, un prospetto del vostro budget familiare, relativo agli ultimi quattro anni. Per copiare i quattro valori totali senza commettere errori copiate il contenuto delle celle da C21 a F21. Posizionatevi su un'altra cella vuota, clic con il tasto destro e selezionate Incolla Speciale. Spuntare la voce Valori e clic su OK. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step2.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Prendiamo un foglio Excel con gli impegni della settimana. Se desiderate modificare l&rsquo;impostazione della tabelle e avere l&rsquo;elenco dei giorni nella prima colonna sulla sinistra, selezionare le celle da A1 a E5. Spostarsi in un foglio vuoto, posizionarsi sulla cella A1, clic col tasto destro per attivare la funzione Incolla speciale, selezionare Trasponi &hellip;e il gioco &egrave; fatto. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step3.jpg" alt="" />&nbsp;</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per fare in modo che i vostri dati rimangano sempre aggiornati anche se riportati all&rsquo;interno di documenti diversi, lo strumento Incolla speciale vi offre la soluzione. Copiate il contenuto delle celle da C21 a F21 aprite in un nuovo documento e clic col destro per aprire la funzione Incolla speciale e scegliere l&rsquo;opzione Incolla collegamento. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step4.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Provate ora ad aprire un documento di Word in cui desiderate incollare un grafico relativo al vostro documento di Excel. Copiate le celle da A1 a F21 e poi posizionate il cursore in un punto del documento di testo; dal menu Modifica selezionate Incolla speciale poi Immagine e clic su OK. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step5.jpg" alt="" />&nbsp;</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per inserire un grafico di Excel all&rsquo;interno di un documento di testo, selezionate e copiate l&rsquo;intera area del grafico. Posizionate il cursore in un punto del testo di Word e aprite la finestra di dialogo Incolla speciale dal menu Modifica; da qui selezionate Grafico Microsoft Office Excel Oggetto e poi OK per confermare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071210 - Strumenti di precisione per Excel/step6.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per incollare in un foglio di Excel l&rsquo;intestazione di una lettera per esempio, ci viene in aiuto ancora una volta la funzione Incolla speciale. In questo caso dopo aver copiato l&rsquo;intestazione, aprite il foglio di Excel, aprite Incolla speciale, selezionate Immagine (Enhanced Metafile) e clic su OK.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a80/strumenti-di-precisione-per-excel.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=80</guid>
	<dc:date>2007-12-10T08:13:03+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[E' tempo di (fanta)campionati!]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="261" src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/apertura.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Otto giocatori decidono di creare un fantacampionato, composto di otto squadre virtuali, ognuna gestita da un giocatore. Ciascuna squadra virtuale è formata da una rosa di venticinque calciatori, fra titolari e riserve: tre portieri, otto difensori, otto centrocampisti, sei attaccanti. Gli otto partecipanti al gioco decidono in anticipo fra quali calciatori (del campionato reale) avverrà la scelta: in totale, si potrà scegliere fra 24 portieri, 64 difensori, 64 centrocampisti e 48 attaccanti. La scelta avverrà sulla base di un'asta: il giocatore che offre di più per un calciatore, potrà inserire quel calciatore nella propria rosa. Attenzione, però, a non rimanere senza denaro! </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Pronti a giocare</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dopo che le squadre virtuali sono formate, potete affidarvi al vostro quotidiano sportivo preferito, prendendo da questo i valori sulla base dei quali saranno calcolati i risultati di ogni squadra. I valori da considerare sono: il voto di ogni calciatore, il numero di gol fatti, il numero di gol subiti, i rigori fatti, quelli sbagliati, quelli parati, gli autogol, le ammonizioni e le espulsioni subite. Ognuno di questi valori influenza il punteggio totale della squadra; a seconda del punteggio ottenuto, la squadra realizza zero o più gol. Nel calendario del fantacampionato (che dura ventotto giornate) ogni squadra incontra due volte la sua avversaria, una nel girone d'andata e una nel girone di ritorno. Per ogni partita, si segnano i gol fatti da ciascuna squadra e si verifica quale squadra risulta vincitrice dell'incontro, oppure se c'è stato un pareggio. Come nel campionato reale, una squadra che vince guadagna tre punti, una che perde non ne guadagna alcuno e, in caso di pareggio, entrambe le squadre guadagnano un punto. I lavori gestionali più noiosi possono essere affidati a un apposito programma: questo è stato realizzato in OpenOffice.org Calc, ma è perfettamente compatibile anche con Microsoft Excel. Microsoft Office e OpenOffice.org Una delle caratteristiche più interessanti del foglio di calcolo fantacampionato.xls è la sua totale compatibilità sia con Microsoft Office sia con OpenOffice.org. Infatti, un file creato con OpenOffice.org può essere letto da Microsoft Office, e viceversa. Il bello è che lo stesso file può essere utilizzato in Microsoft Office per Windows, Microsoft Office per Macintosh, OpenOffice.org per Windows, Linux o Macintosh: insomma, una vera compatibilità totale! E se pensate che, in più, OpenOffice.org è completamente gratuito... </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La preparazione</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Come realizzare un file “campione” da riutilizzare ogni volta che si desidera giocare una nuova partita. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="342" src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/a01.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per prima cosa, aprite il file fantacampionato.xls in Excel o in OpenOffice.org. L'operazione è assolutamente identica nei due programmi: scegliete Apri dal menu File, quindi selezionate il foglio di lavoro dalla cartella in cui lo avete salvato. Noi consigliamo di salvarlo in Documenti, ma naturalmente potete scegliere qualsiasi cartella desideriate. </font></p>
<p align="center"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/a02.jpg" alt="" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora, nel primo foglio, denominato Giocatori, inserite il nome degli otto giocatori che parteciperanno al fantacampionato e il nome della squadra di ciascuno. Stabilite poi la quantità iniziale di denaro a disposizione di ognuno: inserendolo nella cella C12, tutti i giocatori avranno la stessa quantità di denaro, altrimenti potete specificarla per ciascun giocatore. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/a03.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionate ora il foglio Asta calciatori e scrivete, nelle celle gialle, il nome di ogni calciatore (preso dal campionato ufficiale, serie A o serie B) che sarà disponibile nel fantacampionato. I giocatori sono organizzati per categorie: portieri, difensori, centrocampisti e attaccanti. Questa è la fase più noiosa, ma non c'è modo di automatizzarla. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/a04.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora scegliete il comando Salva con nome dal menu File, in modo da creare una nuova copia del file originale. In questo modo, potrete fare tante partite quante volete al fantacampionato: basterà riaprire ogni volta il file originale (fantacampionato.xls) e salvarlo con un nome diverso ogni volta che lo utilizzate: il file originale rimarrà inalterato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Il gioco</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Entriamo nel vivo del gioco imparando le regole principali. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="285" src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b01.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora potete iniziare l'asta dei calciatori. Ogni partecipante sceglie quali calciatori desidera acquistare e, se ha denaro a sufficienza, lo acquista. Selezionate quindi il foglio Asta calciatori e, accanto a ciascun giocatore, inserite il prezzo a cui è stato battuto e il nome del giocatore che l'ha acquistato; questo può essere scelto dalla casella a discesa. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b02.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dopo aver concluso l'asta (che probabilmente è tra le fasi più divertenti di tutto il gioco, ma anche una delle più lunghe), dovete attivare il foglio Squadre e, per ciascuna squadra, inserire il nome di ogni giocatore invece dei segnaposti (il primo portiere al posto di Portiere 1, il secondo portiere al posto di Portiere 2 e così via). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b03.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">A ogni giornata, dovete scegliere quali calciatori sono in campo per ciascuna squadra. La rosa è di 25 calciatori: potete sceglierne 11. Selezionate il foglio Punteggi e, per ciascuna squadra, inserite i calciatori in campo selezionandoli dalle caselle di riepilogo. Ricordatevi di modificare il numero della giornata nella cella K1 (colorata in azzurro). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b04.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dopo ogni giornata, prendete un quotidiano sportivo e ricavatene i dati per riempire i punteggi. Innanzitutto, i voti di ciascun giocatore, che andranno nel campo Voto. Segnate poi gol fatti, gol subiti, rigori segnati e così via. Lasciando il mouse per un istante sulle caselle dei titoli appare una breve spiegazione del contenuto del campo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b05.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Inseriti tutti i dati, nella casella in basso a destra (colorata in giallo) di ciascuna squadra appare il numero di gol segnati. Aprite il foglio Calendario e, in corrispondenza delle colonne sotto Risultato inserite i gol fatti da ciascuna squadra (compresi gli zeri!). Nelle colonne accanto apparirà il punteggio di classifica (0, 1 o 3). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Fantacampionato con Excel/b06.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nel foglio Classifica potete vedere i punteggi della classifica, aggiornati a ogni nuova giornata. A ogni giornata ripetete le operazioni per il calcolo dei punteggi. Se volete, potete ordinare la classifica in base ai punteggi, ossia ai numeri compresi nella colonna B, scegliendo Ordina dal menu Dati. Ricordatevi di sistemarli in ordine discendente!</font> </p> 
<br> </br>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a92/e-tempo-di-fantacampionati.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=92</guid>
	<dc:date>2007-11-14T16:01:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il suono della musica: equalizzare per non "godere solo a metà" ]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="602" src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/apertura.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">I tecnici del suono passano intere giornate sui mixer per far s&igrave; che un brano musicale suoni esattamente come intendeva l'artista che l'ha registrato. A meno che non siate disposti a spendere una montagna di denaro per acquistare apparecchiature da studio di registrazione, il suono riprodotto dagli altoparlanti collegati al computer somiglier&agrave; poco o niente a quello che si pu&ograve; ascoltare nelle cuffie dei tecnici del suono. Quando si riproduce la musica su di un impianto hi-fi, si pu&ograve; utilizzare l'equalizzatore grafico per modificare il suono fino a ottenere i risultati migliori che l'apparecchio &egrave; in grado di offrire. Ma lo stesso risultato pu&ograve; essere ottenuto anche sul PC; inoltre, visto che la potenza in gioco &egrave; molto elevata, i risultati possono essere molto migliori. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Impostazioni...</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Gli audiofili detestano qualsiasi intervento che modifichi il suono che esce da una coppia di casse. Tuttavia, oggi la tecnologia pu&ograve; elaborare elettronicamente la musica in modi incredibili. In realt&agrave;, molti degli effetti disponibili sono peggio che inutili, a meno che non vogliate sapere che effetto farebbe ascoltare Laura Pausini mentre suona nel proprio bagno. Alcuni effetti audio sono invece molto pi&ugrave; utili. I programmi di riproduzione di file MP3 consentono di modificare l'equalizzazione (EQ) di un brano. Il funzionamento non &egrave; dissimile da quello di un piccolo mixer, che pu&ograve; essere usato per regolare il modo in cui verr&agrave; riprodotta la musica attraverso le casse. Potete semplicemente alzare i bassi e ridurre gli alti, se avete delle casse piccole, oppure modificare le singole gamme di frequenza fino a ottenere il suono perfetto. Se il tutto vi pare troppo complesso, i riproduttori MP3 software vi mettono a disposizione un'ampia gamma di equalizzazioni preimpostate, con nomi come Rock, Pop e Acustica. Potete selezionare una di queste impostazioni secondo il tipo di musica che state ascoltando, ma niente vi impedisce di apportare piccole correzioni. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>... e livelli</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le impostazioni di equalizzazione non vengono utilizzate soltanto per fare in modo che la musica suoni in modo diverso. Un'interessante caratteristica dell'equalizzatore di alcuni riproduttori MP3 software &egrave; la &quot;normalizzazione&quot;, che regola il volume di tutto ci&ograve; che viene riprodotto in modo che sia allo stesso livello. In altri termini, le tracce con un volume pi&ugrave; basso vengono alzate, mentre quelle con il volume pi&ugrave; elevato vengono abbassate. Se vi &egrave; mai capitato di alzare il volume nel caso di brani di classica con un volume troppo basso, per poi trovarvi sparati verso il soffitto dall'attacco del successivo pezzo dei Black Sabbath, probabilmente vi far&agrave; piacere questa possibilit&agrave;. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Tracce </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Questo progetto vi spiega come regolare le equalizzazioni con i tre principali riproduttori MP3 software: Winamp, Windows Media Player e Apple iTunes per Windows. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="289" src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/01.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">In Winamp, selezionate Equalizer, Preset, Load Preset dal menu Options: verr&agrave; visualizzato un elenco di equalizzazioni predefinite. In alternativa, potete anche fare clic sulla finestra di Winamp con il tasto destro del mouse e scegliere Equalizer. </font></p>
<p align="center"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/02.jpg" alt="" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Il componente Equalizer ha degli slider che possono essere utilizzati per regolare i singoli intervalli di frequenza. Potete anche fare clic sul pulsante Presets e scegliere le impostazioni preferite da un elenco. Ricordatevi di attivare l'equalizzatore facendo clic su On. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/03.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">In Windows Media Player, potete regolare l'equalizzazione scegliendo Informazioni di esecuzione, quindi facendo clic sul pulsante Seleziona opzioni nella parte in basso a sinistra della finestra. Scegliete Caratteristiche avanzate &gt; Equalizzatore grafico dal menu visualizzato. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/04.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se le impostazioni di equalizzazione sono inattive, fate clic su Attiva per attivarle. Fate clic sul collegamento Predefinite per vedere un elenco di impostazioni predefinite fra le quali scegliere quelle pi&ugrave; adatte, oppure utilizzate gli slider per apportare le regolazioni che ritenete pi&ugrave; opportune. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/05.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">In iTunes, potete modificare l'equalizzazione di un brano (o di un gruppo di brani selezionati) facendovi clic sopra con il tasto destro del mouse e scegliendo Ottieni Informazioni. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071029 - Il suono della musica/06.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Quando la finestra di dialogo viene visualizzata, fate clic su Opzioni, quindi utilizzate la casella di riepilogo Preset Equalizzatore per scegliere da un elenco di possibili equalizzazioni predefinite per la traccia selezionata. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Normalizzazione del volume</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Winamp non ha una funzione di normalizzazione del volume, ma la si pu&ograve; aggiungere installando un plug-in apposito. Scegliete fra quelli disponibili presso http://tinyurl.com/5hop5. In Media Player, la funzione &egrave; disponibile scegliendo Dissolvenza incrociata e livellamento automatico volume dal menu del passaggio 3. In iTunes, selezionate Preferenze dal menu Modifica, fate clic sulla scheda Riproduzione della finestra di dialogo visualizzata e attivate l'opzione Verifica livello sonoro. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Plug-in</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le caratteristiche di equalizzazione comprese nei riproduttori MP3 software vanno benissimo, ma sono piuttosto semplici. Esistono molti plug-in di terze parti che possono fare miracoli sulla musica, dall'eliminazione delle parti vocali (l'ideale per chi ama il karaoke) fino a quelli che fanno apparire un sogno anche gli altoparlanti pi&ugrave; scarsi. Winamp ne ha un'ampia scelta disponibile nell'apposita sezione sul sito Web. Anche Media Player ne ha parecchi: www.fxsound.com &egrave; un buon punto d'inizio. iTunes ha un incredibile plug-in di equalizzazione chiamato Volume Logic, disponibile all'indirizzo www.octiv.com.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a77/il-suono-della-musica.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=77</guid>
	<dc:date>2007-11-07T19:29:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Provvisorio ma salvo: come gestire le emergenze con Windows XP]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="109" src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/apertura.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">A dispetto di tutti i nostri sforzi, a volte Windows non vuole proprio saperne di funzionare. Magari il PC si avvia come sempre, salvo poi mostrare un messaggio di errore quando tenta di caricare Windows. Eppure anche in questo caso estremo, dal quale non sembra esserci una via di uscita, c&rsquo;&egrave; una risorsa che pu&ograve; risolvere il problema: l&rsquo;avvio in Modalit&agrave; provvisoria. In pratica, si pu&ograve; obbligare il sistema ad avviarsi &lsquo;bypassando&rsquo; le normali impostazioni e i programmi normalmente caricati all&rsquo;avvio di Windows, che in tal modo sar&agrave; comunque aperto con il minimo indispensabile per consentire un intervento di riparazione. Quando si accende il computer e viene attivato Windows, senza che ve ne accorgiate il sistema svolge un&rsquo;intensa attivit&agrave;. Per esempio vengono caricati programmi come gli antivirus, che si attivano automaticamente, cos&igrave; come tutti i driver che gestiscono l&rsquo;hardware collegato al PC. Considerata la mole di lavoro, &egrave; gi&agrave; sorprendente che tutto funzioni senza problemi. Se Windows non si avvia, di solito la causa va ricercata in conflitti hardware o software, oppure nel caricamento di driver che provocano effetti non desiderati. In modalit&agrave; provvisoria, invece, vengono caricati solo programmi e driver strettamente indispensabili al funzionamento del sistema, per cui si pu&ograve; cercare di ovviare al malfunzionamento investigando sulle sue cause. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Un altro Windows</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">La modalit&agrave; provvisoria non &egrave; altro che una versione ridotta di Windows, che tuttavia permette di accedere a un minimo di risorse con gli abituali sistemi d&rsquo;uso. Se, per esempio, avete problemi con una unit&agrave; hardware, si pu&ograve; usare la modalit&agrave; provvisoria per disinstallare il driver di quella unit&agrave; e reinstallarne uno nuovo. E lo stesso vale se i guai sono legati a qualche programma di recente installazione. Se ricorrete alla modalit&agrave; provvisoria, non aspettatevi comunque di vedere il solito look di Windows in modalit&agrave; normale: il sistema user&agrave; pochissimi colori e la pi&ugrave; bassa risoluzione di schermo possibile. Inoltre, con ogni probabilit&agrave;, la fase di avvio impiegher&agrave; molto pi&ugrave; tempo prima di mostrare un desktop caratterizzato da scritte che ricordano in permanenza la modalit&agrave; che si sta usando. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Lavori in corso</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il grande vantaggio del caricamento dei soli driver essenziali per Windows &egrave; che si pu&ograve; avviare il computer anche in presenza di periferiche o programmi che altrimenti impedirebbero il normale riavvio del PC. In tal modo si pu&ograve; procedere a una diagnosi, e ovviamente a una &lsquo;cura&rsquo;, dei malanni che affliggono il sistema. Intanto, se il desktop della modalit&agrave; provvisoria viene correttamente visualizzato, si pu&ograve; gi&agrave; essere sicuri che i problemi non sono legati a Windows in senso stretto, ma a programmi o driver caricati nella sua fase di avvio. Nella maggior parte dei casi, per risolvere tutto, &egrave; sufficiente accedere a Installazione applicazioni nel Pannello di controllo e rimuovere l&rsquo;ultimo programma installato. Analogamente, si pu&ograve; accedere alle Propriet&agrave; del sistema per disinstallare l&rsquo;ultima unit&agrave; hardware che si &egrave; collegata al PC. Non dimenticate, infine, la pi&ugrave; potente delle risorse di Windows, accessibile anche in modalit&agrave; provvisoria: l&rsquo;utility Ripristino configurazione di sistema, che pu&ograve; annullare le pi&ugrave; recenti modifiche al sistema riportandolo a una condizione antecedente. Fatene largo uso! </font></p>
<p align="center"><img height="300" alt="Il desktop della modalità provvisoria. Non sarà molto accattivante, ma è davvero molto utile." src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/desktemp.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<font size="2">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" align="center"><span style="FONT-SIZE: 11pt; mso-ansi-language: IT"><font face="Times New Roman"><font size="1">Il desktop della modalit&agrave; provvisoria. Non sar&agrave; molto accattivante, ma &egrave; davvero molto utile.
<p>&nbsp;</p>
</font></font></span></p>
</font>
<p align="justify"><font size="2"><strong>L&rsquo;ultima configurazione </strong></font><font size="2"><strong>funzionante</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Windows XP crea con regolarit&agrave; dei backup delle principali impostazioni del sistema. Se dal menu accessibile tramite il tasto [F8] prima dell&rsquo;avvio del sistema, si sceglie Ultima configurazione sicuramente funzionante, Windows cercher&agrave; di riportare il PC a un momento in cui funzionava senza problemi. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>LA MODALIT&Agrave; PROVVISORIA</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per accedere alla modalit&agrave; provvisoria dovete essere molto veloci nel premere il tasto [F8] prima che Windows cominci ad avviarsi normalmente. Un trucco: premetelo ripetutamente subito all&rsquo;avvio del computer. In modelli di PC non recenti pu&ograve; verificarsi un errore, nel qual caso non vi rester&agrave; che resettare e riprovare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="288" src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/provv 1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per accedere alla modalit&agrave; provvisoria occorre premere il tasto [F8] subito dopo l&rsquo;avvio del PC, prima che inizi il caricamento di Windows XP. Se Windows, pur avendo problemi, riesce ad avviarsi, si pu&ograve; anche usare Start/Esegui, digitare msconfig (e OK), selezionare Avvio diagnostico e confermare con OK. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/provv 2.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per controllare se il problema &egrave; legato all&rsquo;hardware, cliccate col pulsante destro sull&rsquo;icona Risorse del computer, scegliete Propriet&agrave;, cliccate sulla linguetta Hardware e poi su Gestione periferiche. Da qui potete eventualmente disinstallare o ripristinare driver difettosi o anche escludere delle periferiche. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/provv 3.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se pensate che la causa dei problemi sia un programma installato di recente, aprite il pannello di controllo dal menu Start (o da Start/Impostazioni) e cliccate due volte sull&rsquo;icona Installazione applicazioni. Scorrete l&rsquo;elenco del software installato nel PC, rintracciate quello pi&ugrave; recente, selezionatelo e cliccate su Rimuovi. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20071018 - La modalit provvisioria di XP/provv 4.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ricordate che la migliore risorsa per risolvere tutti i problemi &egrave; l&rsquo;utility Ripristino configurazione di sistema, quindi attivatela rintracciandola da Start, Programmi, Accessori, Utilit&agrave; di sistema. Selezionate Ripristina uno stato precedente del computer, cliccate su Avanti e seguite le istruzioni a video.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a74/provvisorio-ma-salvo.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=74</guid>
	<dc:date>2007-10-18T17:26:01+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Filtrare la posta elettronica]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 200px; HEIGHT: 566px" height="571" alt="e-mial organizzate" hspace="10" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/Cartelle di posta.jpg" width="200" align="left" />Date un’occhiata alla vostra posta in arrivo, troverete qualche messaggio da amici e parenti, newsletter alle quali vi siete iscritti e l’inevitabile spam. Se il pensiero di ripulire la cartella di posta in arrivo tenendo soltanto i messaggi importanti vi sembra un lavoro troppo duro, c’è un’alternativa. Provate ad avvalervi della funzionalità di filtraggio di Outlook Express e sarete in grado di identificare immediatamente i vostri messaggi importanti mescolati a quelli inutili o futili. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La consegna della posta</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Utilizzando le Regole messaggi di Outlook Express potrete tenere ordinata la vostra cartella di posta e gestire tranquillamente la vostra corrispondenza. Potete creare più cartelle separate nella vostra cartella di posta principale e strutturare i vostri messaggi anche in cartelle all’interno di altre cartelle – ad esempio potreste creare una cartella Personale, all’interno della quale crearne altre due: Famiglia e Amici. La cartella Famiglia a sua volta potrebbe contenere Bambini e Parenti acquisiti, e così via. Potete creare Regole messaggi per smistare le e-mail in arrivo e spostarle nella cartella più appropriata. Le funzionalità delle Regole messaggi presenti in Outlook Express sono davvero potenti e possono filtrare i messaggi secondo differenti criteri. Un semplice criterio potrebbe essere basato sul mittente o sul soggetto della e-mail. Anche solo l’uso di questo criterio porterebbe un immediato beneficio all’ordine della vostra cartella di posta. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Un po’ d’ordine tra gli indirizzi</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se avete più indirizzi di posta oppure altri membri della vostra famiglia hanno i loro indirizzi privati ma tutti quanti arrivano nella stessa casella… potete raggiungere insieme un po’ d’ordine e di armonia. Outlook Express rende possibile la creazione di regole messaggi basate sull’account di posta al quale un messaggio è stato spedito. Per esempio potete creare una semplice regola per spostare tutte le e-mail ricevute dall’account di vostro figlio Paolo: paolo@hotmail.com nella sua cartella Hotmail Paolo; ogni messaggio ricevuto da vostra moglie Lisa, lisa@yahoo.com nell’apposita cartella Yahoo Lisa. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Attenzione all’ordine</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">È possibile creare alcune Regole messaggi davvero complicate ma questo potrebbe rendere difficile tenere traccia di tutte. Anche per questo è importante dare un nome significativo alle vostre regole. Una lista di regole che si chiamano Regola 1, Regola 2 etc. non è molto utile e rende difficile capire quali comportamenti avete già previsto nelle regole già create. Una volta create le regole, diventa importante l’ordine in cui queste verranno applicate alle e-mail in ingresso. Se ad esempio avete una regola che sposta tutti i messaggi inviati a Paolo nella cartella Paolo e un’altra regola che sposta tutti i messaggi che arrivano dalla banca nella cartella Banca, un messaggio spedito a Paolo dalla banca finirà in una cartella o nell’altra a seconda di quale delle due regole viene eseguita per ultima. È chiaramente possibile spostare le regole modificandone l’ordine di applicazione e risolvere i problemi di questo genere. Ma, ancora meglio, potete decidere che se un messaggio soddisfa i requisiti della vostra regola più importante, i messaggi non debbano più essere considerati da altre regole; questo è possibile con l’opzione Interrompi l'elaborazione di ulteriori regole. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>All’opera </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le Regole Messaggio operano in modo automatico quindi una volta create non dovrete fare nient’altro. Se la vostra casella di posta è ormai strabordante di messaggi, potete applicare le regole ai messaggi già presenti, riordinando anche questi in un unico gesto. Questo è anche il modo più comodo e sicuro di mettere alla prova le vostre regole e verificare che lavorino come vi aspettavate. Potete anche decidere di non applicare regole già create deselezionandole nella lista nella finestra delle regole, e se siete certi di non averne più bisogno potete anche cancellarle. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Crea le tue Regole</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Creare una semplice Regola messaggi per spostare i messaggi in arrivo da una persona particolare in una cartella specifica </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="310" alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/1.jpg" width="400" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Iniziate aprendo Outlook Express e create una nuova cartella cliccando con il tasto destro del mouse su Posta in arrivo>Nuova Cartella. Quando appare la finestra di dialogo date un nome alla cartella e premete OK. Potete anche creare una cartella all’interno di un’altra. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="396" alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/step2.jpg" width="400" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionate Regole messaggi e poi Posta Elettronica dal menu Strumenti, poi Nuova all’interno della finestra che appare. Spuntate la casellina vicino a In cui la casella Da contiene contatti sotto le Condizioni della regola, poi spuntate anche la casellina Sposta il messaggio nella cartella specificata nelle Azioni da effettuare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/step3.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Sotto, all’interno di Descrizione regola, cliccate sul testo blu sottolineato contiene contatti e, nella finestra che appare, scrivete l’indirizzo del mittente da controllare e premete Aggiungi. In alternativa cliccate su Rubrica e selezionate uno o più contatti esistenti. Premete infine OK. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/step4.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Sempre sotto Descrizione regola, cliccate sul testo blu sottolineato specificata. Quando appare la finestra di dialogo selezionate una cartella dove spostare i messaggi dalla persona o dalle persone scelte al passo 3. Cliccate su OK. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/step5.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Scrivete il nome della regola nella finestrella Nome regola in fondo alla finestra delle regole e premete OK. Ora potete creare altre regole premendo il pulsante Nuova e ripetendo i passi da 2 a 4. Potete visualizzare le regole esistenti con il pulsante Modifica. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20071008 - Filtrare la posta/step6.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le regole verranno applicate a ogni nuovo messaggio di posta. Per applicarle ai messaggi preesistenti nella cartella di posta in arrivo premere il pulsante Applica. Selezionate le regole da applicare e premete Applica.</font></p>

<br> </br>
By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a73/filtrare-la-posta-elettronica.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=73</guid>
	<dc:date>2007-10-08T06:38:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Creare icone personalizzate]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="170" alt="Persoanlizzare le proprie icone" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/apertura.jpg" width="253" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Quasi certamente sapete gi&agrave; come cambiare l&rsquo;immagine di sfondo di Windows, ma sapete anche che &egrave; possibile personalizzare l&rsquo;aspetto di qualunque icona? Pensate quanto pu&ograve; diventare accattivante l&rsquo;ambiente Windows modificando, per esempio, il look delle solite cartelle o quello dei collegamenti presenti nel desktop. Metterlo in pratica, tra l&rsquo;altro, &egrave; pi&ugrave; facile di quanto pensiate, soprattutto ricorrendo a programmi come SnIco Edit (<a href="http://www.snidesoft.com">www.snidesoft.com</a>). </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Uno dei motivi per cui l&rsquo;ambiente Windows &egrave; cos&igrave; facile da usare, &egrave; che tutto viene rappresentato graficamente, e le icone fanno parte di questo tipo di impostazione. Windows sfrutta le icone per identificare file che altrimenti dovreste rintracciare basandovi solo sul loro nome. Anche le miniature nelle barre degli strumenti, per esempio, non sono altro che icone, cos&igrave; come molti altri elementi di Windows rappresentati da piccole immagini grafiche. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Piccolo &egrave; bello</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nonostante le ridotte dimensioni, le icone possono esibire immagini anche molto dettagliate. Queste dimensioni possono variare da un minimo di 16x16 fino a un massimo di 64x64 pixel, il che permette una certa flessibilit&agrave;. Certo, nella risoluzione minima qualunque rappresentazione grafica pu&ograve; diventare una sfida, ma comunque non impossibile. Ottenere risultati di rilievo pu&ograve; essere paragonato a una vera e propria arte della miniatura, fisicamente paragonabile alla creazione di mosaici con piccoli tasselli colorati. Le icone sono tradizionalmente quadrate, ma nulla impedisce che si realizzino con altre forme. Il trucco consiste nell&rsquo;assegnare alle icone degli sfondi trasparenti che mostrino il desktop sottostante. Cos&igrave;, per esempio, se si rende trasparente lo sfondo attorno al disegno di un cerchio, l&rsquo;icona apparir&agrave; circolare piuttosto che quadrata con un cerchio al suo interno. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Occhio ai dettagli</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">La dimensione pi&ugrave; usata per le icone &egrave; di 32x32 pixel. Considerato lo spazio, per una corretta rappresentazione grafica occorre usare alcune precauzioni. Sono da evitare, per esempio, elementi di testo che vadano al di l&agrave; di semplici iniziali, cos&igrave; come immagini fotografiche troppo ricche di dettagli. In quest&rsquo;ultimo caso, preferite il primissimo piano di un viso a una foto di gruppo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="278" alt="Con SnIco Edit si può trasformare qualunque immagine in un icona" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/import.jpg" width="400" /></font></p>
<p align="center"><font size="2"><font size="1">Con SnIco Edit si pu&ograve; trasformare qualunque immagine in un&rsquo;icona</font> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>CREARE UNA NUOVA ICONA</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">SnIco Edit permette di elaborare le icone utilizzando strumenti tipici degli editor grafici. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="303" alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 1.jpg" width="400" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Avviate SnIco Edit e, solo la prima volta che lo usate, selezionate Options, poi Languages e infine Italiano per impostare la nostra lingua. Un messaggio vi avviser&agrave; che &egrave; necessario riavviare il programma: premete OK e lanciatelo di nuovo. Dal menu Opzioni scegliete Scarica lingue per controllare se vi siano nuove versioni del linguaggio. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 2.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite il menu File e scegliete Nuova icona veloce. Si aprir&agrave;, tra le altre, una finestra con una griglia di 32x32 piccoli quadrati che rappresentano i singoli pixel dell&rsquo;icona. Tutto ci&ograve; che si disegner&agrave; all&rsquo;interno della griglia former&agrave; la grafica dell&rsquo;icona: cliccando con il pulsante sinistro si user&agrave; il colore di primo piano, con quello destro il colore di sfondo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 3.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se non &egrave; gi&agrave; attiva, aprite la tavolozza dei colori usando il menu Finestra, poi la voce Mostra tavolozza. Nella finestra dei colori, cliccate in alto a destra sul riquadro di sinistra e poi sul colore nero: questo sar&agrave; il colore in primo piano del disegno. Cliccate sul quadrato di destra, che seleziona il colore di sfondo, e poi su un giallo. </font></p>
<p align="center"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 4.jpg" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Cliccate, nella barra di strumenti verticale, sulla sesta icona dall&rsquo;alto e scegliete il cerchio. Nella finestra Imposta strumenti (se non &egrave; presente usate Finestra/Mostra strumenti) attivate sia Riempito che Bordati. Cliccate nella griglia e trascinate il mouse per tracciare il cerchio. Se non riuscite a centrarlo bene nella griglia, premete [Ctrl+Z] e ricominciate. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 5.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Usate la stessa tecnica del passo precedente e gli strumenti pennello e penna per disegnare altri dettagli, correggendo eventuali errori con il pulsante destro del mouse o con [Ctrl+Z]. Selezionate Riempimento (il secchiello), nella tavolozza Colori attivate Trasparente e cliccate in un punto della griglia esterno al cerchio fino a uniformare lo sfondo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070921 - Icone personalizzate/snico 6.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionate File/Salva icona per salvare l&rsquo;icona come file .ico. Cliccate col pulsante destro sul file o sulla cartella di cui volete cambiare l&rsquo;icona, scegliete Propriet&agrave;, poi Collegamento e infine Cambia Icona. Nella nuova finestra usate Sfoglia per rintracciare l&rsquo;icona creata, selezionatela con un clic, premete il pulsante Apri e poi sempre OK. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Modifica delle icone esistenti</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Sfruttando le risorse di SnIco Edit si pu&ograve; andare oltre il disegno ex novo di un&rsquo;icona. Il programma consente infatti di trasformare facilmente in icona qualunque immagine, per di pi&ugrave; in modo totalmente automatico: &egrave; sufficiente usare la voce di menu File/Importa e seguire la semplicissima procedura guidata proposta dal software. Ricordate che immagini con sfondi troppo complessi si traducono, di solito, in icone poco significative. Se necessario, usate dunque gli strumenti matita o riempimento per coprire lo sfondo con un colore solido. Quanto alle dimensioni finali dell&rsquo;icona, di norma una definizione di 32x32 oppure 48x48 pixel &egrave; lo standard ideale.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a72/icone-personalizzate.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=72</guid>
	<dc:date>2007-09-21T07:50:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Gli strumenti di Word come tu li vuoi]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><img height="562" alt="Personalizza le toolbar di word" src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/apertura.jpg" width="400" /></p>
<p align="justify"><font size="2">La barra degli strumenti è indispensabile per utilizzare ogni applicazione in modo produttivo. È anche vero però che alcune applicazioni hanno un numero di strumenti elevato spesso completamente inutilizzati. Molti programmi tuttavia consentono di personalizzare la propria toolbar, in modo tale da renderla più efficiente. Vediamo, per esempio, come sistemare, in base alle proprie esigenze, la barra degli strumenti di Word. La maggior parte delle operazione che vengono avviate da menu, potrebbero essere eseguite con un paio di clic in meno se si dispone di una toolbar personalizzata. Se si potessero sommare tutti questi clic nell’arco della giornata si capirebbe anche quanto tempo saremmo in grado di risparmiare. In pratica più si utilizza un determinato programma, maggiore sarà l’esigenza di organizzare la propria toolbar. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Cosa scegliere</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le toolbar sono realizzate appositamente per raggruppare le funzioni più comuni, in modo tale da non doverle cercare disperatamente attraverso i vari menu. Per attivare le toolbar è necessario posizionarsi sull’unica toolbar che non si può eliminare, ovvero la barra dei menu che si trova nella parte alta dello schermo; doppio clic con il tasto destro in qualsiasi punto della sbarra e si apre un menu a tendina da cui è possibile aprire tutte le toolbar disponibili. Ma non lasciatevi trasportare dall’entusiasmo o finirete per riempire lo schermo di strumenti che non vi servono. Per vedere le possibilità di personalizzazione dei menu è sufficiente fare doppio clic con il tasto destro sulla toolbar o selezionare la voce Personalizza dal menu Strumenti. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>A portata di mano</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Microsoft Office è ampiamente personalizzabile e la barra degli strumenti all’interno di ogni programma può essere ridotta e modificata. Se passate la maggior parte del vostro tempo davanti al PC, utilizzando Word, può essere utile spendere un po’ di tempo per personalizzare la barra dei menu o per crearne una nuova che mostra solo gli strumenti che si usano regolarmente. Una toolbar ben strutturata può rendere un programma come Word più facile da utilizzare. Ci sono così tante opzioni sul display che riuscire a liberarsi di quelle inutilizzate rende l’insieme più semplice da consultare. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Figura 1 - Un affollamento indistinguibile di toolbar! " src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/figura 1.jpg" width="400" /></font></p>
<p align="center"><font size="1">Figura 1. Un affollamento indistinguibile di toolbar! </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Personalizzare le toolbar </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Perché accontentarsi della barra degli strumenti standard di Word quando è possibile crearne una del tutto personalizzata? </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">All’interno di Word, clic con il tasto destro in un punto qualsiasi di una toolbar. Apparirà un menu a tendina in cui selezionare la voce Personalizza. A questo punto scegliere Barre degli strumenti e nella lista che compare spuntare le voci Standard e Formattazione per visualizzare le relative toolbar. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 2.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Cliccare sul tasto Nuova per creare una nuova toolbar. Digitate il nome che desiderate dare alla vostra toolbar, OK per confermare. A questo punto vedrete comparire la nuova toolbar, ancora vuota, nella finestra di Word. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 3.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lo step successivo è quello di inserire nella barra le icone necessarie trascinandole dalle toolbar Standard e Formattazione. Una sorta di cursore segnala di volta in volta dove verranno inserite le icone. Sarà necessario spostare toolbar e finestre di dialogo per vedere le toolbar nascoste. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 4.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">È possibile, inoltre, spostare le icone all’interno della toolbar semplicemente trascinandole. È possibile poi eliminare icone che non ci servono più con la stessa semplicità, ovvero trascinandole fuori dalla toolbar sulla finestra di Word. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 5.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Passiamo a questo punto al menu Comandi sempre nella finestra di dialogo Personalizza. È possibile trascinare sulla nuova barra interi menu o singole voci. Nell’elenco di sinistra trovate i vari menu mentre a destra sono elencati i comandi. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070911 - Toolbar/STEP 6.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Tornate al menu Barre degli strumenti e togliere il segno di spunta a tutti i menu che non volete appaiano sullo schermo. A questo punto trascinate la vostra toolbar in cima alla finestra di Word. Cliccare su Chiudi per chiudere la finestra di dialogo. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Toolbar Nascoste</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Niente paura! È sempre possibile mostrare di nuovo a video le toolbar nascoste. È sufficiente, infatti, selezionare le toolbar desiderate, nella finestra di dialogo Personalizza, e cliccare sul tasto Reimposta. Verrà così ripristinata la “configurazione” originale. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Salvare le toolbar</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Word archivia le toolbar personalizzate come file Normal.dot; potrete così cercare e copiare questi file per fare un backup delle vostre toolbar personali. Excel, invece, archivia le nuove toolbar utilizzando l’estensione .xlb. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Non solo toolbar</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il menu Personalizza è in grado di gestire trasformazioni più radicali. Nel menu Comandi cliccare sul bottone Ridisponi Comandi e nella finestra che appare selezionare il menu che si desidera modificare. Individuare un comando e cliccare su Modifica Selezione, potrete scegliere tra un elenco di nuove opzioni tra cui anche una divertente raccolta di icone.</font></p>
<br></br>
By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a71/toolbar.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=71</guid>
	<dc:date>2007-09-11T08:49:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Backup dei dati senza fatica (Seconda Parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Seconda parte della carrellata dedicata alla sicurezza dei propri dati, dedicata al trasferimento guidato e all’utility di backup di Windows. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Il trasferimento guidato di file e impostazioni</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: CD-ROM, DVD o disco esterno </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Almeno una volta al mese </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Dipende tutto dal numero di file da copiare </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: Ottimo metodo per salvare quanti più dati possibile in modo semplice </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: Se si salvano tutti i file, occorrerà molto spazio e molto tempo </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il trasferimento guidato di file e impostazioni, disponibile solo con Windows XP, è un’utility integrata nel sistema operativo nata con lo scopo di facilitare la migrazione da un PC all’altro. In sostanza, si occupa di copiare le impostazioni dei programmi e tutti i file importanti, e può essere utilizzata proficuamente anche come strumento di backup. Il primo passo-passo che trovate in questo articolo è dedicato proprio a questa utility, quindi non descriviamo qui a parole il procedimento, ma ci limitiamo a dare alcuni suggerimenti per l’utilizzo. Innanzitutto, la facilità d’uso è massima se si utilizzano, per i propri file, le cartelle predefinite di Windows, cioè la cartella documenti e le sottocartella al suo interno. L’utility, infatti, include sempre la cartella Documenti e il ripristino avviene sempre verso queste cartelle. L’abitudine di tenere tutti i documenti importanti nello stesso punto ci garantisce, in ogni caso, di non dimenticarci nulla, quindi che sia quella predefinita di Windows o una qualsiasi altra, è sempre una buona idea. Se decidete di utilizzare questa utility per il backup anche di tutti i vostri file, compresi MP3 e filmati, lo spazio richiesto potrà essere molto elevato (tenete presente che la compressione di file già compressi come l’MP3 o l’MPEG è minima o nulla, quindi 1 GB di MP3, poniamo, creeranno un file di backup di circa 1 GB). Consigliamo quindi, in questo caso, di utilizzare una seconda partizione presente sul disco, un disco rigido esterno oppure un masterizzatore DVD. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><strong>Trasferire file e impostazioni</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="274" alt="Il trasferimento guidato di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/1-1.jpg" width="352" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Avviate l’utility (Start > Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Trasferimento guidato file e impostazioni). Premete Avanti, selezionate Vecchio computer, quindi ancora Avanti. Si arriverà a questa schermata, in cui dovrete scegliere Altro e specificare, come destinazione, una cartella opportuna (ad esempio C:\backup). Se non esiste, verrà creata automaticamente. </font></p>
<p align="center"><img height="274" alt="Il trasferimento guidato di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/1-2.jpg" width="351" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Premete ancora Avanti. Si arriverà a questa schermata, in cui dovrete scegliere File e impostazioni. Ricordatevi di spuntare anche la casellina in basso Consenti selezione di un elenco personalizzato … per avere la possibilità di inserire file e cartelle aggiuntive. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="273" alt="Il trasferimento guidato di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/1-3.jpg" width="351" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Windows include automaticamente le impostazioni di tutti i programmi che conosce e il contenuto della cartella Documenti, mentre altre eventuali cartelle personali dovranno essere aggiunte manualmente premendo il pulsante Aggiungi cartella o Aggiungi file, sulla sinistra. Premete ancora Avanti per iniziare la copia. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="273" alt="Il trasferimento guidato di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/1-4.jpg" width="351" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Al termine, bisognerà salvare il contenuto della cartella C:\backup su un supporto diverso dal disco in uso (CD/DVD o un disco esterno). Per ripristinare i dati, bisognerà invece ripartire dal punto 1 scegliendo, questa volta, Nuovo computer. Come origine dei dati da ripristinare, bisognerà scegliere Altro e specificare il percorso dei file di backup appena creato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Spostare la cartella Documenti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: Nessuno </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Una volta (è una modifica permanente) </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Dipende tutto dal numero di file nella cartella Documenti </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: Una sicurezza in più, senza alcun fastidio </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: Inefficace di fronte a guasti del disco rigido </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Abbiamo detto nel paragrafo precedente che è una buona idea tenere tutti i file in una stessa cartella (eventualmente creando sottocartelle al suo interno per ordinare meglio i file), ad esempio la Documenti di Windows. Meglio ancora se questa cartella non è nella stessa partizione del sistema operativo; è possibile, infatti, che un guaio di tipo software alla partizione principale, anche tanto grave da rendere impossibile il riavvio del sistema, risparmi le partizioni successive. Si potrà allora reinstallare a cuor leggero il sistema su C:\ sapendo che i propri dati sono al sicuro su D:\. Non si tratta di un vero e proprio backup, ma è comunque una sicurezza in più che non costa nessuna fatica, quindi perché no? Per cambiare la posizione della cartella Documenti, cliccare col pulsante destro sull’icona della cartella Documenti (che è una cartella speciale per Windows) e scegliere Proprietà. Se non è presente sul desktop, si può trovare nel menu Start, e si può cliccare col destro anche quell’icona. Dalla schermata che apparirà, premere il pulsante Sposta e scegliere una nuova destinazione su una partizione diversa, ad esempio una cartella tipo “mieidocumenti” creata appositamente sulla partizione E:\ come nella figura mostrata in queste pagine. NOTA: L’operazione richiede uno spostamento di tutti i file presenti nella cartella originaria, quindi può richiedere anche molto tempo se la mole di dati è notevole. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Il backup classico</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: CD/DVD o disco esterno </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Almeno una volta al mese </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Il primo backup potrà durare ore, i successivi saranno molto più brevi. </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: Il backup classico garantisce i propri dati al di la di ogni ragionevole dubbio. </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: E’ più laborioso di altri metodi </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Quando si tratta di copiare gruppi di file che non vengono modificati spesso, come possono essere le cartelle di foto o le canzoni MP3 (a cui generalmente se ne aggiungono di nuove senza modificare le esistenti), la semplice copia su un altro supporto non è la via migliore. Questo perché si andrebbe, nel caso, a sovrascrivere ripetutamente gli stessi file con notevole spreco di tempo e senza alcun beneficio. Molto meglio, in questi casi, affidarsi a utility di backup, che hanno due caratteristiche salienti: la capacità di copiare selettivamente solo i file nuovi e modificati, e la possibilità di impostare delle pianificazioni in modo che il lavoro venga svolto in automatico. Una di queste utility viene fornita con Windows XP, e le dedicheremo un passo-passo. Attenzione però: solo con Windows XP Professional l’utility viene installata di serie e si trova in Start >Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Backup. Nel caso di XP Home Edition, è presente sul CD ma non viene installata. Per rimediare, sfogliate il contenuto del CD di Windows XP Home fino alla cartella \VALUEADD\MSFT\NTBACKUP e fare doppio clic sul file ntbackup.msi. Ultima avvertenza: il backup di Windows non gestisce direttamente i masterizzatore, quindi la strada migliore, se non si dispone di un disco esterno o di una seconda partizione, è quella di creare una cartella di backup in C:\, ad esempio C:\mieibackup, e creare momentaneamente il file di backup in quella posizione per poi masterizzarlo su CD o DVD. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><strong>Il backup classico di Windows XP</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Avviate il backup, premete Avanti e scegliete di effettuare un backup, quindi ancora Avanti. Scegliete ora la modalità di backup. Le prime due sono molto simili, come effetto, al trasferimento guidato, la terza copierebbe inutilmente anche i programmi, quindi scegliete l’ultima opzione e premete Avanti. </font></p>
<p align="center"><img alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-2.jpg" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionate, spuntando la cartella interessata (a sinistra) o i singoli file che contiene (a destra, dopo averla selezionata) cosa includere nel backup. Qui si apprezza la praticità di conservare su disco tutti i file personali, comprese cartelle, in una sola, apposita cartella di livello più alto, che contenga tutto il resto. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Al passo successivo, scegliete la destinazione premendo il tasto sfoglia e date un nome al backup. Tutto verrà compresso in un unico file dal nome scelto qui. Dato che il file sarà verosimilmente molto grosso, scegliete la partizione o il disco con più spazio a disposizione. Premete ancora Avanti per proseguire. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-4.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella schermata successiva premete il pulsante Avanzate in modo da poter scegliere, in questa schermata, la modalità di backup Incrementale. Questo farà sì che ai successivi backup vengano copiati solo i file nuovi o modificati dall’ultimo backup. Premete Avanti più volte senza modificare nulla per iniziare subito il backup. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-5.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">VARIANTE: Se, tornando al punto 4, vi fermate all’ultima schermata prima del riepilogo finale, potrete scegliere di eseguire il backup in seguito. Selezionate questa opzione, quindi premete Imposta pianificazione per pianificare backup a intervalli regolari, ad esempio una volta alla settimana come mostrato. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="L'utility di backup di Windows" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/4-6.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per il ripristino è sufficiente fare un doppio clic sul file di backup creato. Si aprirà l’utility, con questa schermata in cui dovrete selezionare a sinistra il backup da ripristinare (se ce n’è più di uno) e a destra i singoli file, casomai ve ne servano solo alcuni. Al termine, vi ritroverete i file nella loro posizione originaria.</font></p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a70/backup-dei-dati-senza-fatica--parte-2.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=70</guid>
	<dc:date>2007-08-28T09:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[A ciascuno il suo Windows: creare e utilizzare account separati ]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2"><img height="53" alt="Utenti diversi possono usare lo stesso PC, ciascuno con le proprie impostazioni." hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/apertura.jpg" width="157" align="left" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se in famiglia usate uno stesso computer, vi sarà già capitato di trovare il vostro sfondo preferito sostituito da un altro, o del nuovo software installato senza il vostro permesso. Ma esiste una risorsa per tenere lontani amici e parenti dalle vostre preferenze senza tuttavia impedire loro di usare il PC: gli account utente. Assegnandone uno per ogni persona che può accedere al computer, i loro file resteranno ben distinti dai vostri, e in più potranno personalizzare il loro desktop senza intaccare il vostro. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Cosa sono gli account</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">L’idea degli account è nata nei computer in ufficio. Tutti gli utenti che usano il computer dispongono di un nome e di una password (facoltativa): quando accedono al Pc immettono questi due dati, un processo chiamato log in, e in tal modo potranno vedere solo i loro file, non quelli degli altri. Windows XP permette di creare tre diversi tipi di account utente: Amministratore, Limitato e Guest. L’Amministratore è, per così dire, signore e padrone del computer: ha pieno accesso a tutti i suoi file e alle sue configurazioni, e può installare o rimuovere programmi. Nei sistemi Windows XP deve obbligatoriamente esserci almeno un amministratore, ma non è necessario che sia sempre attivo. Potete creare e usare un account Limitato, e accedere come Amministratore solo quando ne avete bisogno. Gli account limitati sono rivolti a un uso quotidiano del computer, con possibilità molto basse di accedere a risorse di Windows in grado di danneggiare il sistema. Un utente con account Limitato ha accesso solo ai suoi file e cartelle, e non può installare nuovi programmi. In compenso, può personalizzare certi aspetti di Windows come il menu Start e il desktop, per cui le applicazioni gireranno come se l’utente fosse l’unico titolare del computer. L’account Guest è praticamente uguale a quello Limitato, serve solo per consentire un accesso al computer a chiunque non abbia un proprio account. Così, se un vecchio zio venisse a trovarvi e chiedesse di usare il vostro PC, l’accesso Guest non solo garantirebbe l’impossibilità di cancellazioni involontarie, ma eviterebbe anche di dovere creare un nuovo account per lui. L’account Guest, come impostazione predefinita, è disattivato. Se volete renderlo disponibile, accedete a Start/Impostazioni/Pannello di controllo, aprite Account utente, cliccate su Guest e poi sul pulsante Attiva l’account Guest. Quando si crea un account Limitato non è obbligatorio crearne una password, ma l’utente, se vuole, può crearne una autonomamente. Come Amministratori, comunque, avrete sempre la facoltà di cambiare o rimuovere questa password, per cui non sarete mai tagliati fuori dal controllo sull’utente. E, in tema di password, è opportuno crearne sempre una per il vostro account di Amministratore, per evitare che altre persone possano assumere questo privilegio. Per farlo, usate la finestra principale di Account Utente. Vi sarà anche chiesto se volete proteggere i vostri documenti: scegliete Sì. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Accesso totale</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">In qualità di Amministratori, avrete accesso a file e cartelle di chiunque. Per constatarlo, create un account Limitato mentre siete connessi come Amministratori e aprite Risorse del computer. Vedrete una cartella Documenti con aggiunto il nome del vostro account, e quelle di ogni altro account. Ora sconnettetevi, e accedete al sistema usando un account Limitato e aprite di nuovo Risorse del computer: vedrete solo la cartella Documenti dell’utente con accesso limitato. Tutti gli utenti vedranno anche una cartella di nome Documenti condivisi, utile per memorizzare file che potranno essere usati anche dagli altri. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 277px" height="275" alt="L'opzione account utente del pannello di controllo" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/utente.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="center"><font size="2"><font size="1">L’opzione Account Utente, rintracciabile nel Pannello di Controllo.</font> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Tasti rapidi</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se è attivata l’opzione Cambio rapido utente, si può passare da un account all’altro semplicemente premendo i tasti [Windows]+[L]. Il passaggio non chiude le applicazioni attive, che vengono ripristinate non appena si torna all’account precedente. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Eseguire il software come amministratore</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Occasionalmente, può capitare che un utente con accesso limitato non riesca a usare o installare qualche programma importante. In qualità di amministratore, potete aggirare questa restrizione cliccando (nella sessione dell’account limitato) con il pulsante destro sul collegamento del programma in questione, per esempio nel menu Start, poi scegliere Proprietà, selezionare la linguetta Collegamento e cliccare sul pulsante Avanzate. Nella nuova finestra attivate Esegui con altre credenziali e OK. Ora lanciate il programma e, nella finestra che apparirà, selezionate Utente seguente. Digitate nome e password dell’Amministratore, cliccate su OK in ogni finestra e il programma si attiverà. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>ABILITARE NUOVI UTENTI</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="296" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/account 1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Accedete al Pannello di controllo usando la voce Impostazioni del menu Start e cliccate due volte sull’icona Account utente. Nella finestra che apparirà, cliccate su Crea nuovo account. Nella nuova finestra digitate un nome per il nuovo utente e cliccate su Avanti. Scegliete il tipo di accesso da assegnare (Amministratore di computer oppure Limitato) e cliccate sul pulsante Crea account. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="290" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/account 2.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dovreste ritrovarvi nella pagina Account utente, in caso contrario cliccate sull’icona Home Page in alto nella finestra. Per passare da un utente all’altro senza chiudere alcuna applicazione, cliccate su Cambia modalità di accesso e disconnessione, selezionate Utilizza Cambio rapido utente e cliccate su Applica opzioni. Si potrà così passare a un altro utente usando il menu Start/Disconnetti e scegliendo Cambia utente. </font></p>
<p align="center"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/account 3.jpg" align="middle" alt="" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Per creare o modificare una password, cliccate su un account nella finestra principale Account utente e poi su Crea una password o Cambia password. Digitate la password e confermatela. Se volete, nel riquadro in basso potete digitare una parola o frase che servirà da suggerimento in caso di dimenticanza. Quest’ultima sarà visibile a chiunque tenti un accesso, per cui non deve essere troppo ovvia. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Account/account 4.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Si può personalizzare la schermata di accesso cambiando l’immagine che appare accanto al nome di ogni utente. Aprite la pagina principale Account utente, cliccate su Modifica account, poi sul nome dell’account da modificare e nella nuova finestra scegliete Cambia immagine. Potete bicliccare su una delle immagini proposte da Windows oppure sceglierne una vostra cliccando su Cerca altre immagini.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a68/account-separati.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=68</guid>
	<dc:date>2007-07-19T12:14:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Firefox, il browser (gratuito) alternativo a Internet Explorer]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Internet Explorer  il browser che viene fornito con Windows. Ne  addirittura una componente fondamentale.  naturale, quindi, che sia il programma pi utilizzato da chi voglia navigare su internet. C per da dire che Internet Explorer 6, la versione attualmente pi diffusa,  un programma che ha gi qualche anno, e pur funzionando bene ha alcune mancanze abbastanza gravi. In alternativa allupgrade alla versione 7 , proviamo ad usare un altro browser. </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Firefox  un programma sviluppato dalla Mozilla Foundation. Questa comunit  nata tempo fa per sviluppare un browser, Mozilla appunto, creato dalla costola dellormai defunto Netscape Navigator. Mozilla  divenuto molto popolare col tempo tra la comunit del software libero, essendo un browser multipiattaforma (disponibile per Windows, Linux, MacOS e altri) molto completo e funzionale. Quello che mancava a Mozilla, per, era un po di leggerezza. Perch un browser diventi popolare, infatti, deve essere molto semplice, veloce e user-friendly. Ecco quindi le direttive per un nuovo browser, ed ecco Firefox. Una grafica rinnovata, un bel po di chicche e novit. Tutto questo a costo zero, nella buona tradizione dei software open source. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Le caratteristiche</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Una cosa che forse  invisibile ai pi  la perfetta aderenza di Firefox agli standard dettati dal W3C, il consorzio che definisce gli standard HTML, CSS, XML e altri. Uno sviluppatore di pagine web che utilizzi bene queste tecnologie, infatti, trova in Firefox un perfetto interprete dei propri lavori, dove invece molto spesso Internet Explorer commette degli errori. Un esempio semplice  quello dei file PNG trasparenti. Firefox li mostra addirittura con le trasparenze parziali, se queste ci sono, mentre Explorer mette un fondo grigio ovunque non ci sia colore. Unaltra caratteristica interessante di Firefox  la possibilit di utilizzare le estensioni. Sono questi dei piccoli plug-in sviluppati spesso dagli utenti, che permettono i pi svariati miglioramenti al browser. Troverete di seguito, come esempio, lutilizzo di un plug-in in grado di eliminare la pubblicit dalle pagine web. Per di pi Firefox  completamente personalizzabile. I pulsanti, ad esempio, possono essere aggiunti, eliminati e spostati. Per facilitare le ricerche, poi, a fianco della barra degli indirizzi troviamo una casella di testo per compiere ricerche su diversi motori. Altra caratteristica rispetto a IE6  il tabbed browsing. In pratica permette di visualizzare (tramite il tasto destro) i link delle pagine in schede che non vanno a sostituirsi alla pagina visualizzata al momento, ma vengono posti sotto di essa. Tramite le linguette nella barra di navigazione si pu passare da una pagina allaltra. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Non  tutto oro</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Firefox  un ottimo programma, considerato anche il fatto che sia completamente sviluppato dagli utenti per gli utenti. Un grosso difetto, per,  la sua lentezza: Internet Explorer risulta molto pi veloce a scaricare e visualizzare i contenuti dal web. Non  inoltre esente da blocchi ed errori, e nemmeno da problemi di sicurezza. Le patch, per, sono frequenti, perch chiunque pu guardare il codice sorgente del programma e cercare di individuarne gli bachi. E laggiornamento  automatizzato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Navigare senza pubblicit</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Alla ricerca di AdBlock per Firefox" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070718 - Firefox/1-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lanciate Firefox. Andate alla pagina https://addons.mozilla.org/extensions/moreinfo.php?application=firefox&id=10 Da qui selezionate il link AdBlock e installate il software, quindi chiudete tutte le finestre del browser che avete aperte e riavviate Firefox. In questo modo lestensione viene installata. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Le liste di esclusione di AdBlock" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070718 - Firefox/1-2.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">AdBlock elimina le pubblicit tramite liste di esclusione. Potete eliminare singoli banner selezionandoli col tasto destro e scegliendo Adblock Iimage, quindi confermando con OK. Sono per disponibili liste gi compilate, come mostra il prossimo punto. </font></p>
<p align="center"><img height="300" alt="Liste di esclusione precompilate per AdBlock" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070718 - Firefox/1-3.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Andate alla pagina http://www.pierceive.com/filtersetg/, entrate nella cartella Archivi e scorrete la lista di collegamenti per individuare lultimo aggiornamento. Selezionatelo col tasto destro e scegliete Copia indirizzo. Ora, tra i menu di Firefox, scegliete Strumenti, poi Adblock e ancora Preferences. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Aggiornamento delle liste di esclusione" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070718 - Firefox/1-4.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Allapertura della finestra di dialogo selezionate Adblock Options, poi Import filter. Nella casella Nome file incollate lindirizzo che avevate copiato, selezionate Apri, poi Done nella finestra precedente. In questo modo non vedrete quasi pi pubblicit durante la navigazione. Ripetete la procedura ogni volta che desiderate filtri aggiornati. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a67/alternative-ad-internet-explorer.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=67</guid>
	<dc:date>2007-07-18T15:12:22+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Consigli per il montaggio di video digitali
]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><img alt="Effetto moviola 2" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/2-2.jpg" align="middle" /><img height="296" alt="Ciak! Si gira!" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/apertura2.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Una volta, Alfred Hitchcock disse che il dramma, altro non &egrave; che la vita stessa, senza le sue parti pi&ugrave; scontate. Chiunque si diletti in riprese amatoriali sa bene come molti dei filmati ottenuti non risulti certamente emozionante. Parliamo di quei clip che scorrono lentamente, senza fatti salienti da raccontare e che nulla aggiungono alla nostra storia. Bene, impariamo a utilizzarli componendoli con efficacia, invece di destinarli al cestino! All&rsquo;opposto, all&rsquo;interno delle nostre riprese, avremo sicuramente alcuni clip che rappresentano parti cruciali del racconto che vorremmo mettere in evidenza. Vedremo come rallentare uno spezzone, per generare un effetto di &lsquo;suspance&rsquo;. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Un montaggio a regola d&rsquo;arte</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dopo aver effettuato il montaggio delle sequenze principali, sicuramente avremo ancora diversi clip inutilizzati, che abbiamo scartato in un primo momento, in quanto poco significativi nella narrazione degli eventi. Un modo intelligente per utilizzarli &egrave; quello di realizzare con essi un piccolo montaggio &lsquo;ad hoc&rsquo; che andremo a posizionare nella parte iniziale del nostro film o in quella di chiusura, magari come sottofondo dei titoli e con una buona colonna sonora di accompagnamento. Selezioniamo quindi gli spezzoni di interesse e modifichiamoli in modo che abbiano una durata tra loro simile, pronti per essere montati come vedremo tra poco, con scene dai 5 ai 10 secondi ciascuna. Quando la continuit&agrave; spazio-temporale non risulta fluida, potremo utilizzare delle istantanee di raccordo. Nel montaggio cerchiamo di rispettare alcune regole fondamentali. Prima di tutto a un cambio di sequenza dovrebbe corrispondere una variazione nel soggetto o nel piano di ripresa. Se riprendiamo un primo piano di un soggetto, nel clip successivo evitiamo lo stesso soggetto da un punto macchina vicino: lo spettatore avrebbe una sgradevole sensazione di errore nel taglio. Tra due inquadrature simili dello stesso soggetto inseriamone quindi un&rsquo;altra diversa, magari una panoramica. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>L&rsquo;importanza del ritmo</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Teniamo sempre in considerazione il ritmo di ogni clip: ogni sequenza video ha un suo ritmo interno, dovuto alla velocit&agrave; dell&rsquo;azione rappresentata. Il montaggio ha effetto sul ritmo complessivo del filmato: le caratteristiche dinamiche di ogni clip sono fondamentali per deciderne la collocazione rispetto alle inquadrature precedente e successiva. Oltre che con la dinamicit&agrave; propria di ogni singolo clip, la cadenza di un filmato si pu&ograve; determinare tramite alcune tecniche di montaggio. Alcune di queste sono intensamente utilizzate nella produzione professionale. Vediamone alcune e impariamo a riconoscerle la prossima volta che le osserveremo in un film o in uno spot pubblicitario. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Tipi di &ldquo;attacco&rdquo;</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Una tecnica molto utilizzata &egrave; l&rsquo;attacco sul movimento. Consiste nel tagliare uno spezzone chiave con un altro clip che rappresenta la continuazione diretta dell&rsquo;azione. Applichiamola a uno scontro automobilistico. Immaginiamo un&rsquo;auto lanciata in velocit&agrave; e quindi una frenata al limite; poi il taglio netto e la ripresa che mostra l&rsquo;urto con un altro automezzo. L&rsquo;urto, evento centrale della narrazione, risulta particolarmente evidenziato; la sequenza acquista ritmo e fluidit&agrave;. Un&rsquo;altra tecnica narrativa particolarmente efficace &egrave; il montaggio in soggettiva. Una ripresa in soggettiva &egrave;, naturalmente, una clip in cui lo spettatore ha la medesima visione di un soggetto. Permette di comunicare allo spettatore le stesse informazioni visive del soggetto inquadrato nello spezzone precedente; crea suspance e aiuta a immedesimarsi nell&rsquo;attore. Immaginiamo l&rsquo;inquadratura di un personaggio che si avvicina a una porta, la apre ed ecco il taglio. La ripresa passa in soggettiva e lo spettatore vede l&rsquo;interno dell&rsquo;abitazione. Va comunque utilizzata con moderazione per non generare eccessivo smarrimento. Naturalmente esistono eccezioni di successo: Blair Witch Project &egrave; girato interamente in soggettiva. Infine citiamo il montaggio alternato. Consiste nell&rsquo;alternare l&rsquo;inquadratura di un personaggio che compie una determinata azione in un determinato luogo e l&rsquo;inquadratura di un&rsquo;altro personaggio che si trova in un altro luogo, pi&ugrave; o meno distante. Se l&rsquo;alternanza &egrave; ripetuta lo spettatore ne ricava un&rsquo;impressione di simultaneit&agrave;. E&rsquo; altrettanto utilizzata in letteratura in molti romanzi. L&rsquo;effetto si conclude con i due personaggi che si incontrano in un&rsquo;inquadratura comune. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Azione al rallentatore</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se con il montaggio &egrave; il regista a decidere la velocit&agrave; dell&rsquo;azione, le potenzialit&agrave; del software Media Studio ci vengono in soccorso nel caso si voglia rallentare una parte specifica di un clip. Nostro figlio calcia un rigore in una partita della squadra dei pulcini? Rincorsa del bimbo a velocit&agrave; normale, contatto del piede con il pallone e taglio. Quindi traiettoria del pallone e tuffo del portiere avversario seguiti a velocit&agrave; ridotta fino al goal. Nuovo taglio ed esultanza dell&rsquo;erede a velocit&agrave; normale. Primo piano dei volti per immortalare le emozioni. L&rsquo;effetto moviola, illustrato tecnicamente pi&ugrave; avanti, risulta ovviamente ottimale per le riprese di natura sportiva, ma non solo. E&rsquo; possibile utilizzarlo ogni qual volta si voglia sottolineare che il soggetto &lsquo;vive&rsquo; il tempo dell&rsquo;azione in maniera differenziata o comunque alterata. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La colonna sonora</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Spendiamo quindi qualche parola sulla componente audio del nostro progetto, che riveste un&rsquo;importanza fondamentale per la riuscita del lavoro di montaggio. Una corretta alternanza di sonoro originale e musica &egrave; in genere la soluzione migliore. In alcuni casi &egrave; utile inserire una voce di narrazione che aiuta gli spettatori a seguire e apprezzare il filmato, magari usandola semplicemente come raccordo tra due scene con un repentino cambio di ambientazione. In Video Editor i clip audio si comportano a tutti gli effetti come gli oggetti video. Sono quindi disponibili molti effetti come l&rsquo;eco, la dissolvenza e l&rsquo;eliminazione disturbi. Per attivarli selezioniamo la traccia sonora sulla Timeline a scegliamo la voce &lsquo;Filtri Audio&rsquo; dal menu tasto destro. Nella finestra contestuale scegliamo quindi gli effetti voluti. Anche in questo caso cerchiamo di non esagerare. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>I primi passi di montaggio</strong></font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="360" alt="1 - la scelta degli spezzoni video" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/1-1.jpg" width="345" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il primo passo &egrave; quello di riunire gli spezzoni che vogliamo utilizzare e definire in quale ordine montarli. Non &egrave; necessario presentare i clip nella stessa sequenza temporale in cui li abbiamo filmati, ma l&rsquo;impressione globale deve comunque essere di continuit&agrave;. Cerchiamo di alternare opportunamente campi lunghi e primi piani per conferire variet&agrave; al nostro racconto. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="2 - le istantanee come intermezzo del video" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/1-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se abbiamo difficolt&agrave; a legare armoniosamente due spezzoni per problemi cronologici, potremo avvalerci di semplici istantanee di oggetti e personaggi da posizionare tra le due sequenze. Se utilizziamo molte brevi sequenze, il sonoro originale risulterebbe troppo frammentario: sostituiamolo con un brano musicale di nostra scelta. Utilizziamo dissolvenze lente tra i vari clip. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La Moviola</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"></font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Effetto moviola 1" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/2-1.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Avete girato un filmato sportivo di un amico o di un parente? Ecco come applicare un effetto &lsquo;moviola&rsquo; alle azioni pi&ugrave; spettacolari. Trasciniamo la clip sulla traccia &lsquo;Va&rsquo; della timeline. Ora selezioniamo la parte del video a cui vogliamo applicare l&rsquo;effetto e tagliamone gli estremi. Spostiamo quindi la parte successiva della clip verso destra, in modo da creare spazio utile. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="270" alt="Effetto moviola 2" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/2-2.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Disaccoppiamo ora l&rsquo;audio relativo allo spezzone di interesse: l&rsquo;audio rallentato produce spesso un sonoro decisamente sgradevole. Selezioniamo la traccia audio con il tasto sinistro e facciamo un clic destro su di essa. Dal menu contestuale che appare scegliamo la voce &lsquo;dividi&rsquo;. Saltiamo tutto il passo 2 solo se vogliamo rallentare anche gli eventuali dialoghi tra i personaggi. </font></p>
<p align="center"><img height="270" alt="Effetto moviola 3" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/2-3.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezioniamo nuovamente la traccia video da rallentare e scegliamo la voce &lsquo;Velocit&agrave;&rsquo; dal menu che si apre con il tasto destro del mouse. Nella nuova finestra che compare scegliamo quindi la percentuale di velocit&agrave; che vogliamo ottenere, considerando che 100% &egrave; il valore originale. Abitualmente si ottengono buoni risultati con valori tra il 20 e il 30%, a seconda del contesto. </font></p>
<p align="center"><img height="221" alt="Effetto moviola 4" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/2-4.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Non preoccupiamoci di procedere per tentativi, nessuna di queste operazioni &egrave; definitiva. Se non siamo soddisfatti dei risultati, potremo ripetere il passo 3 a piacimento. Scegliamo quindi il tasto &lsquo;OK&rsquo;. Se ci rimane sulla Timeline dello spazio vuoto non ci resta che spostare lo spezzone successivo a quello rallentato trascinandolo verso sinistra. Ecco il nostro &lsquo;replay&rsquo; fatto in casa. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Mixaggio Audio e volume</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="96" alt="mixaggio audio 1" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/3-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un aspetto interessante del tool di Mixing Audio &egrave; la possibilit&agrave; di raggruppare tra loro diverse tracce sonore in modo da definire un&rsquo;unica impostazione audio. Iniziamo inserendo le clip sonore di nostra scelta nella Timeline. Scegliamo quindi la voce &lsquo;Pannello di Mixing Audio&rsquo; dal menu a discesa &lsquo;Finestra&rsquo;. La modalit&agrave; &lsquo;layout di traccia&rsquo; &egrave; l&rsquo;impostazione predefinita. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="mixaggio audio 2" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/3-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per raggruppare i nostri clip, selezioniamo il pulsante &lsquo;Opzioni&rsquo;, l&rsquo;ultimo a sinistra sotto la barra del titolo della finestra, e scegliamo la voce &lsquo;Impostazione albero gruppo&rsquo;. Nella nuova finestra di dialogo selezioniamo quindi le tracce da raggruppare. Come di consueto la selezione multipla si ottiene con l&rsquo;utilizzo del tasto CTRL o del tasto Maiuscolo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="mixaggio audio 3" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/3-3.jpg" align="middle" />&nbsp;</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezioniamo quindi il pulsante &lsquo;Raggruppa&rsquo; per includere in un primo gruppo le tracce selezionate. Analogamente utilizziamo il tasto &lsquo;Separa&rsquo; per escludere dal gruppo alcuni clip. Infine premiamo il pulsante &lsquo;OK&rsquo; per confermare le scelte eseguite. A questo punto ogni modifica su una traccia audio di un gruppo si ripercuoter&agrave; automaticamente su tutte le altre. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="mixaggio audio 4" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070717 - Un tocco di classe ai vostri video/3-4.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ogni clip audio nella Timeline, viene inserito da Video Editor con il volume al 100%. Ovvero il file video riproduce il suono allo stesso livello del clip originale. Una linea dritta attraversa il clip per indicare l&rsquo;impostazione del volume. Per cambiare il volume cliccare su tale linea: Video Editor collocher&agrave; un punto di controllo. Trascinare quindi la linea al livello sonoro desiderato. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a66/consigli-per-il-montaggio-di-video-digitali
.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=66</guid>
	<dc:date>2007-07-17T18:21:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Backup dei dati senza fatica (Prima Parte)]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="355" alt="Gli strumenti e le operazioni di backup indispensabili " hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/apertura.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il valore dei dati contenuti in un PC può superare, in alcuni casi, quello del PC stesso. Non parliamo dei programmi, che possono sempre essere re-installati, ma dei documenti personali, delle foto che non possono essere sostituite, della musica che abbiamo impiegato così tanto tempo a convertire … Basta davvero poco per perdere tutto. Un virus, un guasto al disco rigido, un problema con Windows che ci costringe a formattare e addio ai nostri preziosi file. La soluzione è ovvia, cioè creare copie di backup per i casi di emergenza, ma metterla in pratica è un’altra cosa.</font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Introduzione</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il nemico principale dei backup è la pigrizia. Molti dei nostri file sono in effetti di grosse dimensioni (pensate solo alle foto e alla musica MP3, per non parlare di film o del file di posta di Outlook), e le capacità dei dischi attuali sono tali che volendo fare di tanto in tanto – come si dovrebbe – il backup di un’intera partizione, servono decine di CD, e molto tempo. I file personali cambiano poi molto di frequente, quindi appena finito un backup, è già quasi ora di iniziarne un altro. Consci di questo problema, ci concentreremo dapprima su alcune strategie di backup “a portata di mano”, che riducono al minimo gli sforzi necessari dando però già una certa sicurezza all’utente. Proseguiremo poi con soluzioni via via più onerose (ma anche più “sicure”) in grado ripristinare un intero PC al suo stato originario. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Il backup dei documenti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: Floppy o chiavetta USB </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Ogni volta che si modifica un file </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Pochi minuti </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: La via più breve per salvare piccoli file </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: Al crescere della dimensione dei file, diventa presto scomoda o impossibile </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Alcuni tipi di file sono caratterizzati da dimensioni molto contenute. Tra questi, documenti Word e fogli di calcolo di Excel, file PDF (ad esempio note, bilancio familiare, report bancari inviati per via elettronica ecc). E’ quindi facile fare una copia su un supporto diverso dall’hard disk di ogni file, ogni volta che se ne aggiunge uno o viene modificato. La via più facile è quella del floppy (ogni PC ha un lettore installato); purtroppo, non è la migliore perché i floppy sono molto fragili, e non danno garanzie per il backup a lungo termine. Molto meglio dotarsi di una memoria flash esterna con interfaccia USB (le classiche “chiavette”), più pratiche, più robuste, più veloci (specie se di tipo USB 2.0) e, non ultimo, molto più capienti (modelli da 128 MB costano intorno ai 30 Euro). Questo permette di memorizzare anche qualche file ingombrante, come la foto appena ritoccata o il file impostazioni di Windows. Per farlo, prendete l’abitudine, dopo ogni salvataggio (File > Salva) di fare subito dopo anche un Salva con nome (File > Salva con nome). Questo vi permetterà di scegliere una destinazione diversa dall’originale, come appunto la chiavetta USB. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>La connessione a Internet</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: Floppy o chiavetta USB </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Una volta </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Pochi minuti </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: Ripristina la connessione Internet in un lampo </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: Inutile se si usa l’ADSL: vale solo per le connessioni dial-up. </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Quando si è costretti a ri-formattare, una delle cose più fastidiose è il ripristino della connessione a Internet. Non tanto per il tempo richiesto in sé, quanto perché si finisce immancabilmente per perdere, da una volta all’altra, la stampata con i parametri necessari (n° telefonico, username e password, POP e SMTP). Gli utenti che ancora usano Windows Me, per una volta sono avvantaggiati. Con questo sistema operativo basta infatti aprire il pannello di controllo, fare doppio clic su Connessione remota e trascinare l’icona relativa alla propria connessione dalla finestra che apparirà a un supporto rimovibile. Per ripristinarlo, si seguirà ovviamente il percorso inverso. Gli utenti di Windows XP dovranno faticare un po’ di più, dato che qui si tratta di copiare il file rasphone.pbk (rubrica di connessione remota). Il percorso completo di questo file è C:\Documents and Settings\All Users\Dati applicazioni\Microsoft\Network\Connections\Pbk. Dato che si tratta di cartelle nascoste, la via più breve per raggiungere questo file è probabilmente quella di premere Start > Esegui e di digitare, nella casella che apparirà, il percorso completo appena citato. ATTENZIONE: per ragioni di sicurezza, la copia non conterrà username e password, che andranno quindi annotate separatamente. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Gli account di Outlook e i preferiti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Supporto: Chiavetta USB o CD-ROM </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Frequenza: Ogni volta che si cambia account di posta </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Durata: Pochi minuti per i soli account </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Pro: Si evitano di perdere le impostazioni degli account a ogni formattazione </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><em>Contro: Nessuno </em></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Con Outlook Express è molto semplice fare un backup dei propri account per non doverli ripristinare da capo dopo una formattazione del disco (altra operazione breve ma dai parametri impossibili da ricordare a memoria). Scegliete Strumenti > Account … quindi selezionate, in alto, la scheda Posta elettronica. Selezionate il vostro account e premete il pulsante Esporta. Dalla stessa finestra sarà poi possibile reimpostare l’account salvato. Una procedura molto simile consente di esportare i preferiti con Internet Explorer. Questa volta, dal menu File > Importa ed esporta … premete Avanti, quindi scegliete Esporta Preferiti, ancora Avanti, quindi scegliete la destinazione del file (che sarà un file HTML chiamato bookmark). Anche in questo caso, la stessa procedura scegliendo Importa preferiti quando richiesto consente di recuperare i dati salvati. </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se invece di Outlook Express si utilizza il fratello maggiore Outlook, non esiste un metono semplice per il backup degli account. In compenso, tutto il resto (vecchi messaggi, posta eliminata, rubrica …) viene conservato all’interno di un file chiamato outlook.pst. Per trovarlo, suggeriamo si aprire Outlook, scegliere File > Gestione file dati, quindi selezionare la riga con la dicitura Cartelle personali e premere il pulsante Apri cartella (in ogni caso il percorso per XP è: C:\Documents and Settings\nomeutente\Impostazioni locali\Dati applicazioni\Microsoft\Outlook, dove nomeutente va sostituito col vostro account di Windows XP; anche in questo caso, alcune cartelle sono nascoste). Copiando il file Outlook.pst si salva ogni cosa. Il contro è che questo file può avere dimensioni molto elevate, e può quindi richiedere l’uso di un masterizzatore CD o DVD. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><strong>Il backup con Outlook Express</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="319" alt="BAckup con Outlook Express" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/2-1.jpg" width="304" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Create una cartella su una partizione separata del disco per contenere i messaggi, ad esempio E:\Email. Aprite Outlook Express, e selezionate Strumenti > Opzioni. Scegliere la scheda Manutenzione, quindi premete il pulsante Archivia cartella … </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="94" alt="backup con Outlook Express" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/2-2.jpg" width="253" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Verrà mostrato il percorso attuale. Premete il pulsante Cambia, quindi sfogliate il disco fino alla cartella creata al punto 1 e selezionatela. Quando reinstallerete Outlook Express, ripetete questi passi selezionando di nuovo la cartella selezionata ora. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><strong>Il backup con Outlook</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="273" alt="Il backup con outlook" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/3-1.jpg" width="352" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Scaricate dal sito Microsoft il file <a href="http://www.microsoft.com/downloads/details.aspx?displaylang=it&FamilyID=8b081f3a-b7d0-4b16-b8af-5a6322f4fd01">pfbackup.exe</a>, quindi doppio clic per installarlo. Non ci sono scelte da effettuare, l’installazione procederà in modo totalmente automatico. Create una cartella destinata al backup, possibilmente su un’altra partizione. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Il backup con Outlook" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/3-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite Outlook e scegliete File > Backup (questa voce è stata aggiunta dall’utility appena installata). Premete il pulsante Opzioni della finestra che apparirà, quindi Sfoglia e selezionate la cartella creata al punto 1. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Il backup con Outlook" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070722 - Backup/3-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Confermate con OK per tornare a questa schermata, quindi premete Salva backup o Apri backup per creare o richiamare un backup. Un avviso vi ricorderà di effettuare il backup, con una frequenza impostata nella parte alta di figura 2 (default: 7 giorni).</font> </p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a69/backup-dei-dati-senza-fatica--parte-1.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=69</guid>
	<dc:date>2007-07-12T09:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Maturità 2007: i trucchi di Internet]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img width="345" vspace="5" hspace="6" height="223" border="1" align="left" src="/blog/public/Image/Marco Foto News/scheletro studia.jpg" alt="" />Mancano 48 ore alla maturità  2007 e i ragazzi della nuova generazione si preparano sempre di più con i “trucchetti” disponibili in rete. Durante gli ultimi giorni, l’armata dei circa 500.000 ragazzi vicini all’esame ha invaso la rete alla ricerca  di tesine, prove scritte degli anni passati e simulazioni di esami.</p>
<p>Numerosi siti web si sono attrezzati con veri e propri forum, come ad esempio l’edizione on line del quotidiano la <b>Repubblica.</b></p>
<p><b>Kataweb</b> ha invece creato una rete di link attraverso i quali è possibile accedere a molti siti che trattano l’argomento, come quello del portale della Storia (<b>www.cronologia. it</b>), sul quale si possono trovare utili appunti dei tempi andati, mentre per trovare qualcosa di filosofia è consigliabile andare su <b>www.storiafilosofia.it.</b> Il sito per gli autori e la grammatica latina è invece <b>www.splash.it/latino</b>, mentre per la storia della letteratura greca e latina è bene consultare <b>www.pointcom.it/verbum</b>. Per prepararsi invece alla prova d’inglese, sempre dal portale Kataweb si può consultare <b>www.englishclub.com</b></p>
<p>Il successo di Internet trova la sua icona nella nuova sezione <b>“CercaProf”</b> del celebre <b>“studenti.it”</b>, vero e proprio portofranco dei liceali del nuovo millennio. Grazie a CercaProf è possibile effettuare ricerche su oltre 7.000 nominativi presenti nel database per conoscere qualcosa di più sui professori che li esamineranno. L’ansia di saperne di più sui docenti, da cui dipenderà in buona parte l’esito del proprio esame, ha portato a un boom di contatti sul CercaProf  (più di 300.000 visite dall’inizio di maggio). Il sistema è molto semplice: il sito consente agli studenti di presentare i propri professori descrivendone i gradi di severità e di informalità, e magari condendo il tutto con delle dritte sugli argomenti preferiti dagli stessi. E se i libri di scuola non bastassero a preparare la battaglia per chiudere la scuola superiore, i giovani potranno sfruttare anche un database gratuito di 20.000 appunti.</p>
<p>Su Internet i maturandi cercano soprattutto le famose anticipazioni dei titoli dei temi per la prima prova d'esame e come ogni anno, serpeggia nel web la leggenda secondo cui alcuni privilegiati sono in grado di conoscere in anticipo queste tracce. Sempre all'interno di Studenti.it, riscuote notevole successo il forum dedicato ai <b>"veggenti della maturità"</b>.</p>
<p>Alcuni giovani accusano molto il clima pre-maturità e possono così apparire problemi di natura psicologica, come stress e ansia, nocivi a tal punto da rischiare di compromettere il risultato finale. Per questo è attivo anche un aiuto psicologico on line a cui si può accedere dal sito <b>www.istruzioneonline.it</b>, studiato per agevolare lo studente di fronte alle difficoltà e lo stress che può incontrare a scuola, soprattutto in vista degli esami.</p>
<p>Anche l'Enciclopedia Treccani offre gratis sul proprio sito <b>www.treccani.it</b> documenti per aiutare gli studenti a preparare gli esami di maturità. Tra le proposte, 70 temi di approfondimento che coprono tutti i campi della conoscenza, dalle scienze alla storia e filosofia, dall’algebra alla letteratura. Autori delle varie trattazioni sono scienziati e studiosi, italiani e stranieri. In più, vengono fornite indicazioni per svolgere la prova di matematica dei licei scientifici e alcune proposte per affrontare la terza prova di esame.</p>
<p>Vista e considerata l’invasione di massa registrata ultimamente, qualcuno ha già pensato per chi invece penserà che fare del proprio futuro solo dopo l’esame. Chi avesse interesse a conoscere l’offerta delle università italiane può cominciare consultando <b>www.universita.puntodipartenza.it</b>, il portale che offre collegamenti a tutte le università italiane.</p>
<p>In bocca al lupo e buona “notte prima degli esami”.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a65/maturita-2007-i-trucchi-di-internet.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=65</guid>
	<dc:date>2007-06-18T19:14:15+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Recuperare i file cancellati per errore]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="273" alt="Immagine di apertura - Recuparare file cancelati" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070613 - Recuperare file cancellati/apertura.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Sapete benissimo come vanno certe cose. Senza volere, avete cancellato l&rsquo;unica copia di un importante file o e-mail. Problemi del genere possono capitare in qualunque momento, anche se si ha una buona esperienza con il computer.&nbsp;Come vedrete in queste pagine, spesso si pu&ograve; riparare il danno senza troppi problemi. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Quel file mi serviva!</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">&Egrave; una scena comune: cliccate su un file e, per misteriosi motivi, premete il tasto [Canc]. Windows chiede se siete proprio sicuri di volere cancellare il file, ma qualcosa di oscuro prende il controllo del mouse e... il file &egrave; perso. Per fortuna, cose del genere accadono tanto spesso che la Microsoft ha pensato bene di dotare Windows di una procedura di emergenza. Quando si cancella un file, questo non &egrave; realmente rimosso dall&rsquo;hard disk, viene solo spostato nel Cestino, una locazione che conserva temporaneamente file e cartelle appena cancellati secondo una logica del &ldquo;primo in entrata, primo in uscita&rdquo;. Per cui, a meno che non abbiate eliminato di recente migliaia di file, quello cancellato per errore sar&agrave; certamente l&igrave;. Aprite dunque il Cestino cliccando due volte sulla sua icona sul desktop e, nella finestra che apparir&agrave;, cercate il vostro file. A questo punto potete trascinarlo nel desktop oppure cliccare su di esso con il pulsante destro del mouse e selezionare Ripristina per farlo riapparire nella posizione in cui si trovava prima della cancellazione. Windows non consente al Cestino di occupare pi&ugrave; di un determinato spazio, ma molta gente si ostina a svuotarlo in continuazione manualmente, cliccando col pulsante destro sulla sua icona e selezionando Svuota Cestino. Comunque, anche cos&igrave;, non necessariamente il suo contenuto viene perduto in modo definitivo. Quando si cancella un file dal Cestino, o lo si svuota, il file in realt&agrave; non va da nessuna parte: Windows semplicemente marca lo spazio che il file occupa sul disco come &ldquo;agibile all&rsquo;uso&rdquo;, per cui la successiva memorizzazione di un altro file pu&ograve; occupare quello spazio. Se si volesse tentare il ripristino di questi file cancellati anche dal Cestino, baster&agrave; dunque cambiare di nuovo lo stato di quella porzione del disco marcandolo come non pi&ugrave; accessibile ad altri file. Per farlo, bisogna affidarsi a programmi specializzati come Handy Recovery, prelevabile dal sito www.handyrecovery.com. Questa utility scansiona le unit&agrave; disco cercando i file marcati come cancellati e rende indisponibile lo spazio da loro occupato, in pratica recuperando il file perduto. Se pensate di installare il programma proprio per recuperare un file appena cancellato, sar&agrave; opportuno installarlo su un altro computer, magari quello di un amico per poi trasferirlo su un floppy (copiando l&rsquo;essenziale dalla cartella C:\programmi\SoftLogica\Handy Recovery o similare). Inserite poi il floppy nel vostro computer e attivate il programma con doppio clic sul file HandyRecovery.exe. Questo per evitare che i file dell&rsquo;installazione sovrascrivano lo spazio prima occupato dai file cancellati. Naturalmente questa procedura non sar&agrave; necessaria per recuperare file cancellati dopo l&rsquo;installazione del programma. Tenete bene a mente questa regola: per tentare con successo un recupero di file, &egrave; essenziale non salvare nulla sull&rsquo;hard disk dopo la cancellazione e usare il pi&ugrave; presto possibile Handy Recovery o altra utility del genere. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Sovrascitture accidentali</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se salvate un file assegnandogli lo stesso nome di uno gi&agrave; presente nella stessa directory, il nuovo file si sovrapporr&agrave; a quello precedente,praticamente distruggendolo per sempre. Questo pu&ograve; succedere facilmente quando si usa l&rsquo;opzione Salva con nome da un qualunque programma e si clicca con il mouse su un file gi&agrave; esistente. Anche in questo caso si pu&ograve; tentare un recupero usando programmi come Handy Recovery, ma con poche speranze. C&rsquo;&egrave; comunque da dire che tutte le applicazioni, prima di sovrascrivere un file, chiedono conferma delle vostre reali intenzioni. Quindi la regola &egrave; sempre la stessa: controllate attentamente cosa segnalano le finestre di dialogo prima di cliccare su OK. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>E-mail cancellate per errore</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Non sono solo i file a poter essere eliminati per errore, anche i messaggi e-mail possono subire lo stesso destino. Soprattutto se si ricevono molti messaggi-spazzatura, o spam che dir si voglia, &egrave; facile che eliminando la massa di messaggi indesiderati si includa involontariamente anche qualche e-mail importante. Per fortuna, sia Outlook che Outlook Express dispongono di una cartella Posta eliminata che funziona pi&ugrave; o meno come il Cestino del desktop di Windows: basta selezionarla e trascinare il messaggio importante in un&rsquo;altra cartella. Se avete gi&agrave; svuotato la cartella Posta eliminata, potete sempre controllare se nella Posta inviata c&rsquo;&egrave; qualche vostra risposta al messaggio eliminato, che pu&ograve; includere al suo interno una copia della email originale. In linea di massima, comunque, se avete svuotato la cartella Posta eliminata il messaggio &egrave; ormai perduto. Ma, forse, non del tutto. Se il vostro provider offre anche un accesso Web alla posta elettronica, potete provare a controllare se nella casella postale del server ci sia ancora una copia del messaggio (difficile). In caso contrario, l&rsquo;ultima risorsa pu&ograve; essere il programma e-Recovery, scaricabile in versione demo da www.winutils.net/email-recovery.html. In caso positivo, comunque, per il recupero definitivo dovrete acquistarne la versione completa. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Recuperare un file cancellato</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="285" alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070613 - Recuperare file cancellati/1-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Attivate Handy Recovery. Selezionate il disco dal quale il file era stato cancellato usando il menu a discesa in alto a sinistra della finestra di lavoro del programma. Cliccate sul pulsante Analyze per una scansione di tutti i file presenti nel disco. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070613 - Recuperare file cancellati/1-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ultimata l&rsquo;analisi, che pu&ograve; durare anche piuttosto a lungo, quando apparir&agrave; l&rsquo;elenco dei file cancellati usate il pulsante con l&rsquo;icona Filter per fare in modo che vengano mostrate solo quelle cartelle che contengono file cancellati e anche gli stessi file cancellati. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070613 - Recuperare file cancellati/1-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Rintracciate la cartella che conteneva il file cancellato. Il suo contenuto apparir&agrave; nella parte destra della finestra di lavoro. Se &egrave; presente il file che avevate eliminato, cliccate su di esso col pulsante destro del mouse e selezionate Recover. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070613 - Recuperare file cancellati/1-4.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Apparir&agrave; una finestra di dialogo. Se dovete recuperare pi&ugrave; file, modificate il percorso specificato nel riquadro Output folder usando il pulsante Browse. In tal modo si eviter&agrave; di sovrascrivere eventuali altri file cancellati. Cliccate su OK e il file sar&agrave; recuperato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Non solo hard drive</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il programma Handy Recovery descritto in queste pagine pu&ograve; essere usato per recuperare file cancellati non solo dagli hard disk, ma anche da floppy, CD o addirittura memory card di fotocamere digitali. Basta selezionare l&rsquo;unit&agrave; desiderata dal menu a discesa presente nell&rsquo;angolo in alto a sinistra della finestra di lavoro di Handy Recovery. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Prevenire, meglio che curare!</strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Non aspettate di avere cancellato erroneamente un file per installare un programma per il recupero dei file. Fatelo subito e sperate di non averne mai bisogno. Una installazione successiva alla cancellazione del file potrebbe causarne la perdita definitiva. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Ritorno al passato</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Con Windows XP &egrave; buona norma creare un Punto di Ripristino prima di installare nuovo hardware o software, e comunque prima di qualunque drastica modifica al PC. Per farlo aprite il menu Start, Programmi, Accessori, Utilit&agrave; di sistema e infine Ripristino configurazione di sistema. Nella finestra che apparir&agrave; selezionate Crea un punto di ripristino e cliccate su Avanti. Assegnate un nome significativo al punto di ripristino e cliccate sul pulsante Crea. Se, al contrario, volete riportare il computer alle condizioni di un particolare punto di ripristino, ripetete la procedura appena descritta ma, stavolta, selezionate l&rsquo;opzione Ripristina uno stato precedente del computer. Apparir&agrave; un calendario in cui le date visualizzate in grassetto indicano che sono presenti dei punti di ripristino. Scegliete quello che preferite (di norma il pi&ugrave; recente prima dei cambiamenti effettuati), selezionate Avanti e seguite le istruzioni a video. Dopo un riavvio il processo sar&agrave; completato, ma senza alcuna perdita dei vostri documenti.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a64/recuperare-i-file-cancellati.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=64</guid>
	<dc:date>2007-06-13T11:49:51+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il miglior software freeware]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Ci sono compiti che il solo sistema operativo non &egrave; in grado di svolgere (o che comunque svolge male), ma che sono ormai entrati nella quotidianit&agrave; per chi usa un PC: aprire un file PDF, gestire i formati compressi (non solo Zip), eseguire una scansione antivirus, proteggere i propri dati personali, creare un file MP3, modificare una foto &hellip; Per fortuna molte delle utility indispensabili si possono trovare nel mondo del freeware; a volte si tratta di versioni ridotte di software venduti come shareware o commerciali, altre volte si tratta di programmi nati come freeware e orgogliosi di esserlo, sviluppati da veri appassionati &ndash; o da intere comunit&agrave; di volontari &ndash; a beneficio di altri utenti. In questo articolo segnaliamo i pi&ugrave; utili e interessanti, che non dovrebbero mancare nella propria collezione di software. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Solo il meglio</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Basta una ricerca su Internet per rendersi conto che si pu&ograve; trovare una vastissima scelta di software che svolge un determinato compito, e questo vale pressoch&eacute; per ogni categoria, dai browser ai compressori, dai player ai firewall. In quest&rsquo;abbondanza, spesso il compito pi&ugrave; impegnativo &egrave; proprio selezionare il software migliore. Partendo da questa considerazione, qui eviteremo di proporvi troppe alternative; al contrario, segnaleremo per ciascuna categoria pochissimi software (a volte uno solo se c&rsquo;&egrave; un leader indiscusso), con l&rsquo;intento di fornirvi un &ldquo;kit di utility&rdquo; gi&agrave; pronto all&rsquo;uso, che rappresenti il meglio del free. Una preferenza particolare &egrave; stata data, naturalmente, ai software in italiano. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Audio, video, immagini &hellip;</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il PC sta rapidamente sostituendo videoregistratore, Hi-Fi e album fotografico, ed &egrave; oggi utilizzato dagli utenti domestici principalmente per questi scopi. Ecco cosa vi consigliamo di provare in questa categoria. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 354px; HEIGHT: 260px" height="336" alt="IrafanView, editor fotografico gratuito" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/irfanview.jpg" width="400" align="right" /><strong><u>IRFANVIEW</u></strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: gestire una vasta collezione di foto </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.irfanview.com/"><font size="2">http://www.irfanview.com/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Al crescere del numero di foto presenti sul disco, molte delle quali magari scambiate con amici e parenti, ci si rende conto dei limiti dell&rsquo;anteprima di Windows (da qualsiasi finestra contenete immagini, Visualizza &gt; Anteprima). Innanzitutto la lentezza, poi la difficolt&agrave; nel gestire file di formati diversi: pu&ograve; capitare che cliccando su un JPEG per vedere la foto ingrandita venga aperto il visualizzatore di Windows e cliccando su un TIFF si apra Photoshop, con grande spreco di tempo. Irfanview risolve questi problemi, proponendosi come soluzione unica per la visualizzazione, ma fa anche molto di pi&ugrave;: converte file da un formato all&rsquo;altro (ad esempio un bitmap in jpeg, per risparmiare spazio), crea slideshow, acquisisce, e svolge alcuni semplici lavoretti di fotoritocco; tutte queste cose, Windows da solo non &egrave; in grado di farle. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 323px; HEIGHT: 234px" height="234" alt="GIMP, l'aternativa gratuita a Photoshop" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/gimp.jpg" width="323" align="left" /><u><strong>The GIMP</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: fare del fotoritocco professionale senza Photoshop </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.gimp.org/"><font size="2">http://www.gimp.org/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il fotoritocco ai massimi livelli. Per di pi&ugrave;, il programma &egrave; facilmente espandibile e dispone di un linguaggio di script che permetter&agrave;, ai pi&ugrave; esperti, di automatizzare e svolgere in modo automatico funzioni o catene di operazioni anche molto complesse. Il paragone con Photoshop viene spontaneo, sia per la potenza del software sia, purtroppo, per la difficolt&agrave; che &egrave; naturale incontrare al primo approccio con un software di questo livello. Fortunatamente la lingua italiana aiuta un po&rsquo;, e poi c&rsquo;&egrave; PC Pratico ad aiutarvi: su questo numero, nella sezione Le Mie Foto, troverete un articolo dedicato proprio a questo splendido software. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 300px; HEIGHT: 229px" height="236" alt="DCE, migliora le foto digitali in 1 clic" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/dce.jpg" width="300" align="right" /><u><strong>DCE &ndash; Digital Camera Enhancer</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: migliorare le proprie foto con un clic </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.mediachance.com"><font size="2">www.mediachance.com</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Non sempre si ha il tempo (o la voglia) di spendere mezz&rsquo;ora nel ritocco di un&rsquo;immagine. DCE consente, in pochi secondi, di migliorare le foto scattate riducendo il rumore e agendo automaticamente sul bilanciamento di luminosit&agrave; e contrasto. In effetti, questi sono i problemi di gran lunga pi&ugrave; comuni di ogni foto, quindi DCE si dimostra davvero molto comodo e utile. Non si deve far altro che caricare la foto originale e osservare, a destra, la stessa foto corretta da DCE. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 299px; HEIGHT: 130px" height="130" alt="Winamp, storico player musicale" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/winamp(1).jpg" width="299" align="left" /><strong><u>WINAMP 5 </u></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: riprodurre vile audio, video e radio </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.winamp.com"><font size="2">www.winamp.com</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">OK, gli utenti Windows possono scaricare Windows Media Player, quindi un software come WinAmp non &egrave;, a rigore, indispensabile. Ciononostante &egrave; molto usato, un vero punto di riferimento nel settore. Tra i suoi pregi, una &ldquo;leggerezza&rdquo; sconosciuta al software Microsoft, che lo rende pi&ugrave; adatto a PC meno potenti, l&rsquo;interfaccia dall&rsquo;aspetto personalizzabile e i numerosi plugin che ne estendono le funzionalit&agrave;. Se non vi piace il Media Player, questa &egrave; praticamente l&rsquo;unica seria alternativa. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 369px; HEIGHT: 308px" height="284" alt="Cdex, grea Mp3 semplicemente e velocemente" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/cdex.jpg" width="400" align="right" /><u><strong>CDex</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: creare compilation MP3</u> </font></p>
<p align="justify"><a href="http://cdexos.sourceforge.net/"><font size="2">http://cdexos.sourceforge.net/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nonostante la diffusione del formato MP3, non &egrave; facile trovare software gratuiti in grado di convertire in questo formato (basti pensare che anche il Media Player richiedeva un puging a pagamento fino alla versione 9). CDex &egrave; senz&rsquo;altro il migliore, per l&rsquo;immediatezza e le poche risorse richieste. Inoltre, possibilit&agrave; praticamente unica nel panorama del freeware, &egrave; in grado di effettuare conversioni da un formato all&rsquo;altro, cosa che pu&ograve; a volte fare molto comodo (specie se conoscete qualche amico che usa iTunes). Non manca naturalmente la possibilit&agrave; di connettersi al database CDDB per recuperare i titoli dei brani. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>DVDSHRINK </strong></u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: fare il backup di un DVD Video. </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.dvdshrink.org"><font size="2">www.dvdshrink.org</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><em><font size="2">N.B. Per questioni legali non &egrave; pi&ugrave; possibile scaricare il software dal sito ufficiale. Il modo migliore per trovarlo &egrave; sicuramente effettuare una&nbsp;una ricerca in rete.</font></em></p>
<p align="justify"><font size="2">Semplicemente il miglior software gratuito (ma probabilmente il migliore in assoluto &hellip;) per il backup dei DVD. Adatta DVD 9 a DVD 5, permettendovi di scegliere cosa includere o meno (audio, lingue, sottotitoli, extra) e comprimendo di conseguenza in modo automatico. Supporta anche la copia su DVD a doppio strato (DL) per chi dispone di un masterizzatore di questo tipo. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Utility e sistema operativo</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le utility integrate in Windows XP non sempre sono il massimo dell&rsquo;efficienza, per non parlare di alcuni strumenti che mancano completamente. Ecco cosa consigliamo di installare subito dopo il sistema operativo. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><img style="WIDTH: 348px; HEIGHT: 259px" height="292" alt="iZARC, gestisce file compressi di ogni tipo" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/izarc.jpg" width="400" align="right" /><strong>iZArc</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: gestire formati compressi oltre il .zip </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.izarc.org/"><font size="2">http://www.izarc.org/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ogni file scambiato via internet &egrave; in qualche modo compresso, per limitare il tempo di trasferimento. In moltissimi casi si tratta di file compressi in formato ZIP (.zip), ma in alcuni casi ci si imbatte in altri formati, magari pi&ugrave; evoluti, che offrono compressioni maggiori (rar, 7z e altri). Windows riesce ad aprire solo i .zip, mentre per gli altri formati &egrave; obbligatorio servirsi di un software come iZArc. Da notare che il supporto al diffuso formato RAR, garantito da iZArc, non &egrave; offerto nemmeno dal famosissimo Winzip. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>ADOBE READER</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: leggere i file PDF </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.adobe.it"><font size="2">www.adobe.it</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il PDF &egrave; il formato di scambio di Adobe ormai divenuto uno standard indiscusso. Ormai qualsiasi documento transiti in rete o su CD-ROM, dal manuale al certificato emesso dal proprio comune all&rsquo;estratto conto elettronico &egrave; in questo formato. Se serve solo poter visualizzare questi documenti, senza crearli, basta installare il Reader, che provenendo da Adobe &egrave; una garanzia di compatibilit&agrave; col formato. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>BURN4FREE </strong></u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: masterizzare le proprie complilation audio e dati</u> </font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.burn4free.com/"><font size="2">http://www.burn4free.com/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un software di masterizzazione, alternativo a Nero e ovviamente, gratuito. Se col vostro masterizzatore vi &egrave; stato fornito un software come Nero non c&rsquo;&egrave; ragione per sostituirlo con Burn4Free, ma se il vostro masterizzatore vi &egrave; stato venduto senza software (le cosiddette versioni bulk), provate questo prima di acquistare qualcos&rsquo;altro: pu&ograve; creare CD o DVD, supporta la quasi totalit&agrave; degli apparecchi in commercio, inclusi i DVD dual layer, pu&ograve; salvare e masterizzare file di tipo ISO e fare backup di dati in pochissimi clic. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Sicurezza e Internet</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Quello che Windows non offre per navigare in sicurezza. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>AVAST!</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: proteggersi dai virus. </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.avast.com/"><font size="2">http://www.avast.com/</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Avast 4 Home Edition &egrave; un completo software antivirus che offre il riconoscimento certo delle infezioni identificate, un buon algoritmo per l&rsquo;identificazione dei trojan e moduli residenti in memoria per la protezione da minacce sconosciute. Insomma, offre tutto ci&ograve; che offre solitamente un antivirus commerciale, compresa &ndash; caso unico tra i free &ndash; la traduzione nella nostra lingua. L&rsquo;unica differenza &egrave; che, per utenti domestici, &egrave; gratuito! </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>SPYBOT S&amp;D</strong> </u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: eliminare i fastidiosi spyware dal PC </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.safer-networking.org"><font size="2">www.safer-networking.org</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Siete bersagliati da messaggi pubblicitari non richiesti, durante il lavoro si aprono continuamente finestre non richieste di carattere promozionale? Probabilmente questo software potr&agrave; esservi di aiuto, andando a cercare ed eliminado tutto il cosiddetto &ldquo;spyware&rdquo; presente suil PC. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><img style="WIDTH: 400px; HEIGHT: 279px" height="291" alt="Mozilla Firefoz, alterantiva a IE" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/firefox.jpg" width="400" align="right" /><u><strong>FIREFOX </strong></u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: navigare senza usare Internet Explorer </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://www.mozilla.org"><font size="2">www.mozilla.org</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Firefox e un browser, quindi un&rsquo;alternativa a quell&rsquo;Internet Explorer che Microsoft include nei suoi sistemi operativi e che ci troviamo comodamente precaricato. Perch&eacute; utilizzare FireFox, allora? Beh, semplicemente molti utenti lo trovano migliore e &ndash; se non altro per il fatto di essere meno diffuso &ndash; &egrave; un po&rsquo; meno vulnerabile di IE ad attacchi esterni. Un articolo nella sezione Internet di questo stesso numero presenter&agrave; meglio questo software. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u><strong>FILEZILLA </strong></u></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Essenziale per: trasferire dati usando il protocollo FTP </u></font></p>
<p align="justify"><a href="http://sourceforge.net/projects/filezilla"><font size="2">http://sourceforge.net/projects/filezilla</font></a><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un client FTP gratuito ma completo, per tutte le occasioni in cui Internet Explorer non basta (trasferimento di grossi file dal sito dell&rsquo;amico, upload del proprio sito internet ecc). </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Gestire le foto con Irfanview</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="333" alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/1-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Con Itfanview Thumbnails (miniature) &egrave; possibile avere una rapida anteprima delle immagini presenti su disco. Avviando il programma ci si trova sulla sinistra un albero delle cartelle, e selezionandone una verranno visualizzate, sulla destra, le anteprime delle immagini contenute. Un doppio clic su una qualsiasi di queste apre Irfanview per le elaborazioni successive. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="277" alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/1-2.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dal menu immagine &gt; Effetti &gt; Sfoglia effetti &egrave; possibile applicare velocemente alcuni effetti all&rsquo;immagine selezionata, tra cui anche un filtro di rimozione occhi rossi. Selezionado uno degli effetti disponibili sulla sinistra si otterr&agrave;, sulla destra, l&rsquo;immagine originale e l&rsquo;anteprima della modifica richiesta. Per applicarla realmente, basta premere OK in basso a destra. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/1-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Premendo la barra spaziatrice o le frecce blu sopra l&rsquo;immagine si scorrono le foto presenti nella cartella, e con le due icone a sinistra (lente ingrandimento) si zoomma. Scegliete dal menu Visualizza &gt; Opzioni di visualizzazione la modalit&agrave; che pi&ugrave; vi piace, noi consigliamo &ldquo;Adatta le immagini alla finestra&rdquo;, molto comoda. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/1-4.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Uno dei motivi per cui vale la pena avere Irfanview &egrave; la conversione automatica (batch) tra formati. Scegliere File &gt; Converti/rinomina in serie o premere il tasto &ldquo;B&rdquo; per aprire questa finestra, quindi premere Aggiungi (o aggiungi tutti) per selezionare i file, scegliere in basso il formato di destinazione e premere il pulsante Avvia per iniziare. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Masterizzare con Burn4Free</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/2-1.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">La finestre principale di Bur4Free non &egrave; molto diversa da quella di altri software di masterizzazione: una finestra centrale in cui trascinare i file da masterizzare (si pu&ograve; usare anche il pulsante aggiungi) e alcuni pulsanti immediatamente sopra per la gestione del processo. Sempre disponibili, sopra i pulsanti, il titolo della compilation e la velocit&agrave; di scrittura. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/2-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella finestra centrale si pu&ograve; trascinare qualunque cosa, Burn4Free si adatter&agrave;. Se, ad esempio, si trascinano dei dati, si attiver&agrave; solo il pulsante Scrivi Dati. Burn4Free consente anche di cercare copertine su internet, aggiornarsi automaticamente, ed &egrave; disponibile in varie lingue tra cui l&rsquo;italiano. Tutto a portata di un clic. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/2-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nel caso si inseriscano file MP3 sar&agrave; possibile scegliere, premendo uno dei due pulsanti che si attiveranno, se creare una compilation di file MP3 da leggere sul PC oppure un vero e proprio CD Audio, da leggere nello stereo tradizionale. Nel caso di CD Audio, ricordatevi di abbassare al minimo la velocit&agrave; di scrittura. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="202" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070612 - Il miglior software freeware/2-4(1).jpg" width="234" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Una volta avviata la masterizzazione non resta che attendere. Anche nel caso di conversione MP3-CD Audio, ad esempio, la conversione &egrave; completamente automatica. Un particolare simpatico di Burn4Free &egrave; l&rsquo;icona nella taskbar che indica la percentuale di avanzamento. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Preferiti </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Cercate qualcosa di particolare, un software per svolgere quel determinato compito che proprio non sapete come svolgere con il software gi&agrave; presente sul vostro PC? Cercatelo su www.tucows.com, una delle pi&ugrave; vaste raccolte di software shareware e freeware su internet. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Glossario </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Trial/Demo.</u> Si tratta di versioni dimostrative di un software commerciale, che normalmente funziona solo per un periodo di tempo limitato (30 giorni ad esempio) o che impedisce di svolgere un compito fondamentale (ad esempio salvare il proprio lavoro). Non possono essere utilizzati oltre il periodo di prova. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Shareware.</u> Software che &egrave; possibile provare in tutte le sue funzioni e usare liberamente per un certo periodo di tempo. Se, al termine, si decide di continuare a usarlo, &egrave; necessario registrarsi e pagare una certa somma (solitamente modesta) al produttore. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Adware.</u> Software che non richiede un pagamento in denaro, ma non &egrave; gratuito: l&rsquo;utente riceve messaggi pubblicitari pi&ugrave; o meno insistenti. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Freeware.</u> Software gratuito, che pu&ograve; essere utilizzato senza limiti di tempo e senza pagare nulla, in nessuna forma. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><u>Open Source.</u> Non solo &egrave; completamente gratuito, ma chi lo scarica &egrave; anche autorizzato ad effettuare delle modifiche al software e a ridistribuirlo ad altri. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a63/il-miglior-software-freeware.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=63</guid>
	<dc:date>2007-06-11T17:52:23+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tenere lo spyware sotto controllo ]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><img height="266" alt="Immagine di apertura - chi ci spia?" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/apertura.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Ormai pressoch&eacute; tutti sono a conoscenza della minaccia rappresentata dai virus e della necessit&agrave; di avere un antivirus aggiornato installato nel computer. Pochi, invece, sono informati dei pericoli legati allo spyware. Lo spyware, a volte definito anche adware, &egrave; del software che si installa nel vostro PC senza il vostro permesso. Uno volta attivo, monitorizza l&rsquo;uso che fate del computer e invia queste informazioni a qualcun altro, il tutto senza che ne siate consapevoli. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Cos&rsquo;&egrave; lo spyware?</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un programma spyware pu&ograve; essere installato senza che ne sappiate nulla. Alcuni programmi gratuiti, per esempio molti di quelli dedicati alla condivisione di file, includono uno spyware nella loro installazione, per lo pi&ugrave; facendone cenno nella licenza d&rsquo;uso. Il problema &egrave; che ben poche persone leggono la sfilza di termini legali (magari in inglese) della licenza, quasi tutti si limitano a cliccare su Accetto per continuare l&rsquo;installazione, dando cos&igrave; via libera allo spyware. La buona notizia &egrave; che, oltre a costituire una invasione minima della privacy, quasi tutti gli spyware sono innocui. Le informazioni che registrano riguardano soprattutto le vostre abitudini web, per esempio quali siti visitate, allo scopo di mirate ricerche di marketing da parte di alcune ditte. Qualche spyware &egrave; pi&ugrave; intrusivo e pu&ograve; visualizzare della pubblicit&agrave; sul monitor, a volte anche se non si &egrave; connessi a Internet. Sfortunatamente, esistono anche spyware decisamente pi&ugrave; cattivi. Alcuni, per esempio, sono in grado di registrare qualunque cosa si digiti sulla tastiera e inviare queste informazioni a terze parti. Il che pu&ograve; significare l&rsquo;intercettazione di email personali, di password o di dettagli della vostra carta di credito, con l&rsquo;evidente scopo di commettere frodi online. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Caccia alla spia</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se vi infastidisce la possibilit&agrave; che applicazioni vecchie o nuove contengano dello spyware, visitate il sito www.spychecker.com. Nella sua pagina iniziale troverete un riquadro Is it spyware?. Digitate al suo interno il nome del software che vi insospettisce e cliccate su Check. Sarete sorpresi di quanti programmi includano dello spyware, anche se la maggior parte si limitano a connettersi con il sito degli autori o distributori del programma stesso. Fortunatamente, eliminare lo spyware &egrave; semplice: basta ricorrere a utility come Ad-aware e Spybot Search &amp; Destroy. Entrambi i programmi sono molto efficienti, totalmente gratuiti e facili da usare. Spybot, comunque, &egrave; pi&ugrave; completo e in grado di intercettare spyware che Ad-aware pu&ograve; anche lasciarsi sfuggire. Inoltre, tra le varie lingue disponibili c&rsquo;&egrave; anche l&rsquo;italiano. Il consiglio &egrave; quello di effettuare scansioni alla ricerca di spyware con una certa regolarit&agrave;: almeno una volta al mese, ma anche pi&ugrave; spesso se di norma scaricate molti programmi da Internet. &Egrave; vitale, inoltre, mantenere aggiornato l&rsquo;antispyware, ma questo non &egrave; un problema, sia Spybot che Ad-aware consentono aggiornamenti automatici tramite Internet. Usate questa opzione prima di procedere con la scansione del computer. </font></p>
<p align="justify"><strong><font size="2">Combattere lo spyware con Spybot Search&amp;Destroy</font></strong></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="290" alt="Il primo approccio con Spybot SD" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/Spybot1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lanciate Spybot accedendo al menu di Windows Start, Programmi, Spybot - Search &amp; Destroy e selezionate Spybot &ndash; Search &amp; Destroy. Se avete appena installato il programma, si attiver&agrave; una procedura guidata. Per ora potete ignorarla, cliccate su Avanti pi&ugrave; volte e infine sul pulsante Inizia a utilizzare il programma per continuare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Come gli antivirus anche gli antispyware devono essere aggiornati" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/Spybot2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Prima di attivare la scansione, controllate se sono disponibili degli aggiornamenti. Sar&agrave; sufficiente connettersi a Internet e cliccare sull&rsquo;icona Aggiornamenti. Se, dopo la ricerca, Spybot ha trovato qualcosa, baster&agrave; premere il pulsante Scarica aggiornamenti e al resto penser&agrave; il programma, che a volte richiede il riavvio del sistema. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="La scansione con Spybot" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/Spybot3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Finito l&rsquo;aggiornamento cliccate sull&rsquo;icona Search &amp; Destroy sulla sinistra della finestra di Spybot, poi sul pulsante Avvia Scansione posto proprio accanto. Il programma comincer&agrave; a cercare eventuale spyware presente nell&rsquo;hard disk del PC. Questa operazione, soprattutto la prima volta, pu&ograve; richiedere alcuni minuti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="L'elenco dei sospetti spioni" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/Spybot4.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Finita la scansione, Spybot mostrer&agrave; un elenco degli elementi sospetti che ha trovato. Queste voci sono colorate in rosso se si tratta di spyware, e di base selezionate con un segno di spunta. Le voci in verde sono invece tracce d&rsquo;uso (vedi riquadro), che possono essere ignorate oppure selezionate per prepararle all&rsquo;eliminazione. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Eliminare lo spyware dal PC" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/Spybot5.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Cliccate su Correggi problemi selezionati e, dopo una conferma sulla vostra decisione, le voci selezionate saranno rimosse. Dopo questo lavoro, Spybot visualizzer&agrave; l&rsquo;elenco degli spyware con un grosso segno di spunta verde alla loro sinistra, per indicare che sono stati rimossi con successo. </font></p>
<p align="center"><img height="57" src="/blog/public/Image/20070611 - Spyware sotto controllo/spyware box.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></p>
<p align="center"><font size="1">Lo spyware, un&nbsp;nemico&nbsp;potenzialmente pericoloso per i nostri dati personali. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Lo spyware necessario</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Alcuni strumenti aggiuntivi di Internet Explorer, come le barre di ricerca di Google e Yahoo!, memorizzano informazioni sulle vostre abitudini di navigazione. Spybot le classifica come spyware, anche se l&rsquo;informazione serve solo al vostro uso. Se Spybot le rimuovesse, le barre potrebbero non funzionare pi&ugrave;. &Egrave; buona norma, dunque, esaminare con attenzione la lista di quello che Spybot considera spyware e, se qualcosa fosse utile, deselezionarla prima di avviare Correggi elementi selezionati. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a61/tenere-lo-spyware-sotto-controllo-.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=61</guid>
	<dc:date>2007-06-11T15:01:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Dove è stato il browser? Indagine sui "navigatori" precedenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img height="467" alt="Sulle tracce delle navigazioni precedenti" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/fingerprint2.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dato l&rsquo;elevato numero di siti dai contenuti dubbi, che si trova su Internet, non &egrave; sorprendente che i genitori siano preoccupati di quello a cui i loro figli sono esposti. Con qualche strumento del vostro browser potete controllare i siti visitati e avere un&rsquo;idea dei loro contenuti. Internet Explorer tiene traccia di tutti i siti che vengono visitati, per motivi principalmente di convenienza: i dettagli sono utilizzati per completare gli indirizzi web e non doverli riscrivere tutti ogni volta. Inoltre, salvando i contenuti dei siti web, si dovr&agrave; scaricare di meno la prossima volta che il sito viene caricato. Queste informazioni possono essere quindi utilizzate per comprendere qualcosa sui siti visitati con Explorer da altre persone. Se siete convinti che qualcuno stia usando il vostro computer per visitare siti poco sicuri, lo potete scoprire con certezza dando un&rsquo;occhiata ai record di Explorer. Il modo pi&ugrave; facile per vedere dove &egrave; stato il vostro browser &egrave; controllare la cronologia. Aprite Internet Explorer e premete [Ctrl] + [H]. Apparir&agrave; un pannello sulla sinistra del browser con una lista di giorni. Selezionate un giorno e si aprir&agrave; una lista che mostrer&agrave; tutti i siti visitati a quella data. Cliccate un sito, e vi verr&agrave; mostrata la pagina visitata. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Cos&rsquo;&egrave; il file .dat?</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Internet Explorer mantiene anche un file chiamato intex.dat che tiene traccia di tutti i siti che vengono visitati, anche se cancellate la cronologia. Decifrare il suo contenuto non &egrave; cos&igrave; semplice. Tutto ci&ograve; che appare nella finestra del vostro browser viene immagazzinato nella cache e nel file index.dat. Questo include i siti che non avete visitato apposta, e se trovate un&rsquo;immagine di dubbio gusto nella cache non &egrave; detto che qualcuno abbia visitato volutamente quel sito. Potrebbe provenire da una finestra di popup di un sito legittimo. La vostra cache contiene anche dettagli su qualunque e-mail abbiate spedito tramite Outlook o Outlook Express. Molte e-mail di spam contengono immagini poco ortodosse, quindi se le trovate nella vostra cache &egrave; possibile che la colpa sia di tali messaggi. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Servizi segreti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il fatto che il browser tenga un registro dettagliato della vostra attivit&agrave; su Internet pu&ograve; essere utile per controllare i vostri figli, ma potreste non volere che altri possano controllare voi! Il programma index.dat Suite vi permette sia di cancellare i dettagli della vostra navigazione sia di vederli. Questo programma, che &egrave; gratuito e pu&ograve; essere scaricato dal sito <a href="http://support.it-mate.co.uk/?mode=Home">http://support.it-mate.co.uk/?mode=Home</a>&nbsp;permette di trovare, vedere e pulire i file index.dat. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Ispezionare il file index.dat con Index.dat Viewer</strong>&nbsp;</font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="282" alt="Index.dat viewer 1" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 1 - 1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Installate e aprite il programma. Dopo poco viene caricata una lista di registrazioni relative a Internet. Tre tipi di icone indicano se l&rsquo;oggetto &egrave; un cookie, un indirizzo Internet o una voce della cronologia. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Index.dat Viewer 2" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 1 - 2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Scorrete la lista. Potrete facilmente individuare quali siti hanno scaricato cookie sul vostro disco fisso. C&rsquo;&egrave; una registrazione di ogni sito visitato, pi&ugrave; in fondo alla lista. Collegatevi a internet, e cliccate un sito della lista per vederne i dettagli in fondo allo schermo. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="Index.dat Viewer 3" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 1 - 3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Potrete filtrare i risultati nella lista generata dal programma per trovare quello che state cercando. Inserite una parola chiave nella casella di testo in alto a sinistra, e premete Go. Verranno mostrati solo i siti che contengono quella parola. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Esaminare la cache</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="403" alt="Eliminare i file temporanei" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 2 - 1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lanciate Internet Explorer, ma non collegatevi a Internet se vi viene chiesto. Selezionate Opzioni Internet dal menu Strumenti e, quando appare la finestra di dialogo, cliccate il pulsante Impostazioni nell&rsquo;area File Temporanei Internet nella scheda Generale. Quando appare la finestra Impostazioni, cliccate il pulsante Visualizza File. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Esempio del contenuto della cache" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 2 - 2.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Apparir&agrave; una finestra che visualizza il contenuto della cache Internet. Potrebbero esserci pochi file o molte centinaia, dipende dalla dimensione della cache (impostabile con lo spider dalla finestra di dialogo). I file potrebbero nomi strani, e non essere facilmente identificabili. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="salvare il contenuto della cache del browser" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 2 - 3.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionate tutti i file tramite Seleziona tutto nel menu Modifica, poi dallo stesso menu scegliete Copia nella cartella. Quando appare la finestra di dialogo cliccate per selezionare il Desktop, e selezionate il pulsante Crea nuova cartella. Chiamatela Temp, premete Invio e cliccate il tasto Copia. Quando la copia &egrave; finita, cliccate il tasto Chiudi per chiudere tutte le finestre e chiudete Internet Explorer. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="300" alt="Esaminare il contenuto della cache del browser" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070610 - Dov' stato il browser/progetto 2 - 4.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite la cartella Temp che avete creato sul Desktop. Scegliete Anteprima come opzione di visualizzazione e poi dal menu Visualizza, Disponi icone per Tipo. La finestra mostrer&agrave; le anteprime delle immagini presenti tra i file. Con queste potete capire quali siti sono stati visitati. Cancellate la cartella Temp quando avete finito.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a60/dove-e-stato-il-browser.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=60</guid>
	<dc:date>2007-06-11T10:14:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Etichetta la tua musica!]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><img height="300" alt="Immagine di apertura" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/records7_proj.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2"><p>Al crescere della collezione di file MP3, una catalogazione è indispensabile per districarsi agevolmente tra i molti file presenti su disco.</p> <p>Per questo scopo esistono i cosiddetti “tag ID3”, una sorta di etichetta elettronica contenuta nei file MP3 che racchiude le informazioni salienti: artista, nome del brano e dell’album, genere, anno e altro ancora (si veda il box “E poi?” in proposito).</p> <p>Così come le copertine e le etichette sui nostri CD, i tag ID3 ci aiutano a trovare facilmente il brano desiderato, e ci forniscono informazioni sul brano in riproduzione in quel momento.</p> <p>Se non si usassero i tag (la loro creazione col file MP3 non sempre è automatica!) avremmo solo il nome del file ad aiutarci, ma questo non sempre basta, per vari motivi: il primo è che il software di conversione utilizzato, se non riesce a reperire le informazioni sul brano da Internet, può nominare le canzoni semplicemente come file1, file2 ecc; il secondo è che alcuni lettori non leggono il nome del file, ma solo i tag; l’ultimo, più importante, è che molti lettori MP3 (sia player da PC che dispositivi portatili) organizzano i brani al loro interno proprio in base ai tag, e se non trovano queste informazioni, o le trovano incomplete, tutti i brani non identificati o parzialmente identificati finiscono nella sezione <album sconosciuto=""></album>o <artista sconosciuto=""></artista>.</p> <p>In questo articolo impareremo ad aggiungere i tag ID3 ai nostri file, oppure a completare informazioni incomplete, senza bisogno di inserirle a mano, senza doverci preoccupare di reperire le informazioni mancanti e perfino senza necessariamente conoscere il brano in questione: il nostro fido eags on! Si collegherà a database disponibili su Internet per identificare il brano in base alla durata e altri parametri e farà tutto questo per noi!
</font></p>
<p align="justify"><font size="2">Eags-on può essere scaricato dal sito: <a href="http://eagson.webcindario.com/">http://eagson.webcindario.com/</a></font></p>
<p align="justify"><strong><font size="2">I segreti di Eags-on in 6 passaggi</font></strong></p>
<p align="center"><img height="494" alt="L'installazione di Eags-on" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/01.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">L’installazione non presenta particolari difficoltà, si tratta solo di scegliere quali collegamenti creare (nel menu di avvio, sul desktop, nella barra, nei menu contestuali). Alla prima esecuzione, verrà mostrata questa finestra con le poche opzioni disponibili, in cui si sceglie quale versione di tag ID3 salvare: la 1, la 2, entrambe, la 1 cancellando la 2, la 2 cancellando la 1. Il nostro consiglio è per entrambe, lo spazio occupato è comunque poco.</font> </p>
<p align="center"><img height="272" alt="L'interfaccia principale" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/02.jpg" width="400" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">La schermata principale presenta, in alto, 4 pulsanti per altrettante funzioni: id3 tag editor, multi file id3 tag editor, mp3 file name to id3 tag e rename mp3 files. Con id3 tag editor si potranno selezionare le canzoni in basso a destra e modificare i tag in esse contenuti, visualizzati nella parte in alto: basta scrivere il testo nei vari campi e premere il pulsante con la scritta in grassetto “save id3”. Se si desidera, i due pulsanti sottostanti permettono di rimuovere completamente i tag presenti.</font> </p>
<p align="center"><img alt="Multifile ID3 tag editor" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/03.jpg" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Multi file id3 tag editor consente di modificare più file contemporaneamente (utile per interi album). Consigliamo di avvalersi della ricerca brani su Internet, premendo l’icona del CD con il punto interrogativo mentre si è connessi. Possono accadere 3 cose: l’album viene identificato a colpo sicuro (non resta che premere “save id3”), oppure il programma mostra un certo numero di scelte per l’album (andrà quindi selezionato quello giusto) oppure ancora che compaia una finestra in cui inserire qualche informazione per facilitare la ricerca.</font> </p>
<p align="center"><img alt="Sportare e organizzare i brani con Eags-on" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/04.jpg" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella successiva finestra, con l’elenco dei brani, potrà essere necessario riordinare i file (basta cliccarci sopra e trascinare). Nel caso di album completi può far comodo anche la funzione rinomina cartelle (icona della cartella con la nota). Questa maschera permette di scegliere come rinominare la cartella che contiene i file MP3. Il modo predefinito è artista - album<nome album=""></nome>, ma è possibile modificare questa scelta servendosi della legenda a destra. Ad esempio, scrivendo %2 la cartella verrà rinominata col solo nome dell’album.</font> </p>
<p align="center"><img alt="I tag in base al nome del file" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/05.jpg" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">A volte capita che i tag ID3 non siano presenti, ma che il nome del file sia già indicativo, ad esempio perché del tipo artista <artista></artista>- titolo <titolo></titolo>. In questo caso si può utilizzare la funzione mp3 file name to id3. Bisogna specificare, nella maschera in alto a sinistra, la forma del nome del file usando la nomenclatura mostrata nella legenda a fianco, ad esempio “%1 - %3” se, come nel nostro esempio, il titolo del brano era Pink Floyd – Sorrow.mp3. Con il pulsante “save id3”, come sempre si conclude la procedura. </font></p>
<p align="center"><img alt="Rinominare i file in base ai tag ID3" hspace="10" src="http://jgroup.tsw-tv.com/blog/public/Image/20070611%20-%20Etichetta%20la%20tua%20musica/06.jpg" align="middle" /></p>
<p align="justify"><font size="2">Un’altra funzione comodissima è quella che permette di rinominare i file in base alle informazioni contenute nei tag (rename mp3 files). A volte capita infatti, specie con la musica scaricata, che i tag ci siano, ma che i nomi dei file non seguano tutti la stessa logica. Costa davvero poca fatica, allora, scegliere uno stile tra quelli proposti o personalizzarne uno col solito metodo dei %1, %2 ecc. Tra le opzioni, la “case”, per scegliere come sistemare minuscole e maiuscole, e “replace” per sostituire ad esempio gli underscore (i trattini bassi) con uno spazio.</font> </p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Approfondimento sui  storia dei Tag ID3</strong></font><br /><font size="2">I tag ID3 sono piccole “etichette” aggiunte alla fine di ogni brano MP3 per contenere alcune informazioni di riproduzione. La prima versione di tag (ID3 tag v1) aveva una dimensione fissa di 128 byte e conteneva 6 campi di lunghezza fissa: titolo, artista, album e commento, da 30 caratteri ciascuno; anno, da 4 caratteri; genere, da 1. Oggi la più diffusa è la versione 1.1, che apporta alcune migliorie e aggiunge, tra le informazioni, il numero di traccia.<br />La versione 2, ultima nata, elimina completamente i limiti della versione 1, e con una dimensione massima di 268 MB e una notevole flessibilità, può contenere praticamente di tutto - da informazioni di equalizzazione alle copertine degli album.<br />Convertire i tag dalla versione 1 alla 2 comporta, nel caso peggiore (campi completamente pieni) un aumento di dimensione di soli 56 bytes, una miseria per gli hard disk odierni.<br /></font></p>
<p> </p>

By: Andrea Reina ]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a59/etichetta-la-tua-musica.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=59</guid>
	<dc:date>2007-06-11T09:20:35+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Foto: correggere la prospettiva]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Se fotografate da vicino un edificio molto sviluppato in altezza, il risultato sar&agrave; un&rsquo;immagine pi&ugrave; stretta in alto e pi&ugrave; larga in basso. Un errore prospettico, comunque, molto facile da correggere. Tutto quello che serve &egrave; un buon editor grafico. Quasi tutte le applicazioni di fotoritocco dispongono di strumenti per la correzione e la deformazione prospettica. In questa esercitazione useremo il programma Picture Window, di cui potete prelevare una versione di prova presso il sito </font><a href="http://www.dl-c.com"><font size="2">www.dl-c.com</font></a><font size="2">. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Una nuova prospettiva</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="285" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Foto, correggere la prospettiva/1-1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Lanciate Picture Window e aprite la vostra foto. Dal menu Transformation selezionate Geometry e poi Warp. Apparir&agrave; la finestra di lavoro Warp e all&rsquo;immagine verr&agrave; sovrapposta automaticamente una griglia. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Foto, correggere la prospettiva/1-2.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Cliccate nel piccolo riquadro accanto alla voce Auto in alto a sinistra. Apparir&agrave; una finestra di anteprima Preview. La griglia indica la nuova prospettiva dell&rsquo;immagine: per alterarla occorre cliccare e trascinare i quadratini (chiamati maniglie) posti in ogni angolo. Il risultato sar&agrave; mostrato nella finestra Preview. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="/blog/public/Image/20070605 - Foto, correggere la prospettiva/1-1.jpg" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Foto, correggere la prospettiva/1-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Spostate le due maniglie in cima e in fondo alla griglia in modo da allineare i bordi verticali a quelli obliqui dell&rsquo;edificio, o comunque a qualunque altro elemento dell&rsquo;immagine che dovr&agrave; diventare verticale, non necessariamente sovrapponendoli. In questo esempio, dovrebbero andare bene anche i lati delle finestre. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Foto, correggere la prospettiva/1-4.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Contemporaneamente, si pu&ograve; anche provvedere a correggere la prospettiva orizzontale, se appare un po&rsquo; spostata. Allineate dunque le linee orizzontali della griglia a qualcosa che dovrebbe essere orizzontale. Ultimate le operazioni, cliccate su OK nella finestra Warp. Se necessario, ritagliate l&rsquo;immagine usando Transformation, Geometry, Crop. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Alternative </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Paint Shop Pro 9 dispone di uno strumento per la correzione prospettica. Per aprirlo, nella barra degli strumenti a sinistra cliccate sulla seconda icona dall&rsquo;alto, e scegliete Correzione Prospettiva. Anche il programma GIMP consente la deformazione prospettica, tramite uno strumento incluso nella serie di strumenti GIMP. Entrambi gli editor funzionano, grosso modo, come descritto in questo progetto.</font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a58/foto-correggere-la-prospettiva.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=58</guid>
	<dc:date>2007-06-05T17:05:25+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Fotografare con il telefonino]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Ormai &egrave; praticamente impossibile acquistare un telefonino che non abbia la fotocamera integrata. I modelli che ne sono sprovvisti, stanno andando praticamente fuori produzione. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: provate a recarvi una sera in una localit&agrave; di villeggiatura, in una discoteca, a un concerto, ma anche semplicemente in giro per strada. Vedrete &ldquo;orde&rdquo; di ragazzini intenti a fotografare di tutto, dalle macchine sportive al VIP di turno. Il problema sorge poi quando si va a vedere la foto: finch&eacute; rimane sullo schermo del telefonino tutto bene, anzi, spesso sembra anche troppo bella! Il problema sorge quando si passa sul computer, e la si osserva con un monitor di qualit&agrave;. Colori spenti, pochissima definizione, dimensioni lillipuziane, sono solo alcuni dei difetti che saltano all&rsquo;occhio. Certo, sono problemi &ldquo;strutturali&rdquo;, in quanto dipendono dalle scarse caratteristiche tecniche del telefono stesso, non certamente paragonabili a quelle di una vera fotocamera. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Il PC ti aiuta</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il computer ci viene in aiuto, permettendoci un minimo di miglioramento, specialmente ora che stanno nascendo i primi modelli con fotocamera da 1,3 e addirittura 2 milioni di pixel: utilizzando Adobe Photoshop e i suoi strumenti, impareremo ad aumentare la risoluzione della foto, a saturare e migliorare i colori, e infine a dare un po&rsquo; pi&ugrave; di incisivit&agrave; e nitidezza all&rsquo;immagine. Nel primo caso, utilizzando l&rsquo;interpolazione, andremo ad aumentare le dimensioni fisiche dell&rsquo;immagine in modo da poterla stampare o visualizzare a dimensioni maggiori. Trattandosi di un aumento &ldquo;virtuale&rdquo;, in quanto i pixel che vengono aggiunti sono appunto ricreati dal PC, l&rsquo;aumento di risoluzione comporter&agrave; anche una certa sgranatura e sfocatura dell&rsquo;immagine: &egrave; una conseguenza forzata, che si pu&ograve; comunque limitare tramite gli appositi strumenti. Per dare invece pi&ugrave; colore alla foto andremo ad agire sulla luminosit&agrave;, sul contrasto e sulla saturazione dei colori, creando anche piacevoli variazioni sul tema. Infine, grazie al potente filtro Maschera di Contrasto, utilizzato da tutti i professionisti per dare un senso di dettaglio maggiore, andremo a definire meglio i contorni. Ovviamente dobbiamo tenere presente che i miracoli non li fa nessuno, e che quindi tanto peggiore &egrave; l&rsquo;immagine di partenza, tanto lo saranno i risultati finali. Il nostro consiglio &egrave; quello di partire da una base buona, ovvero almeno foto a 640x480 pixel, dato che molti telefoni sono preimpostati di fabbrica sulla risoluzione pi&ugrave; bassa per utilizzare meno memoria, ma &egrave; certo che i risultati migliori si ottengono con i modelli di ultima generazione, da 1 o pi&ugrave; megapixel. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Aumentare la risoluzione</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="295" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/1-1.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Aprite l&rsquo;immagine in Photoshop e verificate la buona qualit&agrave; dello scatto: se &egrave; troppo bassa scegliete un&rsquo;altra foto, onde evitare di perdere tempo inutilmente. La dimensione della foto in esempio &egrave; di 640x480 pixel, assicuratevi che sia impostata cos&igrave; (o di dimensioni maggiori) anche sul vostro telefonino. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="295" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/1-2.jpg" width="400" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dal menu Immagine scegliete Dimensione Immagine, si aprir&agrave; la finestra di dialogo: impostate prima la risoluzione a 72 dpi, e poi adeguate i valori in pixel nella parte superiore. Passare a 1280x960 pixel comporta gi&agrave; un raddoppio delle dimensioni, vi consigliamo di non esagerare e comunque di non superare i 1600x1200 pixel. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/1-3.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora l&rsquo;immagine &egrave; molto pi&ugrave; grande, ma anche meno definita nei contorni, a causa dell&rsquo;ingrandimento. Notate per&ograve; come la qualit&agrave; non sia peggiorata tanto, specialmente a video. Anzi, sembra proprio che sia stata scattata cos&igrave;. Merito della tecnologia di ridimensionamento di Photoshop, molto sofisticata. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Saturare i colori</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/2-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dal menu Immagine, scegliete Regolazioni e quindi Tonalit&agrave;/Saturazione. In questo modo potremo dare un &ldquo;boost&rdquo; ai colori e anche creare piccole variazioni sul tema dell&rsquo;immagine originale. L&rsquo;immagine di partenza &egrave; anche particolarmente critica perch&eacute; scattata con un&rsquo;illuminazione laterale molto forte. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/2-2.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Agendo sul parametro saturazione, spostate lo slide verso destra fino a ottenere colori pi&ugrave; accesi, ma evitando di &ldquo;bruciare&rdquo; l&rsquo;immagine con un fastidioso effetto pixel. Non ci sono valori predefiniti, ma con l&rsquo;anteprima in tempo reale potete giudicare voi quando basta. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/2-3.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un piccolo fuori programma: se volete divertirvi a creare copie con colori diversi della vostra immagine, nella stessa finestra, mettete il segno di spunta su Colora, e spostate lo slide della tonalit&agrave;. Avrete cos&igrave; la possibilit&agrave; di creare tante versioni identiche come dimensioni, ma diverse nel colore, per creare bottoni, sfondi, loghi, ecc. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/2-4.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora regolate la luminosit&agrave; e il contrasto: dal menu Immagine, Regolazioni, scegliete Luminosit&agrave; e Contrasto, dando un po&rsquo; pi&ugrave; di luce alla parte sinistra della foto, facendo sempre attenzione a non schiarire troppo la parte destra. Uno strumento utile pu&ograve; essere anche Immagine, Regolazioni e Livelli automatici, ma a volte l&rsquo;automatismo non ottiene i risultati sperati. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Migliorare la definizione</strong> </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/3-1.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dal menu Filtro, scegliete Contrasta e poi Maschera di Contrasto. Qui impostate i valori come in figura, agendo poi su di esse a seconda della necessit&agrave; specifica. Diminuendo il primo e alzando il secondo, aumenterete il senso di nitidezza generale. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" src="/blog/public/Image/20070605 - Fotografare con il telefonino/3-2.jpg" align="middle" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Potrete ora provare a stampare la foto a dimensioni maggiori di prima, oppure a applicare qualche altro filtro per renderla pi&ugrave; simpatica e accattivante, e magari usarla come sfondo del proprio telefono cellulare </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Qualche consiglio di scatto</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Chi ben comincia &egrave; a met&agrave; dell'opera... E mai come in questo caso &egrave; importante partire avvantaggiati, ovvero con foto dignitose. Siate ben consci dei limiti della fotocamera di cui &egrave; dotato il vostro telefonino, ed evitate quindi improbabili scatti notturni, in movimento o in situazioni critiche come il controluce, perch&egrave; al 99% resterete delusi dal risultato. Cercate invece di &quot;lavorare&quot; sempre in buone condizioni di luce, con soggetti ben fermi e il telefonino ben saldo in mano. Pu&ograve; sembrare la scoperta dell'acqua calda, ma vi assicuriamo che sul display del telefono tutte le foto sembrano bellissime, i problemi iniziano sul monitor del PC... </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Dal telefonino alla carta</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per la stampa di foto da cellulare potete utilizzare diversi metodi. Direttamente dal PC, in maniera tradizionale, oppure sfruttando la connettivit&agrave; Bluetooth o infrarossi. Molti produttori infatti hanno in catalogo delle piccole stampanti portatili, in grado di ricevere le foto direttamente dal telefono cellulare o da una scheda di memoria (alcuni telefoni possono infatti memorizzare le foto su una scheda invece che nella memoria principale). Le dimensioni del foglio sono gi&agrave; ottimizzate per ricevere foto di piccole dimensioni, e i risultati di solito sono piuttosto buoni, con le dovute considerazioni che abbiamo gi&agrave; esposto nell'articolo principale. In questo caso per&ograve; incidono abbastanza i costi del materiale di consumo, comunque costoso nonostante le piccole dimensioni, mentre con i normali fogli A4 si pu&ograve; ottimizzare lo spazio disponibile. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Alternative </strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Qualora Adobe Photoshop sia un prodotto troppo avanzato, potrete rivolgervi a prodotti meno costosi e complicati da usare, come Paint Shop Pro, o addirittura a software shareware e freeware. Sul sito www.mediachance.com potrete trovare numerosi strumenti utilissimi per i ritocchi fotografici, non solo di foto scattate con telefoni cellulari, ma ideali per migliorare e modificare qualsiasi tipo di immagine. La qualit&agrave; dei software &egrave; molto elevata, e soprattutto si capisce chiaramente che, chi li ha realizzati, li utilizza quotidianamente e con profitto. </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a57/fotografare-con-il-telefonino.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=57</guid>
	<dc:date>2007-06-05T16:49:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Ottimizzare Windows XP]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font size="2">Quando le prestazioni del PC tendono a calare, è necessario effettuare qualche piccola correzione. Una corretta e adeguata manutenzione del proprio computer, se fatta regolarmente, assicura prestazioni e funzionalità sempre perfette. Per mantenere il PC in perfette condizioni, le operazioni più importanti sono la pulizia dei dischi e la loro deframmentazione. Entrambe queste operazioni, che usualmente rallentano il computer possono essere automatizzate ed eseguite senza bisogno del nostro monitoraggio. Ma le operazioni che possono rivelarsi utili nei momenti di difficoltà sono numerose, ed è consigliabile essere sempre preparati ad affrontare e risolvere tutte le problematiche ricorrenti. Una feature fondamentale, per esempio, è la possibilità di creare dei punti di ripristino. Questi altro non sono che l’esatta fotografia delle caratteristiche del sistema operativo, in un preciso istante in cui tutto funziona perfettamente, in modo tale che, se si verificano dei problemi o si commettono operazioni sbagliate, sia possibile tornare “indietro nel tempo” e ripristinare quelle stesse condizioni. Sempre per ottimizzare il funzionamento del sistema operativo, daremo uno sguardo da vicino anche al registro di sistema, ma attenzione a non commettere errori irreparabili. E per finire, qualche utile consiglio che, nonostante i GB di memoria a disposizione sulla maggior parte degli attuali PC, vi consentirà di imparare a risparmiare spazio prezioso sull’hard disk.</font> </p>
<p><font size="2"><strong>Mantenere efficiente XP</strong></font> </p>
<p align="center"><font size="2"><img height="252" alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">La pulizia dei dischi ci permette di eliminare tutti i file inutili che nel tempo si accumulano: file temporanei e vecchi file di setup, per esempio. Iniziamo facendo clic su Start > Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Pulitura disco. Si apre una finestra di dialogo nella quale scegliamo il disco da pulire. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Viene avviato un breve controllo automatico che verifica quali sono i file che possiamo eliminare con sicurezza. Terminato questo controllo il programma visualizza un riepilogo di questi file suddivisi per categorie. Spuntiamo le caselle vicino ad ogni categoria per indicare quali sono i file da cancellare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il riquadro descrizione ci permette di leggere una breve descrizione della categoria di file sulla quale interverremo. Il pulsante Visualizza file apre automaticamente la cartella che li contiene. Una volta selezionati i file da eliminare, facciamo clic su OK e confermiamo la nostra scelta. Il programma procede rapidamente all’eliminazione dei file e quindi si chiude. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-4.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">I comandi contenuti nella scheda Altre opzioni ci danno la possibilità di eliminare altri file non utilizzati in modo più radicale. Componenti di Windows elimina elementi del sistema operativo che non utilizziamo; Programmi installati apre la finestra di installazione o disinstallazione dei software, mentre Ripristino configurazione di sistema elimina tutte le copie di sicurezza della configurazione esclusa la più recente. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-5.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">La deframmentazione dei dischi è invece un’operazione che possiamo eseguire con meno frequenza, ma che risulta essenziale per aumentare l’efficienza del nostro computer. Facciamo clic su Start > Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Utilità di deframmentazione dischi. Selezioniamo nella parte superiore della finestra il disco che intendiamo deframmentare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-6.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Selezionato il disco, facciamo clic sul pulsante Analizza: in questo modo il programma esegue una rapida analisi dello stato dei file contenuti sul disco e segnala se la deframmentazione del volume è necessaria o meno. Nello spazio Stima utilizzo disco prima della deframmentazione possiamo vedere una rappresentazione grafica della situazione del disco, con i file frammentati in rosso. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-7.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Facciamo clic sul pulsante Deframmenta per iniziare il processo. Il programma compatta i file andando a riunire i frammenti che si trovano in diverse posizioni sul disco e ottimizza in questo modo sia l’accesso ai file che le operazioni di lettura e scrittura. Al termine della deframmentazione verrà visualizzata la nuova disposizione dei file. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-8.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un’altra operazione da svolgere periodicamente è il backup dei file importanti che conserviamo sul nostro computer. Windows XP mette a disposizione un programma che, ancorché con possibilità limitate, permette di effettuare backup periodici. Facciamo clic su Start > Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Backup. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-9.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Si apre una procedura guidata, dopo la schermata di presentazione, facciamo clic sul pulsante Avanti e selezioniamo l’operazione da eseguire, nel nostro caso Backup dei file e delle impostazioni. Facciamo nuovamente clic su Avanti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-10.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il passo successivo richiede di elencare gli elementi che vogliamo includere nel nostro backup. Le prime due voci permettono di archiviare i documenti e le impostazioni per l’utente attivo o per tutti gli utenti, rispettivamente. La terza permette di archiviare l’intero contenuto del computer e può essere utile per mettersi al riparo da seri problemi del PC. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-11.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">La quarta opzione ci permette invece di selezionare manualmente cosa includere nel backup spuntando la casella corrispondente. La struttura ad albero sulla sinistra ci permette di includere interi dischi o cartelle presente nel nostro computer o in quelli ad esso collegati nella rete locale. Dalla finestra di destra possiamo invece selezionare i singoli file in esse contenuti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-12.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Una volta selezionati i file da includere nel backup con uno dei metodi descritti nei punti precedenti, facciamo clic sul pulsante Avanti e indichiamo il supporto su cui salvare la copia di backup. Il supporto può essere per esempio un dischetto (sconsigliato per la bassa capacità), un disco rimovibile o un’unità a nastro. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-13.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per salvare il nostro file di backup su disco rigido, basta fare clic sul pulsante Sfoglia e selezionare il percorso nel quale salvarlo. Ricordiamo che è essenziale ai fini di una efficace messa in sicurezza del computer che il backup si trovi almeno su un’unità fisica diversa da quella che andiamo ad archiviare. Facciamo quindi clic su Avanti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-14.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Giunti al termine della procedura guidata sarà sufficiente fare clic su Fine per avviare il backup dei dati. Viene visualizzata una finestra nella quale sono indicate tutte le informazioni relative al backup, il tempo trascorso dall’inizio e il tempo stimato al termine. Ricordiamo che per grandi quantità di dati possono essere necessari molto tempo e supporti di adeguate dimensioni. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-15.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Vediamo adesso come fare ad eseguire il ripristino dei file dal backup: facciamo clic su Start > Tutti i programmi > Accessori > Utilità di sistema > Backup. Facciamo clic su Avanti nella schermata di presentazione e selezioniamo Ripristino dei file e delle impostazioni. Facciamo nuovamente clic su Avanti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-17.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Facciamo clic sul pulsante Sfoglia e selezioniamo il file contenente il backup da cui ripristinare i dati. Nel pannello di sinistra navighiamo nella struttura ad albero spuntando le cartelle e i file che vogliamo ripristinare e facciamo clic su Avanti quando abbiamo terminato la scelta. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-17.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il pulsante Avanzate ci permette di specificare se i file ripristinati dovranno essere memorizzati nel percorso originale, in una diversa posizione sul disco selezionando percorso alternativo oppure ancora in una singola cartella tutti insieme. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/1-18.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella schermata successiva il programma chiede cosa deve fare, qualora trovi file che sono già presenti sul disco. Le scelte sono Lascia i file esistenti, Sostituisci i file esistenti solo se meno recenti della copia di backup e infine Sostituisci i file esistenti. Facciamo clic due volte su Avanti e concludiamo quindi la procedura di ripristino guidato.</font> </p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Creare punti di ripristino</strong></font> </p>
<p align="justify"><font size="2">Una caratteristica fondamentale di XP è la possibilità di creare dei punti di ripristino: questi altro non sono che il salvataggio delle caratteristiche di sistema in modo da poterle ripristinare nel caso di problemi. Una cosa importante da sottolineare è che il punto di ripristino sovrascrive solo i file e le configurazioni di sistema, non documenti e file di lavoro, quindi i nostri file personali rimarranno al sicuro; in ogni caso, l’operazione di ripristino è completamente reversibile. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="296" alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-1.jpg" width="400" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Controlliamo se il nostro sistema operativo ha già dei punti di ripristino. Normalmente, ne viene creato uno a ogni spegnimento o nuova installazione, fino a occupare lo spazio assegnato a questa funzione. Da Menu Avvio su Accessori > Utilità di Sistema > Ripristino Configurazione di Sistema. Si aprirà la finestra di dialogo in figura. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-2.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Facciamo clic sulla voce Ripristina uno stato precedente del computer e premiamo il tasto Avanti. Ci appare un calendario, dove le date in cui è presente un punto di ripristino sono segnate in grassetto. Nell'esempio del nostro PC, nella data 13 agosto in figura, il computer ha effettuato ben 4 punti di ripristino, uno per ogni installazione effettuata. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-3.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se l’opzione è stata disabilitata, quando proviamo a lanciare l'utility, invece della finestra di dialogo vista in figura, apparirà un avviso che ci avverte del fatto che il monitoraggio è stato disattivato, e ci chiede se desideriamo attivarlo. A risposta affermativa si apre la finestra di dialogo di sistema sulla scheda Ripristino Configurazione di Sistema. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-4.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Questa finestra può essere aperta anche facendo clic con il tasto destro sull'icona Risorse del Computer nel Desktop. Nel nostro esempio il computer ha due dischi fissi, di cui uno a doppia partizione. L'attività dello strumento di ripristino è stata disattivata sulle unità che contengono solamente dati, mentre è attivo il monitoraggio sul disco fisso C:. Selezioniamolo e premiamo il tasto Impostazioni. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-5.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Come possiamo vedere è stato assegnato il 3% dello spazio disco ai punti di ripristino automatici, pari a 618MB. È possibile, qualora dovessimo avere problemi di spazio, ridurre la percentuale attribuita ai punti di ripristino, ma non è mai consigliabile disattivarla completamente: ogni modifica al nostro sistema operativo sarebbe irreversibile! </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img alt="" hspace="10" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/2-6.jpg" align="middle" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">In caso di necessità, basterà tornare al punto 2 e selezionare il punto di ripristino desiderato. Un caso più critico, in cui il PC non si avvia più, può essere risolto premendo all’avvio il tasto F8 fino a che appare una schermata per l’avvio del sistema in modalità provvisoria. In questa modalità, l’utilizzo del ripristino è automatico, basta rispondere Si alla prima domanda dopo il caricamento. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Gestire il registro di sistema</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il registro di Windows contiene le informazioni di configurazione del sistema e dei software installati. Guardiamolo più da vicino… ma con molta cautela. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img height="205" src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-1.jpg" width="400" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il registro ha una struttura gerarchica (ad albero). Ciascun ramo principale viene chiamato hive (lett: alveare). Ciascun hive contiene delle key (chiavi) a cui sono associate sottochiavi ed eventualmente valori che possono essere di tipo stringa, binario, DWORD, multistringa ed espandibile. Modificando i valori delle chiavi di registro (con attenzione) si può influenzare il comportamento del sistema. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-2.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per intervenire sul file di registro si ricorre a un programma di utilità presente nella cartella Windows > System32: regedt32.exe. Dato che, per evidenti motivi, l’utility non è inclusa nel menu Start, abbiamo tre alternative: lanciarla direttamente da Risorse del Computer, creare un collegamento sul desktop per averla sempre a disposizione oppure lanciarla “manualmente” con Start > Esegui. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-3.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Registry Editor permette di navigare l’albero delle chiavi di registro come se fosse un albero delle directory sul disco, visualizzato nell’area a sinistra. Sulla destra, invece, selezionando una chiave, viene visualizzato un riepilogo che contiene il nome, il tipo e il valore. Una icona distingue i valori di tipo binario da quelli di tipo stringa. Si può selezionare una chiave facendo clic sul nome. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Anche per far riferimento alle chiavi si usa un metodo mutuato dalla struttura del file system, quello del percorso completo. Per esempio se volessimo raggiungere la chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Advanced dovremmo selezionare progressivamente tutti gli elementi separati da backslash “\” nell’albero a sinistra per arrivare alla chiave scelta. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-5.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Le informazioni del registry possono essere estrapolate e incorporate attraverso file di testo con estensione .reg. Per estrarre le informazioni associate con la chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\WindowsUpdate facciamo clic con il tasto destro sul suo nome e scegliamo Esporta. Nella finestra di dialogo seguente digitiamo il nome del file. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-6.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Esaminiamo il contenuto del file .reg grazie a Blocco Note (facciamo clic con il tasto destro sull’icona del file, selezioniamo Apri con… e poi, dall’elenco, scegliamo Blocco Note). A parte l’indicazione con la versione del Registry Editor la struttura del file è molto semplice: percorso completo della chiave tra parentesi quadrate, nome tra virgolette, simbolo uguale, valore tra virgolette. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-7.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Proviamo ora a effettuare una modifica del registro. Attenzione: modificare alcune chiavi del registro potrebbe portare a una situazione inconsistente e impedire il riavvio del sistema operativo, che andrebbe quindi reinstallato. Torniamo alla chiave descritta al punto 4 (HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\Explorer\Advanced) dove aggiungeremo una sottochiave. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Facciamo clic col tasto destro in un’area vuota della zona di destra. Comparirà un menu contestuale con la sola voce Nuovo. Scegliamo il tipo DWORD. Ora digitiamo il nome della chiave: EncryptionContextMenu, senza spazi, maiuscole e minuscole al punto giusto. In caso di errore durante la digitazione possiamo sempre modificare il nome facendo clic su di esso col tasto destro e scegliendo Rinomina. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-9.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora inseriamo il valore della chiave. Per farlo facciamo clic con il tasto destro e scegliamo Modifica (oppure semplicemente facciamo doppio clic). Si aprirà una finestra di dialogo. Inseriamo il valore 1, scegliendo indifferentemente la base. NOTA: in genere per abilitare o disabilitare una funzionalità del sistema o di un’applicazione si usano i valori 0 e 1, con chiaro significato dei simboli. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-10.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Chiudiamo il Registry Editor e apriamo Risorse del Computer. Facciamo clic con il tasto destro del mouse su un file che intendiamo proteggere da occhi indiscreti (es. un documento Word). Nel menu contestuale comparirà una nuova voce: Crittografare. La chiave di registro ci ha permesso di abilitarla. Non entriamo nel merito della crittografia, che serve a proteggere i file dagli altri utenti del PC. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-11.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per modificare il valore di una chiave potremmo anche esportare il file .reg relativo e modificare il valore con un editor di testo, quindi includere nuovamente il file nel registro. Facciamo un esperimento: disabilitiamo le funzionalità crittografiche. Per prima cosa, come visto al punto 5, esportiamo la chiave HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows\CurrentVersion\ Explorer\Advanced </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-12.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Ora apriamo il file salvato al punto precedente con Blocco Note. Nelle prime righe dovremmo trovare la chiave EncryptionContextMenu con valore 1 (notare che nel caso di valori di tipo DWORD a sinistra del simbolo di uguale la sintassi non prevede le virgolette ma la convenzione DWORD:valore). Cambiamo 1 in 0 e salviamo. Ora facciamo doppio clic sul file .reg e acconsentiamo all’inclusione nel registro. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-13.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Notiamo subito che la voce Crittografare è scomparsa dal menu contestuale. Possiamo ripetere la verifica con Registry Editor. Ci sono molte altre funzionalità “nascoste” di Windows che possono essere modificate agendo sul registro, documentate su Internet. Sono disponibili anche alcuni tool che permettono di farlo in modo grafico (ad esempio il Power Toy TeakUI, trattato in questo stesso numero). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-14.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">A volte la disinstallazione del software porta all’accumulo di rami secchi nel registro; possono essere rinvenuti nel ramo HKEY_LOCAL_MACHINE\Software. Per eliminarli (ma solo se si è assolutamente certi che siano legati a programmi effettivamente rimossi) basta fare clic sul nome della chiave con il tasto destro, quindi scegliere Elimina dal menu. Per sicurezza meglio esportare le chiavi, prima. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/3-15.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Tenere il registro di sistema più “pulito” possibile, oltre ad aumentarne la leggibilità, diminuisce la possibilità di errori e incrementa la velocità di caricamento da parte del sistema. Esistono dei tool automatici anche per effettuare la pulizia del registro, e editor più potenti e flessibili. Il registro è conservato nei file della cartella C:\WINDOWS\system32\config e in NTUSER.DAT. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Risparmiare spazio su disco</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Fino a dieci anni fa un PC medio disponeva di hard disk da 400 MB e risparmiare spazio su disco era una necessità; nonostante i GB a disposizione oggi, risparmiare spazio è sempre una buona abitudine. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per prima cosa determiniamo lo spazio disponibile sui dischi. Nel menu di avvio scegliamo Risorse del computer, quindi selezioniamo il disco che vogliamo controllare. Facciamo ora clic con il pulsante destro del mouse e selezioniamo la voce Proprietà. Raggiungiamo così la finestra delle proprietà dell’unità in cui possiamo visualizzare spazio utilizzato, spazio disponibile e altre proprietà del disco. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-2.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Notiamo che nella finestra delle Proprietà del volume, compare il tipo di file system utilizzato dal sistema che può essere di tre tipi: FAT, FAT32, NTFS. Nel caso in cui sia NTFS, nella finestra delle proprietà è presente la casella di selezione Comprimi unità per risparmiare spazio su disco. La sua funzione è illustrata più avanti insieme ad altre potenzialità specifiche di questo tipo di file system. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-3.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Qualunque sia il tipo di file system, è presente il pulsante Pulitura disco. Facendo clic su di esso raggiungiamo la relativa finestra. La scheda Pulitura disco è divisa in due parti: in quella superiore c’è l’elenco dei file (temporanei, cache di Internet e di programma non necessari) che possono essere rimossi, in quella inferiore vengono riportati la descrizione e l’effetto della loro eliminazione. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella scheda Altre opzioni compaiono tre riquadri per altre operazioni destinate a eliminare file e liberare spazio in ognuno dei quali trova posto un pulsante Esegui pulitura. Utilizzando il pulsante del pannello Componenti di Windows apriamo la finestra per la gestione guidata dei componenti di Windows tramite cui possiamo rimuovere elementi che non utilizziamo (o, volendo, inserirne altri). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Dal riquadro Programmi installati accediamo alla finestra Installazione applicazioni da cui possiamo disinstallare i programmi che riteniamo non più utili. Selezioniamo l’applicazione che vogliamo eliminare e facciamo clic sul pulsante Cambia/Rimuovi (o su Rimuovi). Nella finestra di disinstallazione che compare scegliamo se eseguire una rimozione completa o parziale (selezionando i file) del programma. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-6.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Utilizzando il pulsante del riquadro Ripristino configurazione di sistema possiamo rimuovere tutti i punti di ripristino ad esclusione del più recente. I punti di ripristino sono la rappresentazione di uno stato del sistema che permette di riportare il sistema in una configurazione salvata in precedenza. Vengono creati a intervalli regolari o su modifiche della configurazione del computer o anche manualmente. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-7.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Windows XP riserva fino al 12% dello spazio disponibile su disco per il salvataggio dei punti di ripristino. Possiamo limitare tale spazio, e quindi il numero di punti di ripristino. Selezioniamo dal menu di avvio Pannello di controllo > Prestazioni e manutenzione > Sistema e nella scheda Ripristino configurazione di sistema facciamo clic sul pulsante Impostazioni e modifichiamo lo spazio da riservare. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-8.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per risparmiare spazio su disco possiamo usare la compressione, a scapito però delle prestazioni del PC. Windows XP supporta due tipi di compressione: la prima, funzionalità Cartelle compresse, quasi sempre utilizzabile e la seconda, compressione NTFS, disponibile solo se il volume ha il file system di tipo NTFS (vedi punto 2). </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-1.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per comprimere una cartella, selezioniamola, facciamo clic con il pulsante destro del mouse, quindi scegliamo Invia a > Cartella compressa. La cartella compressa, creata nella stessa directory, ha lo stesso nome e l’icona con il simbolo della cerniera lampo. Per creare una nuova cartella compressa, nella directory prescelta facciamo clic con il pulsante destro del mouse, quindi Nuovo > Cartella compressa. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-10.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per comprimere singoli file, programmi o altre cartelle basta trascinarli in una cartella già compressa. Dobbiamo però considerare che, a differenza di quanto accade per le cartelle non compresse, il trascinamento in (e da) una cartella compressa, anche nella stessa unità, non implica lo spostamento ma solo la copia. Ricordiamo quindi di eliminare i file e le cartelle che abbiamo copiato in quella compressa. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-11.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Inoltre per spostare un file fra sottocartelle all’interno di una cartella compressa è necessario estrarre il file e reinserirlo. Le cartelle compresse, comunque, utilizzano meno spazio su disco senza ridurre le prestazioni del computer. Alcuni programmi possono essere eseguiti dalle cartelle compresse senza essere estratti; per programmi dipendenti da altri file, bisogna invece estrarre prima questi ultimi. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-12.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il secondo tipo di compressione, la compressione NTFS, permette di comprimere singoli file, cartelle o intere unità (purché siano NTFS). Per comprimere un’unità, selezioniamola dalla finestra Risorse del computer, facciamo clic con il pulsante destro del mouse, quindi Proprietà. Spuntiamo quindi la casella di selezione Comprimi unità per risparmiare spazio su disco e facciamo clic sul pulsante Applica. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-13.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per comprimere una cartella la selezioniamo, quindi facciamo clic con il tasto destro del mouse; fra le varie voci a disposizione scegliamo Proprietà. Nella finestra che si apre ci portiamo sulla scheda Generale e facciamo clic sul pulsante Avanzate. Nella finestra Attributi avanzati spuntiamo la casella di selezione Comprimi contenuto per risparmiare spazio su disco quindi facciamo clic sul pulsante Ok. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-14.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Tornati alla finestra Proprietà, facendo clic sul pulsante Applica (o su Ok) appare la finestra Conferma cambiamenti attributi in cui sceglieremo se comprimere anche le sottocartelle. Anche in questo caso possiamo utilizzare file compressi NTFS senza estrarli ma è possibile che le prestazioni decadano. I file e le cartelle compressi NTFS rimangono compressi fintanto che sono archiviati in un'unità NTFS. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img src="/blog/public/Image/20070604 - Ottimizzare Windows XP/4-15.jpg" alt="" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Infine teniamo presente che alcuni elementi non possono essere eliminati dalla funzionalità Pulitura disco ma occupano spazio inutilmente. Così, per esempio, i programmi di posta elettronica conservando vecchie e-mail con i relativi allegati, tendono, a lungo andare, a occupare molta memoria. Ricordiamoci quindi di eliminare vecchi messaggi (e, in Outlook, di svuotare la Cartella di Posta eliminata). </font></p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a94/ottimizzare-windows-xp.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=94</guid>
	<dc:date>2007-06-04T09:41:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Una passione per il cinema]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Questa volta è il caso di dire che il web salva la vita.</p>
<p>E' successo ad Amalia, 56enne napoletana sorpresa da un improvviso malore mentre stava chattando con Francesco, 55 anni, salernitano conosciuto via web.</p>
<p><img width="280" vspace="6" hspace="8" height="200" border="2" align="left" src="/blog/public/Image/Marco Foto News/Pc - Aiuto.jpg" alt="" /><br /></p>
<p>Durante la conversazione Amalia accusa il clima afoso di questi giorni estivi e avvisa del sopraggiungere di un malore, dopodichè cade la comunicazione fra i due. Francesco capisce che qualcosa non quadra, così chiama il 118 e corre egli stesso a soccorrerla.</p>
<p>Un'ambulanza giunge in via Simone Martini, nel quartiere del Vomero, ma Francesco, pur descrivendo la strada, non conosce l'indirizzo esatto. Trovato il palazzo verde descritto dall'uomo, il personale sanitario chiede l'intervento dei Vigili del Fuoco per entrare in casa. Nel frattempo, arriva a Napoli anche Francesco e, insieme a pompieri e al medico del 118, sale in casa dell'amica dalla finestra, lungo l'autoscala.</p>
<p>Individuata l'abitazione, la paziente viene rianimata in tempo. Che dire: il web funziona meglio del 118!</p>

By: Marco Guglielmo Zerbini]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a54/passione-per-il-cinema.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=54</guid>
	<dc:date>2007-05-31T09:55:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Foto creative con l'aggiunta di filtri]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="center"><font size="2"><img width="400" hspace="10" height="499" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/apertura.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">I programmi di manipolazione grafica possono fare molto di pi&ugrave; che ripulire una foto dai difetti pi&ugrave; evidenti. Quasi tutti, infatti, dispongono anche di una serie di filtri che possono trasformarla in qualcosa di simile a un dipinto su tela, a un&rsquo;inquadratura ripresa con un grandangolo molto spinto, o a un oggetto appena estratto da un bagno di cera. Senza spingerci troppo lontano, vediamo come dare a un&rsquo;immagine un look totalmente diverso. La maggior parte degli editor grafici include un certo numero di filtri che modificano le immagini in base a criteri preordinati. Molti di essi hanno nomi autoesplicativi. Un filtro sfocatura, per esempio, far&agrave; esattamente quello che pensate: metter&agrave; fuori fuoco l&rsquo;immagine. In che misura e con quali modalit&agrave;, dipender&agrave; per&ograve; dalle impostazioni che deciderete di usare. Paint Shop Pro, per questi scopi, &egrave; un software ideale. Dispone infatti di filtri con i quali si pu&ograve; fare praticamente di tutto: schiarire un&rsquo;immagine, rimuoverne i difetti, ammorbidirla con un leggero effetto flou, eliminarne il colore per trasformarla in bianco e nero, o anche applicarle effetti di distorsione ottica. Tutto sta nell&rsquo;usare il filtro giusto. In queste pagine ci occuperemo di quelli che permettono di accentuare la messa a fuoco di un&rsquo;immagine o di una sua porzione, di ammorbidirla con una sfocatura leggera, o ancora di sovrimporle un motivo grafico. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Al fuoco!</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Il filtro Messa a Fuoco consente di incrementare la nitidezza di un&rsquo;immagine. Di norma agisce su aree caratterizzate da una certa differenza di colore, sulle quali viene aumentato il contrasto. Come risultato, queste aree risulteranno visivamente pi&ugrave; a fuoco. Se per&ograve; si esagera, si rischia di dare alla foto un aspetto sgradevolmente granulare. Il filtro Morbidezza, al contrario, tende a riprodurre un effetto ottenibile in fotografia tramite filtri ottici spesso definiti flou. In pratica, crea un leggero alone attorno alle aree pi&ugrave; chiare dell&rsquo;immagine, dando a chi la osserva una sensazione di calma e delicatezza simile a quella che si percepisce nei vecchi film degli anni &lsquo;40. Inutile dire che, per queste caratteristiche, l&rsquo;effetto &egrave; indicato soprattutto per foto molto dettagliate e con uno o due soggetti principali ben a fuoco. L&rsquo;effetto Trama &egrave; invece molto pi&ugrave; di... effetto. L&rsquo;immagine risultante dopo la sua applicazione sembrer&agrave; infatti dipinta su superfici anomale come pietre, mattoni, legno, tessuto o quant&rsquo;altro. Ovviamente &egrave; un filtro che si adatta bene solo a certi tipi di foto e solo se ben dosato, ma pu&ograve; dare molta soddisfazione, per esempio, in ritratti che si pensa di stampare e mettere in cornice. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img width="400" hspace="10" height="311" align="middle" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/effetti.jpg" alt="Usando il Visualizzatore Effetti dal menu Effetti di Paint Shop Pro, si può controllare in anteprima il risultato dell’applicazione di tutti gli effetti disponibili." /></font></p>
<p align="center"><font size="2"><font size="1">Usando il Visualizzatore Effetti dal menu Effetti di Paint Shop Pro, si pu&ograve; controllare in anteprima il risultato dell&rsquo;applicazione di tutti gli effetti disponibili.</font> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>USO DEI FILTRI IN PAINT SHOP PRO</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Una manciata di effetti speciali per dare un tocco di originalit&agrave; alle nostre foto </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img width="400" hspace="10" height="296" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 1.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Caricate un&rsquo;immagine, aprite il menu Regola, scegliete Messa a Fuoco e poi Metti a Fuoco. Gli elementi centrali dell&rsquo;immagine avranno cos&igrave; dei contorni pi&ugrave; netti. Per un maggiore controllo sul risultato finale, invece di Metti a Fuoco selezionate la voce Maschera di Contrasto. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 2.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Nella finestra di dialogo che apparir&agrave; regolate i parametri Raggio per definire le dimensioni dell&rsquo;area da mettere a fuoco, Intensit&agrave; per dosare l&rsquo;intensit&agrave; del contrasto, e Ritaglio per controllare la differenza di luminosit&agrave; dei pixel adiacenti prima che vengano messi a fuoco. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 3.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Se volete dare un tono morbido all&rsquo;immagine, selezionate Morbidezza e poi Fuoco Diffuso dal menu Regola. Nella finestra delle impostazioni modificate i valori delle varie voci controllando il risultato nell&rsquo;anteprima visualizzata a destra, se necessario usando i pulsanti di zoom. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 4.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Per rendere l&rsquo;immagine pi&ugrave; o meno morbida o chiara, usate i cursori che appaiono cliccando nella freccetta pi&ugrave; a destra accanto ai valori dei parametri raggruppati nelle voci Fuoco e Alone. In alternativa, cliccate sulla freccia curva posta in alto per ripristinare i valori predefiniti. </font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 5.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Un altro filtro interessante permette di aggiungere una trama all&rsquo;immagine. Aprite il menu Effetti, scegliete Effetti di Trama e selezionate Trama. In basso a sinistra nella finestra delle impostazioni cliccate sulla freccetta a destra dell&rsquo;anteprima e scegliete il motivo che preferite.</font></p>
<p align="center"><font size="2"><img hspace="10" align="middle" alt="" src="/blog/public/Image/20071029 - Filtri fotografici con PSP/Filtro 6.jpg" /></font></p>
<p align="justify"><font size="2">Regolate i parametri raggruppati nelle voci Immagine e Luce usando i cursori accessibili cliccando sulla freccetta pi&ugrave; a destra accanto ai valori. Potrete cos&igrave; evidenziare o meno la trama di sfondo e regolare l&rsquo;intensit&agrave; e la direzione della luce per darle un&rsquo;ombreggiatura. </font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Tasti rapidi</strong></font></p>
<p align="justify">
<table width="290" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="left" style="width: 290px; height: 80px;">
    <tbody>
        <tr>
            <td><font size="2">Ctrl + Z</font></td>
            <td><font size="2">Annulla l&rsquo;ultima operazione </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font size="2">Ctrl + Alt + Z</font></td>
            <td><font size="2">Ripristina l&rsquo;ultima operazione </font></td>
        </tr>
        <tr>
            <td><font size="2">Ctrl + S</font></td>
            <td><font size="2">&nbsp;Salva l&rsquo;immagine </font></td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
</p>
<p align="justify"><font size="2">&nbsp;</font><font size="2"> </font></p>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
<p align="justify"><font size="2"></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong><br /></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong><br /></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong><br /></strong></font></p>
<p align="justify"><font size="2"><strong>Altri effetti</strong> </font></p>
<p align="justify"><font size="2">Con Paint Shop Pro potete provare un&rsquo;infinit&agrave; di effetti speciali, alcuni dei quali possono risultare molto utili per sfruttare le vostre immagini come logo o su Internet. C&rsquo;&egrave; da dire, comunque, che la maggior parte sono pi&ugrave; divertenti che utili. Per averne un quadro completo usate l&rsquo;opzione Visualizzatore Effetti dal menu Effetti, che mostrer&agrave; un&rsquo;anteprima di tutte le variazioni apportabili all&rsquo;immagine corrente. Per applicare immediatamente un effetto baster&agrave; cliccare due volte sulla miniatura dell&rsquo;immagine, oppure selezionarla con un clic e premere il pulsante Applica.</font> </p>

<br></br> By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a75/foto-creative-con-laggiunta-di-filtri.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=75</guid>
	<dc:date>2007-05-23T08:59:27+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[“Community World”: da zero a Duepuntozero]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nintendo è già pronta per il futuro. Gli inventori di Super Mario Bros hanno sfruttato l’importantante palcoscenico dell’”E3 2007”, in scena al Barker Hangar di Santa Monica, California.</p>
<p>Nintendo prosegue così nella propria strategia aziendale, volta a presentare giochi fruibili a un numero sempre maggiore di pubblico.</p> 
<p>Partiamo con "Wii Fit": come vi potrebbe far intuire il nome questo gioco, vi permette di fare allenamento e di rilassarvi con oltre 40 attività distinte. Aerobica, condizionamento muscolare, yoga e bilanciamento saranno alcune delle attività proposte dal vostro trainer virtuale. Un video è disponibile a questo indirizzo.</p>

<p>Il gioco sarà venduto in allegato ad una "'Wii Balance Board", una sorta di "step": una periferica wireless capace di misurare il peso, il bilanciamento di chi vi è sopra  potrà essere utilizzata come interfaccia per i giochi che accettano l'intero corpo come input.</p>
<p>Tutte queste novità saranno a vostra disposizione entro la prima metà del 2008.
“Mario Kart Wii” verrà presentato nei primi mesi del 2008 con il volante "Wii Wheel", mentre “Super Mario Galaxy” arriverà il 12 novembre.</p> 
<p>Nintendo annuncia anche il Wii Zapper (19.99 dollari) , ovvero una pistola composta da Wii Remote e Nunchuk che sarà presentata entro l'anno.</p>
<p>Per quanto riguarda la parte software ecco il canale “Check Mii Out”, che permetterà ai videogiocatori di effettuare l'upload del proprio Mii e metterlo ai voti della comunità mondiale. Questo canale sarà introdotto entro l'anno.</p>
<p>Infine le date dei giochi in arrivo: “Super Smash Bros” arriverà il 3 dicembre, mentre “Metroid Prime 3 - Corruption” il 27 agosto (in Europa il 26 ottobre). 
Per quanto riguarda il Nintendo DS aspettatevi: “Brain Age 2 - More Training” (20 agosto), “The Legend of Zelda - Phantom Hourglass” (1 ottobre) e “Flash Focus” (15 ottobre).</p>

By: Andrea Reina]]></description>
	<link><![CDATA[/blog/a44/community-world-da-zero-a-duepuntozero.html]]></link>
	<guid isPermaLink="true">articolo.asp?articolo=44</guid>
	<dc:date>2007-04-06T15:36:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
	</channel></rss>